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28.4.08

Lo hobbit: c'è il regista

Finalmente c'è un contratto per la lavorazione del prequel de Il signore degli Anelli tratto dall'omonimo romanzo di Talkien, Lo hobbit. E c'è anche il nome del regista su quel contratto: Guillermo del Toro, già vicino al fantasy come nell'ottimo Il labirinto del fauno. Peter Jackson rimarrà dietro le quinte (come annunciato) e la sua Weta si occuperà degli effetti speciali. Il regista del Toro ha già dichiarato di aver avviato i contatti con gli attori che hanno preso parte a Il signore degli Anelli e che compaiono anche nel libro Lo hobbit, uno su tutti il Gandalf di Ian McKellen, per rimanere fedele all'immaginario cinematografico creato da Jackson.
Come molti già sapranno, il libro narra le vicende che hanno condotto Bilbo Baggins all'incontro con Gollum e al ritrovamento dell'Anello, durante una spedizione condotta da Gandalf. Sembra che il contratto firmato da Guillermo del Toro preveda ben due film: non si sa se Lo hobbit sarà spezzato in due o se verrà realizzato quel fantomatico film che sta tra Lo hobbit e Il signore degli Anelli di cui si era già parlato.

2.10.07

Il Labirinto del Fauno

El labirinto del fauno di Guillermo del Toro
(2006) Spa/Mex/Usa

Il regista del Toro è l'autore che oscilla tra maxi-produzioni USA e piccoli film più personali ma sempre sul filo del fantastico. Il labirinto del fauno è probabilmente l'opera più matura e rappresentativa del suo stile. E' la storia di una bambina che all'ombra della guerra civile spagnola, nel 1944, deve subire le angherie di un patrigno fascista; ferita nell'anima da quei tempi bui, la piccola trova rifugio in un mondo altro dove lei stessa è una principessa. Ma dovrà prima superare tre prove per essere proclamata tale ed ottenere il regno e l'immortalità. E' una storia che gioca tantissimo con elementi mitologici e detta così sembrerebbe una favola. Il problema è che una favola nera. Nerissima. Con una dose altissima di violenza, che quasi non ci si aspetta di veder comparire sullo schermo; non solo il sangue scorre in abbondanza ma del Toro non si fa scrupolo a mostrare il tutto in primo piano. Probabilmente per illudere lo spettatore ad un deciso distacco tra il mondo reale e il mondo fantastico che non si realizza poi tanto. E' nel mondo fittizio che il regista dà prova di una fantasia niente male: crea una serie di personaggi e di mostri visivamente molto forti, magari non originali (ma come detto, siamo nel campo dei riferimenti mitologici) ma pur sempre di gran presa e pure paurosi. Questo insieme di elementi rende il film difficile da collocare: non è certo adatto ai bambini per la violenza di cui prima ma quale adulto accetterebbe di vederlo mettendo da parte le sue resistenze su un mondo fatto di fate e fauni? Infondo il film parla anche di questo: di come l'innocenza dei bambini possa resistere a qualsiasi forza maligna. Ma il finale del film è, se è possibile, ancora più nero: la fantasia vince ma a che prezzo? In ogni caso, il film ne esce vincitore perchè è girato con mano sicura ed esperta, interpretato benissimo e allestito ancora meglio: meritatissimi, infatti, i tre Oscar vinti (trucco, scenografia, fotografia). Forse un montaggio un pò troppo affrettato è un difetto che può saltare all'occhio.

Da oggi sono un fan di Guillermo del Toro, anche perchè è forse l'unico che crea mondi fantasy di proprio pugno e non andando a saccheggiare saghe letterarie come Signore degli Anelli o Cronache di Narnia.