23.5.06

A tavola con Vittorio Storaro

Appuntamento alle 20.30 e in cose del genere non si fa mai tardi. Vittorio Storaro arriva puntuale e si siede al suo tavolo per l’aperitivo in compagnia di 5 persone. Quando gli vengo presentato mi guarda con simpatia, mi chiede il mio nome e poi, lasciandomi sinceramente sbalordito perché non speravo in tanto, mi invita a sedersi al suo tavolo, proprio al suo fianco. Mentre saluta i suoi commensali, ogni tanto si volta verso di me e mi dice sorridendo: “Stai buono che ora mi dedico subito a te.” Arriva l’aperitivo, allunga il suo bicchiere verso di me e brindiamo alla salute. Il tempo di ordinare la cena e poi si dedica completamente a me. Ha l’aria affabile, molto schietta, mi guarda fisso negli occhi quando parla (e nella breve distanza a cui eravamo mi faceva sentire piuttosto intimidito) e muove spesso le mani. Mi chiede cosa studio e timidamente rispondo, dopodiché passo al contrattacco.
Chiedo al maestro Storaro se, innanzitutto, la Sicilia e in particolare il castello Maniace della mia città, Siracusa, siano stati dei buoni set per la fiction televisiva su Caravaggio a cui sta lavorando come, ovviamente, direttore della fotografia. “Si,” risponde “ci siamo trovati molto bene. Abbiamo girato al castello Maniace come fosse la fortezza di Malta da cui Caravaggio fuggì rocambolescamente. Abbiamo girato anche ad Augusta, in un bellissimo castello diroccato.” Ho letto, chiedo, che ha aderito a questo progetto con entusiasmo perché vedeva ottimi spazi per continuare la sua opera di studio sugli elementi a lei tanto cari, l’ombra e la luce. “Si, la figura di Caravaggio e la sua arte sono ottimi materiali per il mio lavoro. Del resto è lo stesso Caravaggio ad offrire ampie ispirazioni. Lei conosce Caravaggio?” Annuisco imbarazzato, per sommi capi aggiungo. “Ecco, dovrebbe approfondire la conoscenza, anche perché gli studi che le scuole e le università offrono al riguardo non approfondiscono abbastanza la sua grandezza. Le scuole si limitano ad insegnare la tecnica, tralasciando la filosofia e l’arte che si cela dietro ai grandi autori. Dico che è giusto studiare la tecnica e le moderne tecnologie, ma anche andare oltre e saper trovare nuovi stimoli. Io l’ho fatto per tutta una vita, tutta una carriera dedicata allo studio dell’ombra e della luce, ai significati che possono assumere ed esprimere i colori. Un lavoro lungo una vita culminato nella trilogia ‘Scrivere con la luce’ che è un po’ la summa di tutta la mia vita. “ Negli studi qui al sud siamo piuttosto penalizzati, mancano le grandi accademie e le grandi università dedicate. “Si, ma ci sono anche personalità come me che girano l’Italia realizzando seminari e tenendo lezioni per trasmettere il proprio sapere a chi ama questo lavoro. Anche adesso sto portando in giro una mostra fotografica con immagini tratte dalla mia trilogia ‘Scrivere con la luce’ e sono scatti appositamente realizzati per questi libri, non tratti dai film a cui ho lavorato. Sono due discorsi ben diversi che tendo sempre a separare: la cinemato-grafia dalla foto-grafia.”
Il resto della serata prosegue su questa riga. Storaro mi confida che a questo punto della sua carriera non sa se proseguire nel suo lavoro o dedicarsi completamente all’insegnamento e alla scrittura di libri, anche se, ammette, la seconda possibilità gli sembra più interessante. Continua a parlare, è davvero gentile e disponibile, mi chiede dei miei studi e dei miei professori, anche per capire se sono personalità che lui conosce. Mi dice che se ci avessero presentati prima, mi avrebbe portato sul set perchè gli piace portarsi giovani dietro per insegnare loro qualcosa sul campo. A questo punto gli chiedo se sarebbe interessato a portare la sua mostra fotografica nella mia facoltà; lui si mostra entusiasta e (meraviglia!) mi dà il suo biglietto da visita con i suoi contatti personali per realizzare al più presto la cosa, impegnandosi non solo per la mostra ma ad accompagnarla lui personalmente con un seminario. E’ stato il culmine di una serata meravigliosa.
Al termine, mi congedo per non arrecare ulteriore disturbo; mi concede un autografo (non ho avuto il coraggio di chiederglielo, è stato lui di sua spontanea volontà!) e mi augura ogni meglio per la mia aspirante carriera nel cinema. Quando faccio per andarmene, lui, quasi come nei film dove le grandi personalità si congedano sempre con una frase ad effetto, mi dice: “Ricordati Massimo che per arrivare dove sono arrivato io ci si deve credere davvero; amare questo mestiere e crederci davvero. Anche io sono arrivato ad un certo punto della vita in cui sentivo che non sarei riuscito a combinare nulla, eppure ci ho creduto e ce l’ho fatta. Ti auguro la stessa cosa.”
E’ come se avesse letto nei miei occhi la mia disperata passione per il cinema e la frustrazione nell’essere così lontano dalle grandi città dove il cinema si fa sul serio. Le sue parole sono per me un augurio caro. Spero di risentirlo presto. Da domani, intanto, attivo tutti i canali necessari per organizzare la mostra. Contattarlo personalmente per organizzare la cosa sarà un altro grande onore per me.

