Finalmente c'è un contratto per la lavorazione del prequel de Il signore degli Anelli tratto dall'omonimo romanzo di Talkien, Lo hobbit. E c'è anche il nome del regista su quel contratto: Guillermo del Toro, già vicino al fantasy come nell'ottimo Il labirinto del fauno. Peter Jackson rimarrà dietro le quinte (come annunciato) e la sua Weta si occuperà degli effetti speciali. Il regista del Toro ha già dichiarato di aver avviato i contatti con gli attori che hanno preso parte a Il signore degli Anelli e che compaiono anche nel libro Lo hobbit, uno su tutti il Gandalf di Ian McKellen, per rimanere fedele all'immaginario cinematografico creato da Jackson.28.4.08
Lo hobbit: c'è il regista
Finalmente c'è un contratto per la lavorazione del prequel de Il signore degli Anelli tratto dall'omonimo romanzo di Talkien, Lo hobbit. E c'è anche il nome del regista su quel contratto: Guillermo del Toro, già vicino al fantasy come nell'ottimo Il labirinto del fauno. Peter Jackson rimarrà dietro le quinte (come annunciato) e la sua Weta si occuperà degli effetti speciali. Il regista del Toro ha già dichiarato di aver avviato i contatti con gli attori che hanno preso parte a Il signore degli Anelli e che compaiono anche nel libro Lo hobbit, uno su tutti il Gandalf di Ian McKellen, per rimanere fedele all'immaginario cinematografico creato da Jackson.
scritto e diretto da
Massimo Manuel
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Etichette: Guillermo del Toro, Ian McKellen, Peter Jackson
2.10.07
Il Labirinto del Fauno
Il regista del Toro è l'autore che oscilla tra maxi-produzioni USA e piccoli film più personali ma sempre sul filo del fantastico. Il labirinto del fauno è probabilmente l'opera più matura e rappresentativa del suo stile. E' la storia di una bambina che all'ombra della guerra civile spagnola, nel 1944, deve subire le angherie di un patrigno fascista; ferita nell'anima da quei tempi bui, la piccola trova rifugio in un mondo altro dove lei stessa è una principessa. Ma dovrà prima superare tre prove per essere proclamata tale ed ottenere il regno e l'immortalità. E' una storia che gioca tantissimo con elementi mitologici e detta così sembrerebbe una favola. Il problema è che una favola nera. Nerissima. Con una dose altissima di violenza, che quasi non ci si aspetta di veder comparire sullo schermo; non solo il sangue scorre in abbondanza ma del Toro non si fa scrupolo a mostrare il tutto in primo piano. Probabilmente per illudere lo spettatore ad un deciso distacco tra il mondo reale e il mondo fantastico che non si realizza poi tanto. E' nel mondo fittizio che il regista dà prova di una fantasia niente male: crea una serie di personaggi e di mostri visivamente molto forti, magari non originali (ma come detto, siamo nel campo dei riferimenti mitologici) ma pur sempre di gran presa e pure paurosi. Questo insieme di elementi rende il film difficile da collocare: non è certo adatto ai bambini per la violenza di cui prima ma quale adulto accetterebbe di vederlo mettendo da parte le sue resistenze su un mondo fatto di fate e fauni? Infondo il film parla anche di questo: di come l'innocenza dei bambini possa resistere a qualsiasi forza maligna. Ma il finale del film è, se è possibile, ancora più nero: la fantasia vince ma a che prezzo? In ogni caso, il film ne esce vincitore perchè è girato con mano sicura ed esperta, interpretato benissimo e allestito ancora meglio: meritatissimi, infatti, i tre Oscar vinti (trucco, scenografia, fotografia). Forse un montaggio un pò troppo affrettato è un difetto che può saltare all'occhio.
Da oggi sono un fan di Guillermo del Toro, anche perchè è forse l'unico che crea mondi fantasy di proprio pugno e non andando a saccheggiare saghe letterarie come Signore degli Anelli o Cronache di Narnia.
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Massimo Manuel
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