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22.5.09

Previously on Cannes

Ovvero, un occhio su quello che interessa a me.

Lars e un Anticristo tutto suo. Non ha avuto l'accoglienza che si aspettava il buon Lars von Trier. I tempi del premiatissimo Dancer in the Dark sembrano lontani: per il suo nuovo film, un horror atipico, il regista ha ricevuto fischi e risate fuori luogo durante la proiezione; a tal punto che si vociferava di una tale scazzatura dell'autore che non avrebbe voluto presentarsi alla conferenza stampa. Invece non si è fatto attendere e se da una parte il suo aspetto disfatto e ingrassato sembra aver confermato le voci sulla sua depressione, dall'altra parte ha dato battaglia alla stampa: ha risposto a muso duro alle critiche proclamandosi il miglior regista del mondo, poco incline a spiegare troppo la sua opera e a cercare il consenso del pubblico e dei giornalisti. Tant'è, il film sembra fuori dai giochi: difficile che gli venga attribuito un qualsiasi premio.
Il bianco e il nero. Das Weisse Band, nuova opera di Haneke, è un film girato in bianco e nero che non delude chi si aspetta le tematiche care all'autore (violenza, cinismo, negazione di ogni speranza di redenzione per l'umanità tutta) e che si candida a qualche premio. Sembra abbia colpito molto il cast giovanile della pellicola che, nonostante la poca esperienza, avrebbe dato un'ottima prova di recitazione. Il film è tutto concentrato in un piccolo paese austriaco alle soglie della Prima Guerra Mondiale: fatti di violenza accadono senza apparente ragione, mentre un conflitto generazionale serpeggia fra le strade. Non manca proprio nulla del solito Haneke, tranne una cosa: il colore. 
Il Mussolini di Bellocchio. Amato dalla critica straniera, snobbato e calpestato da quella italiana. Bisognerà pur schierarsi. Nell'attesa di vederlo, l'unico film nostrano in concorso sembra un buon candidato a qualche premio (se la deve vedere contro ben quattro film francesi molto apprezzati, in barba al conflitto d'interessi con la nazionalità del festival). In rete troverete moltissime informazioni sul film: qui mi limito a dire che Bellocchio ha difeso strenuamente l'opera, considerando certe critiche frutte del pregiudizio o del risentimento. 
Tutti i bastardi di Quentin. Gran spettacolo fin dal red carpet per il nuovo film dell'acclamato regista: Tarantino si è scatenato in danze sulle note dei suoi film per la gioia di fotografi e telecamere e in conferenza stampa era su di giri grazie alle ottime critiche ottenute da Bastardi senza gloria ('me cojoni!). Non so all'estero ma la stampa italiana non ha trovato niente di meglio da fare che annunciare fin dai titoli il colpo di scena ideato da Tarantino a conclusione del suo film. Tutti hanno evitato di chiedergli qualcosa sulla situazione del cinema italiano, onde evitargli la scomunica di Gian Luigi Rondi.
A margine. Da Cannes è arrivata anche la notizia del nuovo film di Paolo Sorrentino, il primo in lingua inglese e con un protagonista d'eccezione, Sean Penn. Già sbavo. Inoltre, mentre in Francia si godevano Sharon Stone, in Italia è spuntato un gossip sul nuovo film di Nanni Moretti: Abbiamo il papa, storia di uno psicologo che viene convocato in Vaticano per rimediare allo sconforto del nuovo papa che non ne vuole sapere di salire sul trono. 

23.12.08

Caos Calmo

Caos calmo di Antonello Grimaldi
(2007) Ita\Uk

Ci sono emozioni nella vita forti a tal punto da lasciarti senza la minima reazione. O una minima idea di come dover reagire ad un forte dolore, a qualcosa che ti travolge e la insensata razionalità di lasciar tutto correre, di fermarsi un momento a pensare, di ricominciare a scoprire come si fa a vivere. Trovare un posto su di una panchina non è cosa da tutti, prendersi una pausa e dedicarsi completamente alla consolazione di qualcuno, tralasciando volutamente che in realtà si cerca consolazione per sé stessi. E tutt'intorno una sarabanda di personaggi, individui, uomini e donne, ciascuno con il proprio dolore e ognuno di loro in cerca di una risposta, che sia questa un sorriso, uno schiaffo o un abbraccio. Un uomo che perde una moglie, una figlia che perde una madre; tutt'intorno il mondo non si ferma, continua a girare perché "i topi non avevano nipoti" e c'è' sempre qualcuno convinto di star soffrendo più di te, come se il dolore avesse sfumature e distinzioni, come se esistesse un grado di separazione tra ciò che è sopportabile per qualcuno ed insostenibile per qualcun'altro. Come non ricordare Totò: "siamo tutti uguali davanti alla morte", che non significa solo che siamo tutti accumunati dal nostro essere mortali ma anche che siamo tutti minacciati nella nostra dignità davanti al dolore. L'unico modo che abbiamo per sopravvivere è non lasciarci sopraffare da ciò che non possiamo gestire, non lasciarsi terrorizzare da ciò che non possiamo evitare perché altrimenti si smette di condurre una vita per sé e per gli altri come è giusto che sia. C'è ben altro intorno a noi, c'è la necessità di ritrovarsi in un microcosmo che è il nostro mondo, c'è la carne a ricordarci che siamo vivi, c'è una panchina metafora della tana di cui tutti hanno bisogno, c'è una mattina di bianco innevata che è esplosione dei sensi e lacrime liberatorie. E' un caos che è calmo.

