Non sarà certo il film dell'anno, anche perché la storia puzza di già visto lontano un miglio, ma Michael Clayton è un film dignitosissimo che ha pochi punti di forza ma tutti molto efficaci. Innanzitutto l'intuizione di iniziare la storia dalla fine e poi lanciare un lunghissimo flashback proprio per scongiurare l'effetto noia di già visto e dare una marcia in più ad una storia leggermente complicata. Poi c'è la caratterizzazione dei personaggi: ovviamente giganteggia il protagonista di George Clooney ma i comprimari sono tutti ugualmente ben sviluppati e per giunta chiedendo un pò più di attenzione allo spettatore medio. La regia mantiene toni bassi che però sembrano voluti e non eccede in trovate drammatiche ma trasferisce le difficoltà della storia nella fotografia livida e nel montaggio. Perché alla fine l'attenzione è tutta per la storia e per i dilemmi morali che propone. In tutto questo c'è un cast che recita più che bene; per dirne un paio: Tilda Swinton (qui premio Oscar) compare molto meno di quanto pensassi ma in quel poco lascia il segno, soprattutto nella versione originale da preferire al doppiaggio e Sidney Pollack trasporta tutte le sfaccettature del suo personaggio nelle sue rughe e nei suoi sguardi parzialmente colpevoli. Poi c'è George Clooney che per quanto mi riguarda è un bravissimo attore e in questo caso costruisce un'interpretazione... come dire, trattenuta ma di grande impatto. E Tom Wilkinson non si fa sopraffare dagli altri, anzi. Godibilissimo, importanti i risvolti morali che vuol proporre, scorrevole nonostante le insidide della storia. Bella l'idea dei titoli di coda.
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11.4.08
Michael Clayton
(2007) USA
scritto e diretto da
Massimo Manuel
alle
11:40
1 commenti
Etichette: Michael Clayton, Tony Gilroy
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