Richard Kelly, il regista del cult Donnie Darko, si appresta ad una nuova regia. Il precedente film, Southland Tales, non è andato molto bene in America e all'estero fatica a trovare distributori. Il prossimo film, invece, non dovrebbe avere di questi problemi perchè sarà un film di genere (un horror) e avrà per protagonista una celebrità, Cameron Diaz. La trama (ispirata ad un racconto di Richard Matheson): la protagonista e suo marito ricevono in dono una misteriosa scatola dotata di pulsanti. Ogni volta che ne schiacciano uno vincono dei soldi ma qualcuno ci rimette la pelle. Titolo: The Box.
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30.6.07
Richard Kelly ci riprova con la Diaz
Richard Kelly, il regista del cult Donnie Darko, si appresta ad una nuova regia. Il precedente film, Southland Tales, non è andato molto bene in America e all'estero fatica a trovare distributori. Il prossimo film, invece, non dovrebbe avere di questi problemi perchè sarà un film di genere (un horror) e avrà per protagonista una celebrità, Cameron Diaz. La trama (ispirata ad un racconto di Richard Matheson): la protagonista e suo marito ricevono in dono una misteriosa scatola dotata di pulsanti. Ogni volta che ne schiacciano uno vincono dei soldi ma qualcuno ci rimette la pelle. Titolo: The Box.
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Massimo Manuel
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3.2.06
Donnie Darko The Director's Cut
(2004) USA
A suo tempo, la prima visione di Donnie Darko mi entusiasmò; con la seconda ridimensionai il mio giudizio. Questa volta ho rivisto il film nella versione Director's Cut con 17 minuti di scene in più. Per chi ha visto entrambe le versioni, salteranno all'occhio più che alcuni effettacci visivi moderni totalmente superflui al montaggio, le scene in cui il protagonista legge le pagine de "La filosofia dei viaggi nel tempo", il libro (fittizio) che è un pò la chiave interpretativa dell'aspetto 'fantastico' del film e che rende molto più comprensivi alcuni passaggi che nella prima versione risultavano essere veri e proprio enigmi; l'aspetto 'metafisico' invece (la ricerca di dio del protagonista e le sue turbe da anima sofferente piuttosto che da adolescente) rimane per lo più inalterato se non addirittura indebolito, ma giusto un poco, in alcune scene che forzano fin troppo i delicati rapporti fra i protagonisti della storia. Per intederci, la scena in cui Donnie chiede alla madre cosa si prova ad avere un figlio 'schizzato' è emozionante e di genuina umanità; aggiungere dopo neanche un minuto una scena in cui lo stesso Donnie rassicura la madre di non essere poi così fuori di testa non solo è stucchevole ma mina la bellezza della sequenza precedente! Per il resto, il fascino del film e l'originalità della storia rimangono intatti; il paragone che qualcuno ha proposto con altri film (?!) è del tutto azzardato e inadeguato, sono film totalmente distanti ed opposti. Non per questo, Donnie Darko merita l'etichetta di filmetto adolescenziale infarcito di velleità pseudo-filosofiche. Anzi, è un film bello e godibile, forte di un cast che impersona benissimo una serie di bei personaggi (su tutti spicca, manco a dirlo, Jake Gyllenhal) e di dettagli per nulla lasciati al caso. Le interpretazioni sulla parabola di Donnie, poi, sono lasciate libere alla fantasia degli spettatori. Io la mia idea me la sono fatta. E se un film è costruito bene e girato ancora meglio (nonostante il budget ridotto) ed è capace di uscire dalla tana dei cult-movie grazie ad uno spontaneo passavoce di fan e critici, merita di essere visto. Peccato che, a mio parere, la versione migliore non sia nessuna delle due ma starebbe nel mezzo.
P.S. Ho l'impressione che la mia buona parola su Donnie Darko aprirà qualche polemica. Spero si instauri una bella discussione.
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Massimo Manuel
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