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31.5.07

Ron Howard a Roma

Verra' giurato a Roma Angeli e Demoni, il sequel de Il Codice da Vinci, ancora per la regia di Ron Howard. Il regista e' stato ricevuto in Campidoglio dal sindaco della capitale, Veltroni. Howard si e' affacciato, come tutti gli ospiti del sindaco, dal balconcino con vista sui Fori. Il regista sta svolgendo i sopralluoghi in vista delle riprese. Angeli e demoni dovrebbe essere pronto per la fine del prossimo anno.
(da Ansa.it)

13.4.07

Angeli e Demoni

La voce era circolata a fronte del successo del discutibile film Il codice Da Vinci. Adesso è confermata: Ron Howard e Tom Hanks torneranno a lavorare insieme per Angeli e Demoni, libro che precedeva il Codice ma che invece sullo schermo verrà adattato a tutti gli effetti come sequel. Le riprese dovrebbero iniziare nel gennaio 2008 e l'uscita del film è prevista per il dicembre dello stesso anno.
Se il Codice voleva gettare ombre sulla figura di Cristo (utilizzando temi ampiamenti conosciuti), Angeli e Demoni mette in scena una colossale congiura ad opera delle più alte gerarchie del Vaticano. Se la Chiesa si metterà a frignare un'altra volta, garantirà di nuovo un'enorme pubblicità gratuita al film avviandolo sulla via del successo.

10.11.06

Il Codice Da Vinci

The Da Vinci Code di Ron Howard
(2006) USA


Questo film ha qualcosa che non va. E’ evidente perché lo slancio delle premesse non si realizza. Il libro offriva due sviluppi interessanti: quello avventuroso e quello storico religioso. Il primo non si realizza mai in quanto il film risulta troppo didascalico, troppo ‘telefonato’ e il secondo non viene adeguatamente gestito. Il risultato finale è una pellicola che stimola lo spettatore senza mai entusiasmarlo. Perfino gli attori protagonisti (Tom Hanks e Audrey Tautou) sembrano non fare molto oltre che subire il turbine degli avvenimenti, mentre i co-protagonisti giganteggiano: Ian McKellen, Paul Bettany, Jean Reno, Alfred Molina, tutti offrono magnifiche interpretazioni e i loro personaggi finiscono con l’essere molto più notevoli e affascinanti dei caratteri principali. E’ vero che la quantità di materiale da trattare era imponente e a tal proposito alcune trovate stilistiche sono decisamente funzionali (ottimi i flashback, per esempio), ma alla fine nulla risulta essere memorabile. E credo che la colpa maggiore sia da imputare a Ron Howard, che non si sforza più di tanto a parte un paio di scene, tipo l’avvincente scena finale a Parigi. Insomma, non riesco a togliermi dalla testa l’idea che in mano a qualcun altro, Il Codice Da Vinci avrebbe potuto essere molto di più. Occasione sprecata.