7.5.08

Into the wild

Into the wild di Sean Penn
(2007) USA

Ci sono film che t'arrivano dritto allo stomaco e al cuore. Rompono tutti i filtri che possono esistere tra te e il grande schermo (e questo è un film che va visto rigorosamente sul grande schermo). Alla stregua di INLAND EMPIRE, Into the wild è una pellicola che si prefigge lo scopo di costruire immagini e suoni, pensieri e parole che siano una vera e propria esperienza di percezione (extra)sensoriale; non c'è un film da guardare ma una vita da seguire, non c'è una trama da sviluppare ma l'urgenza di raccontare una storia, non c'è qualcosa di preciso da imparare ma molto da dedurre e farsi scivolare sotto la pelle. E' un'esperienza umana da raccogliere, emblema di quanto di pericoloso e corrotto c'è nella società di oggi, decalogo di tutto ciò di cui bisogna privarsi per poi poterlo riacquistare con la dovuta consapevolezza che nulla ci è dovuto ma ce lo dobbiamo guadagnare, attraverso l'intelletto e la morale. Senza rifuggire l'altro perché essenzialmente "happiness is real only when is shared".
Sean Penn è un regista mai banale che di certo non è perfetto. Il film ha qualche debolezza soprattutto nel primo tempo, laddove certi eccessi formali di regia potevano tranquillamente lasciar fare alla storia. E viceversa. Ma sono del tutto trascurabili davanti all'imponente impatto dell'opera nel suo insieme. Il protagonista Emile Hirsch è da applausi di furore ma lo sarebbe ancora di più il vero Christopher McCanldess, l'uomo che sacrificò la sua vita alla ricerca di sé stesso e del suo posto nel mondo.
A Sean Penn dobbiamo molto per questo film. Quanto meno un inchino.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo sui piccoli difettucci dovuto al voler strafare di Penn. Però come dici tu questo film è proprio un'esperienza che buca lo schermo e ti entra direttamente nel cuore.
Ale55andra

J. Doinel ha detto...

che film viscerale... ricordo che quando lo vidi entrai veramente in uno stato di febbre. Ho consumato il cd della colonna sonora.