9.5.08

Cous cous

La graine et le mulet di Abdel Kechiche
(2007) FRA

Allo scorso festival di Venezia questo è il film che fece furore e che per molti meritava il massimo riconoscimento molto più di Ang Lee. Ora, se questo era il meglio di Venezia alloraerano messi maluccio. O più semplicemente, i critici non si sono ancora tolti il vizietto di osannare tutto quello che dilata la sua durata con scene inutili e tempi morti.
Cous cous è un film decisamente riuscito a metà. La parte buona è il cast bravissimo ed affiatato, eccezionali nel riuscire a rappresentare davvero realisticamente un'enorme ed allargata famiglia. A Kechiche il merito di riuscire a gestire un film corale decisamente arduo. E poi c'è la storia, molto attuale nell'andare a toccare temi sociali come l'adattamento degli immigrati, le loro difficoltà lavorative e i loro sentimenti di rivalsa che talvolta eccedono in azioni infelici; tutto ciò, fra l'altro, è narrato quasi in silenzio, senza evidenza ma anzi con molto tatto. La metà cattiva, però, ce la mette tutta per offuscare quella buona: l'iper-realismo del regista finisce con l'irritare parecchio; nella prima ora del film non succede praticamente nulla e viene bruciata tutta solo per rappresentare i personaggi, così come l'opera è piena di momenti decisamente inutili, continui riassunti della storia mediante scene superflue o dialoghi stiracchiati il più possibile. Il film dura 151 minuti e si sentono tutti, fino all'ultimo, quando invece avrebbe potuto durare tranquillamente almeno un'ora di meno;evidentemente una delle tante lezioni dei Dardenne non è stata recepita. Poi come al solito tutto precipità nell'ultima mezz'ora di film ma le cose erano talmente prevedibili che era facile aspettarsi perfino il classico finale aperto da film d'autore.
Insomma, Cous cous non mi è piaciuto. Vuole essere un film onesto e sincero ma inciampa in una quantità di difetti che gli troncano la via quasi fin da subito. Peccato.

2 commenti:

Michele ha detto...

Cous Cous era in concorso a Venezia, non a Cannes.

Massimo Manuel ha detto...

Pardon.
Correggo il refuso.