"So quante frustrazioni ci sono nel fare un bel film che però non viene visto da nessuno. Il nostro Babelgum Online Film Festival offre un'occasione in più: più sono le piattaforme sulle quali si potrà mostrare il proprio lavoro, tanto migliori saranno le chance di essere riconosciuti per il proprio talento. Io sono il giudice e la giuria del Festival. I film presentati sono arrivati da 86 paesi, il 35 per cento di essi dagli Stati Uniti. In tutto, i film presentati sono stati 1012 e, di questi, 200 sono stati girati da studenti di cinema. È fantastico." Con queste parole, il regista Spike Lee ha presentato il primo festival del cinema a svolgersi on-line, a partire da oggi sul link che trovate poco sopra. Qui, invece, potete leggere l'intera presentazione del regista, appassionata ed appassionante.
Visualizzazione post con etichetta Spike Lee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spike Lee. Mostra tutti i post
5.3.08
Il primo festival del cinema on-line
"So quante frustrazioni ci sono nel fare un bel film che però non viene visto da nessuno. Il nostro Babelgum Online Film Festival offre un'occasione in più: più sono le piattaforme sulle quali si potrà mostrare il proprio lavoro, tanto migliori saranno le chance di essere riconosciuti per il proprio talento. Io sono il giudice e la giuria del Festival. I film presentati sono arrivati da 86 paesi, il 35 per cento di essi dagli Stati Uniti. In tutto, i film presentati sono stati 1012 e, di questi, 200 sono stati girati da studenti di cinema. È fantastico." Con queste parole, il regista Spike Lee ha presentato il primo festival del cinema a svolgersi on-line, a partire da oggi sul link che trovate poco sopra. Qui, invece, potete leggere l'intera presentazione del regista, appassionata ed appassionante.
scritto e diretto da
Massimo Manuel
alle
09:52
0
commenti
Etichette: Babelgum Festival, Spike Lee
21.12.06
Inside Man
Inside Man di Spike Lee(2006) USA
Russell Gewirtz ha il merito di avere scritto una storia finalmente non banale e che incolla allo schermo. Perchè uno dei punti di forza di Inside Man è proprio la storia: quattro uomini entrano in una banca e fanno una cinquantina di ostaggi per realizzare una rapina ma da come si comportano e dalle insolite richieste che avanzano con i negoziatori, è subito chiaro che non è una rapina canonica! Spike Lee ha il merito di reggere tutta la suspence della situazione con una regia lucida e mai sopra le righe, quasi un omaggio ai vecchi film d'azione, senza farsi mancare l'ironia di certe scene totalmente opposta alla violenza di altre. Ovviamente, solo Lee poteva riuscire ad infilare in una storia del genere riferimenti alle tematiche a lui più care, come il razzismo, la violenza e la scarsa cultura di una certa America; il tutto senza che stoni con il carattere generale della pellicola, che è pur sempre un thriller e che gioca molte delle carte sugli insistiti flashforward (perfino la scena iniziale lo è!) e su numerose sequenze d'azione, anche psicologica. Elemento non trascurabile, il cast: Denzel Washington gigioneggia con il suo ennesimo ruolo da poliziotto e bisogna ammettere che è bravo; Clive Owen offre un'ottima interpretazione ma in italiano è doppiato malissimo; Jodie Foster torna a risplendere di luce propria e lo fa con poche (ma ottime!) scene a disposizione; Willem Dafoe è praticamente un comprimario e Christopher Plummer si cuce addosso il suo mefistofelico personaggio. La fotografia del film è ottima.
Alla fine quasi tutti vincono, sia buoni che cattivi; e anche la morale che la storia vuol proporre si piazza sulla sottile linea di confine tra bene e male. Inside Man è un ottimo lavoro.
scritto e diretto da
Massimo Manuel
alle
09:41
4
commenti
Etichette: Inside Man, Spike Lee
21.2.06
Spike Lee vs Hollywood e le ambizioni di Placido
Non mi ero ancora fatto un'opinione sulle recenti esternazioni di Ian McKellen in merito alle discriminazioni negli ambienti hollywoodiani che si aggiunge una nuova voce di denuncia. E' quella di Spike Lee: il regista afroamericano, in un'intervista alla rivista Complex, si è detto indignato perchè "a Hollywood non c'è un solo afroamericano che possa dare luce verde ad un film; gli unici neri che vedi sono quelli ai cancelli d'ingresso. La presenza di attori di colore come Denzel Washington, Eddie Murphy o Jamie Foxx non significa nulla; li assumono solo perchè sono macchine per far soldi". Sul fronte intaliano, Michele Placido annuncia la volontà di voler realizzare film su grandi avvenimenti storico-politici italiani come gli omicidi di Falcone e Borsellino ma "questi sono film che non ci faranno mai fare, neanche se cambia il governo. La storia italiana degli ultimi 15-20 anni è piena di scheletri negli armadi, di delitti per cambiare il corso della politica. Eppure i film che raccontano il lato oscuro della storia recente vengono premiati".
scritto e diretto da
Massimo Manuel
alle
19:10
4
commenti
Etichette: Michele Placido, Spike Lee
Iscriviti a:
Post (Atom)