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15.11.08

Masters of Horror (2) Tsuruta, Landis

Masters of Horror si compone di due stagioni durante le quali nomi accreditati del cinema internazionale hanno dato libero sfogo alla propria vena horror.

Dream cruise di Norio Tsuruta. Vuoto di ogni qualsivoglia logica narrativa, recitato male, diretto peggio, noiosissimo, l'episodio di Tsuruta è un insulto all'intelligenza dello spettatore. Banale oltre ogni immaginazione (dopo 5 minuti si è già capito dove si andrà a parare, finale compreso!) ha il suo culmine nella ridicola ricerca di atmosfere claustrofobiche. Imperdonabile.
Family di John Landis. Il migliore degli episodi visti fino ad ora, un piccolo gioiello di costruzione tecnica, lucidissimo nel raccontare la mente perversa di un serial killer e del suo perfetto inserimento nella brillante vita americana moderna (staccionata bianca e giardino non potevano mancare). Arricchito perfino da qualche sottotesto satirico, Family ha pure il pregio di condurre lo spettatore ad un punto prevedibile per poi sorprenderlo con un notevole colpo di scena che, più che destabilizzare, vuole giocare ancora una volta con l'ipocrisia della società contemporanea. A questo punto bisognerebbe riflettere sul fatto che uno dei migliori episodi è stato realizzato da un autore che non si può certo etichettare come regista horror; i suoi colleghi, forse, dovrebbero imparare come farsi ingabbiare in un genere non sia molto salutare. Mantenere la distanza è il miglior modo per osservare ed imparare.

Continua...
Già visti gli episodi di: Carpenter, Argento, Malone

29.12.05

The Blues Brothers

The Blues Brothers di John Landis
(1980) USA
L'arguzia di questo film sta nel non prendersi assolutamente sul serio ma nel volere semplicemente divertire e intrattenere; per questo, la trama è un semplice pretesto per sciorinare celebrità musicali una dietro l'altra in una serie di irresistibili apparizioni ed esibizioni. E' noto che l'idea del film è nata da Dan Aykroyd che ha poi scritto il copione insieme al regista sodale John Landis, per portare sullo schermo l'irresistibile coppia dei fratelli blues nata al Saturday Night Live. E ciò che traspare dalla pellicola è il senso genuino del divertimento, si sente che sia gli attori che il regista hanno pensato dapprima a divertirsi loro e dunque di conseguenza a far ridere il pubblico; per questo è improponibile l'etichetta 'musical' a questo film (e non solo perchè mi tengo alla larga dai musical!) perchè di questo genere The Blues Brothers non ha gli artifici, non ha quel senso di artefatto che dei musical proprio non mi va giù. E', invece, una parata di stelle (Ray Charles e Aretha Franklin, per dirne un paio) che non si è tirata indietro ad apparire in questa irresistibile commedia dove a tenere banco è soprattutto la comicità di John Belushi, con la collaudata spalla Dan Aykroyd. Dunque, lo spirito per guardare questo film è lo stesso con cui è stato realizzato: mettersi comodi, con la sola intenzione di divertirsi e godersi tanta sana e buona musica.