3.6.06

I segreti di Brokeback Mountain

Brokeback Mountain di Ang Lee
(2005) USA


Mi tolgo subito il pensiero rispondendo alla domanda principe: questo film meritava di vincere l'Oscar come miglior film al posto di Crash? La risposta è: si! Si perchè Ang Lee ha diretto con tecnica sublime senza voglia di strafare; si è limitato a seguire la tragica storia dei protagonisti senza invadere, senza morbosità, soprattutto senza retorica e cose simili. E' semplicemente la storia di due uomini che si amano profondamente ma che non riescono a vivere apertamente i loro sentimenti a causa dell'ambiente in cui lavorano e in cui vivono, i paesaggi montani di un'america rurale ancora troppo retrograda. Questi due uomini saranno capaci di condurre ognuno la loro vita senza mai smettere di amarsi o di vedersi nel corso di venti anni; una tragica storia di amore e sentimento negato, di vita non vissuta, di rimpianti impossibili da sopire. La storia è forte ma non sarebbe stata così ben realizzata se non fosse stato innanzitutto per le scelte di regia, magari un pò troppo artificiose ma efficaci nel fotografare paesaggi bellissimi che fanno da sfondo alla storia; in secondo luogo, è da sottolineare l'impeccabile recitazione dei protagonisti: Heath Ledger, sarò onesto, non pensavo fosse chissà che attore eppure in questa recitazione sofferta e odiosa non si è risparmiato; lo stesso si può dire di Jake Gyllenhaal che conferma le sue grandi doti e recita senza mai andare sopra le righe, senza mai risultare (un pericoloso rischio) una caricatura stessa del personaggio, senza mai sbagliare. Una menzione speciale alla bravissima Michelle Williams, davvero efficace nel ruolo di una moglie piena di rancore.
Brokeback Mountain narra una drammatica storia d'amore omosessuale in ambienti bigotti, a cavallo fra gli anni '60 ed '80, dove l'amore fra uomini si finge non esista. Eppure c'è e questa storia è talmente commovente da non aver lasciato indifferente quasi nessuno visto l'enorme successo della pellicola. E se lo merita.

8 commenti:

iggy ha detto...

Grande film, probabilmente non il capolavoro di cui molti hanno parlato, ma davvero notevole. In merito alla domanda che poni all'inizio della recensione, anche io dico sì! Grande Ledger, intenso e con un espressività da film muto che raramente ho visto in un attore, dice tutto stando zitto e grande Lee che sforna un film lineare, onesto e che tocca temi talmente universali che non possono davvero lasciare indifferenti nessuno (come giustamente hai scritto)

Massimo Manuel ha detto...

Si, è vero, non è forse quel grande capolavoro di cui si è tanto straparlato ma è un gran bel bilm che tocca temi universali con eleganza e commozione...
Anche Crash non è male ma fra i due, per me, vince questo perchè ha molta più cura e precisione nella regia...quello che mancava a Crash!

filo ha detto...

beh chie dire..sai che questo film mi ha avuto fin dal primo momento che l'ho visto. Trovo la regia di Ang Lee una delle regie migliori degli ultimi anni, così secca, scarna, asciuttissima. E poi Heath Ledger, che lavora di implosione e di sottili movimenti di sguardo..impagabile. E uno dei finali più emozionanti e struggenti che io possa ricordare. Per me sì, è un capolavoro, che va oltre il cinema, ma scava l'immaginario popolare.

Massimo Manuel ha detto...

Filo ha ragione! E conosco bene il tuo innamoramento per questo film! ;)

zed ha detto...

Ho finalmente visto Crash, quindi posso fare un paragone adeguato. E' chiaro che i film in ballo sono completamente diversi. L'oscar non l'avrei dato a nessuno dei due, comunque dovendo scegliere avrei preferito Hang Lee per il tema trattato. Non che fosse una gran trovata la sua, ma il film è uno spaccato ben ricostruito mentre Crash è una sorta di "clone", variato solo nel tema di base, di altri film come America Oggi o Magnolia.

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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