6.5.07

Cuore Selvaggio

Wild at Heart di David Lynch
(USA) 1990

Cuore Selvaggio è il film che, secondo il mio modo di vedere, rappresenta il punto d'arrivo della prima parte della carriera di David Lynch (come INLAND EMPIRE lo potrebbe essere della seconda parte della sua carriera e a voler essere paranoici, si potrebbe notare come i due film siano esattamente il quinto e il decimo della sua cinematografia!). Questo "road movie" atipico raccoglie tutti gli elementi lynchiani fino ad allora esplorati per produrre un film dai toni forti, violento, sarcastico, disperato. Disperato come quando la protagonista vomita e piange in una sudicia camera di motel e il regista realizza quella che secondo lui è la miglior immagine del film: il vomito rappreso sul pavimento in primissimo piano, con le zanzare che ci svolazzano sopra.
Ma non si tratta solo di trama e sottointesi. La storia di Sailor e Lula è il pretesto del regista per affilare la sua arte: la costruzione dell'immagine, il dettaglio per le scene, il design sonoro. Tutto questo raggiunge la perfezione, come quando un fiammifero si accende e l'immagine del fuoco che ne scaturisce è accompagnato da uno "sfrigolìo" così denso da riempire le orecchie.
Cuore Selvaggio è un'opera accurata, sistematica nello svolgimento della trama ma non per questo banale; con Lynch non c'è mai da stare sereni: streghe che volano su scope, fate buone che compaiono dal cielo, uomini così brutali da far rabbrividire (terrificante Grace Zabriskie in uno dei ruoli sinceramente più brutali - e censurati! - che io abbia mai visto). Un viaggio a tappe, ogni tappa una cicatrice per i protagonisti ma anche per noi spettatori.
E' un film che non lascia residui. Nel senso che nulla di ciò che vediamo sarebbe potuto essere raccontato o mostrato in maniera differente. O recitato altrimenti, a tratti sopra le righe, a tratti drammaticamente, nella piena tradizione del cinema di Lynch. Ogni attore dà il meglo di sè (perfino Nicolas Cage!) e Laura Dern si conferma attrice ottima e coraggiosa. Nessuna interpretazione, anche la più piccola, sembra essere lasciata al caso: tutto è minuziosamente costruito e chi conosce i retroscena della lavorazione, sa bene di cosa parlo.
Ci sarebbe troppo da scrivere.
Da guardare rigorosamente in lingua originale. Meritatissima Palma d'Oro a Cannes.

5 commenti:

zed ha detto...

Splendio come sempre :)

Anonimo ha detto...

forse si...ma per me il punto di arrivo della carriera di lynch(prima parte) è fuoco cammina con me.

il percorso per me è questo:
eraserhead, twin peaks, fuoco cammina con me, strade perdute, mulholland drive, inland empire.

(elephant men, storia vera, dune, cuore selvaggio, velluto blu....sono film splendidi ovvio!)

Massimo Manuel ha detto...

Dovendo dividere la carriera di Lynch in due parti, considero Cuore Selvaggio il punto d'arrivo della prima parte. Fuoco cammina con me si inserisce nella seconda parte perchè è il punto di partenza del "nuovo" cinema di Lynch che culminerà in INLAND EMPIRE.
Poi, ovviamente, ognuno la vede come vuole. =)

Giuseppe ha detto...

I richiami a TP in IE sono troppi, non credo che si possano identificare dei cicli nella carriera di Lynch inquanto ogni film è l'evoluzione del precedente. E' probabile che la direzione del buon David adesso cambi, IE nel finale mi è sembrato più positivo, così come avvenne in Fuoco cammina con me. Non so quali saranno i prossimi passi del regista, ma suppongo che il suo prossimo lungometraggio possa essere qualcosa di simile a Cuore selvaggio ed una Storia vera.

Massimo Manuel ha detto...

Ma a me sembra proprio che tutti i film di Lynch finiscano positivamente (fatta eccezione per Strade Perdute ma lì il problema è un altro... non c'è finale!), laddove per positivo non si intende "e tutti vissero felici e contenti" ma si intende un gesto (anche estremo) del/la protagonista che prelude ad una sua riconciliazione con se stesso/a.