18 commenti:

filo ha detto...

..senza parole..
ti meriti tutto questo!
bravo!

Massimo Manuel ha detto...

Se me lo merito non lo so...ma senza parole ci sono rimasto anche io!
Grazie carissimo! ;)

iggy ha detto...

Complimenti!!! :)

Massimo Manuel ha detto...

E de chè?! :) E' lui il maestro, complimenti a lui!!! Io sono stato solo spudorato e fortunato!!!

zed ha detto...

COLPONEEEEE! AMMAZZAAAAAAAA! OH COMPLIMENTONI! Che roba ragazzi! Datti da fare che questa è un'ottimo canale per il tuo fututo! Grandissimo! Comunque Massimo, il fatto di non trovarti in un luogo dove pensi che il cinema si faccia sul serio non è un danno. Sono proprio quelli che partono apparentemente svantaggiati a dare i frutti migliori, perchè più motivati a causa delle difficoltà. Tuttosommato, una volta finiti gli studi, nulla ti vieta di venire a Roma per approfondire l'argomento.
:)

Massimo Manuel ha detto...

Si, capisco quello che intendi...infatti spero che un giorno i miei desideri si realizzino...intanto il colpo grosso di ieri sera è stata una specie di iniezione di ottimismo!! Speriamo bene... ;) Thanx!

Philip Fry ha detto...

Complimentoni! Quando girerai un film ricordati di me.. sai che ho un certo feeling con la video camera! ricordi??? :o) Augurissimi

Massimo Manuel ha detto...

Me lo ricordo bene perchè proprio ieri ho beccato quel divertentissimo video in cui tu la facevi da protagonista!!! :)

bia ha detto...

Tesoro mio sono così felice per te!!! Ti auguro tutto il bene di questo mondo!!! Sei meraviglioso e bravo in ciò che ami,quindi ti meriti tutto ciò! Ancora complimenti!!!

Massimo Manuel ha detto...

Bia, sei deliziosa! ;) Grazie mille tesoro!!

Zio Jakko ha detto...

Min****
Se fosse successo a me,con Dacia Maraini,sarei svenuto a primo istante
Oppure le sarei saltato addosso
Ti ammiro
eheheh

Jakko

Massimo Manuel ha detto...

Ma io STAVO svenendo!!! Credo sia per questo che mi ha fatto sedere, deve aver intuito qualcosa...
Auguro un colpo di culo del genere anche a te, un giorno! ;)

Kinemazone ha detto...

Cmplimenti. Ha fatto anche a te tutto il discorsetto sul Direttore della fotografia che non esiste, che il Direttore sul sett è solo il regista, che si dovrebbe dire Cinefotografo (o cinematographer), etc.?

Ciao

Massimo Manuel ha detto...

No, questo me l'ha risparmiato...solo un accenno alla distinzione fra cinematografia e fotografia.. :)

BenSG ha detto...

In bocca al lupo per l'organizzazione del seminario, sono sicuro che ce la farai alla grande!!!

Ciao!

BenSG

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