Thank you for smoking di Jason Reitman
(USA) 2005
Bello, bello, bello. Una commedia nera come non se ne vedevano da tempo. Se pensiamo, poi, che il regista – seppur illustre figlio d’arte – è al suo esordio, gli elogi sono più che giustificati: si respira una padronanza del mezzo cinema e una visione d’insieme del risultato finale che non sempre si ravvisano in ben più noti film.
Thank you for smoking parte scorretto e infame fin dalla prima scena e gioca tutto il suo divertimento sulle amare verità che il protagonista spaccia per mestiere. Ed è proprio sul protagonista e la sua “morale flessibile” che si incentra l’intera vicenda:
Aaron Eckhart (bravissimo) è un lobbista del fumo che difende gli interessi della sua azienda sotto lo sguardo impietoso di una società che lo condanna solo perché cinico e sincero; il suo destino sarà scontrasi con un senatore salutista (
William H. Macy in gran forma), guadagnarsi l’ammirazione di suo figlio e scansare le più svariate minacce, anche di morte, mentre si porta a letto una spietata giornalista (
Katie Holmes) che gli darà del filo da torcere. Il resto è tutto un ridere assicurato, tra cui gli esilaranti incontri con i colleghi lobbisti definiti “mercanti di morte” o la ricerca delle tecniche di seduzione più appropriate per rendere appetitosa la “bionda” più cattiva che si possa frequentare e così via. Tutto all’insegna del motto: “non voglio dimostrare di aver ragione, voglio dimostrare che tu hai torto e se tu hai torto, io ho ragione.”
Alla fine, la vittoria di
Jason Reitman sta non solo nel rendere simpatico lo scorretto protagonista ma nell’assunto finale, che non è certo un elogio alle sigarette ma un attacco all’ipocrisia buonista. Il tutto in uno stile secco e veloce con la bella fotografia fatta di luci sature e un montaggio serrato che rende giustizia al ritmo della storia.
Non lasciatevi sfuggire questo film.