
"Progetto che inizialmente doveva avere la benedizione dell'ONU" confessano i produttori ed ideatori di 8 "ma dopo che l'ONU ha visto l'episodio di Mira Nair, non solo ha ritirato il suo nome dal film ma anche osteggiato in tutti i modi la sua circolazione nei festival e nei cinema." - "Sembra che la mia storia, la storia di una donna araba che abbandona suo marito per diventare la seconda moglie di un uomo poligamo, offenda gli arabi e la loro religione" dice
Mira Nair "eppure per affrontare il mio episodio, quello della liberazione culturale delle donne, non potevo immaginare storia più adatta." Il giovanissimo Bernal sembra sparire fra i grandi che lo circondano; sprofondato nel suo divano senza l'ausilio del traduttore ("mi sto esercitando con l'italianio") si dichiara molto orgoglioso e fortunato ad aver partecipato ad 8: "non solo per l'onore che si ha ad avere il proprio nome accanto a dei mostri sacri della cinematografia mondiale, ma anche per l'importanza di questo progetto e dei suoi scopi. E' un film che andrebbe fatto girare il più possibile."

"Questo film non cambierà nulla" gela gli entusiasmi Wim Wnders "se a vederlo sarà soltanto la gente. Purtroppo il popolo non può fare niente, il potere decisionale che può cambiare qualcosa è dei governanti: a loro andrebbe fatto vedere il film, su di loro andrebbero fatte pressioni affinchè qualcosa cambi."
1 commento:
Bernal era davvero molto timido si vedeva, poi il mio capo-redattore gli ha fatto pure fare na mezza figuraccia...comunque a me il film non è piaciuto eccessivamente. Il corto di Gus Van Sant è praticamente nullo dal punto di vista registico, quello di Wenders è quasi coatto, quello della Nair è proprio brutto, quello sull'AIDS è snervante. Quello in bianco è nero è straordinario, soprattutto per la fotografia, quello di Bernal non è male considerando che lui è alle prime armi con la regia, quello della Campion è fenomenale (il più bello) e quello dell'africano è molto carino.
Ale55andra
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