8.11.08

Dio, patria e famiglia

Stavo pensando di buttare giù due righe per riflettere sulla facilità con cui si era annunciato il grande ritorno del cinema italiano (?) grazie a due film come Gomorra e Il divo ma Nanni Moretti ha sintetizzato in una sola frase quello che avevo in mente: "chi dice che è il rinato cinema italiano, o quello d'impegno. In realtà sono film a coronamento di due autori". E la frase mi sembra così lampante che non mi sembra neanche il caso di approfondire. La dichiarazione è saltata fuori durante l'ennesima polemica nella quale Moretti è stato tirato e che la dice lunga sullo stato di salute del cinema italiano. Il regista de Il caimano, stavolta, è stato accusato di antipatriottismo e di eccessiva esterofilia (sic) perché nella sua seconda edizione del Festival di Torino non c'è manco un film italiano nelle sezioni principali: "abbiamo scelto semplicemente i film che ci piacevano di più. Ne abbiamo visto molti, ma non ci è sembrato di trovare quello adatto. L'anno scorso avevamo inventato la sezione Panorama italiano, quest'anno non c'è. È così, non so, magari l'anno prossimo..." La cosa che più mi ha sconcertato della vicenda è che a lamentarsi è stato il capogruppo An-Pdl in consiglio comunale a Torino Roberto Ravello, sostenendo di voler convocare Moretti in Commissione Cultura per ricordargli che il Festival di Torino è finanziato dalla regione e dal Comune di Torino: enti italiani, ci siamo capiti? Moretti, oltre a ricordare che al di fuori della rassegna ufficiale ci sono spazi nei quali il cinema italiano è ben rappresentato, si è sentito giustamente in dovere di ricordare che lui come direttore non ha alcun obbligo da chi sostiene il festival a ficcarci dentro pellicole italiane.
Ecco, per chi si stava ancora chiedendo qual è la situazione della cultura italiana, potrebbe aver trovato la sua risposta.

21.2.08

Personaggio del giorno:Nanni Moretti

Silvio Muccino: "Nanni Moretti non ha simpatia per me. Ero in libreria con Jasmine Trinca e arrivò Moretti. Io, che stavo mangiando le patatine, mi affrettai a pulirmi la mano dall'olio per presentarmi. Ma lui, sciogliendo la stretta, si pulì sul maglione dicendomi: vai Muccino, vai a vedere i libri. Sono rimasto incredulo".
Su un versante più serio, invece, è da segnalare l'indecente tentativo da parte di una trasmissione grezza e reazionaria come Striscia la notizia di infangare l'immagine di Moretti, episodio su cui lo stesso regista e attore si è espresso fin troppo educatamente (il mio sdegno per la trasmissione televisiva è secolare, non nasce mica perché hanno tirato in ballo Moretti).

6.2.08

Aprile

Aprile di Nanni Moretti
(1998) ITA\FRA

Ideale seguito di Caro diario, Aprile raccoglie le fila del discorso iniziato proprio in quel film e si trasforma in una pellicola dal sapore sperimentale, dove realtà e finzione sembrano intrecciarsi, confondersi in una ricerca di realismo che non ha neanche una sceneggiatura su cui basarsi ma solo diversi appunti. Ancora una volta interprete di sé stesso, stavolta Nanni Moretti è in piena crisi creativa: ha una gran voglia di fare un film ma non riesce a capire quale e salta da un progetto all'altro, nella speranza di giungere ad una soluzione e mentre si macera per il totale caos della situazione politica italiana. La storia della sua carriera si intreccia alla sua vita privata con l'arrivo del figlio Pietro e quindi la gravidanza della compagna, il parto e le responsabilità di padre. L'effetto è fortissimo: sembra davvero di assistere ad un documentario, a qualcosa di estremamente realistico ed invece tutto il film è frutto di scene ben studiate, ben pensate. Stavolta, però, l'elemento autobiografico di Caro diario c'entra poco: qui il discorso è molto più ampio, assume i contorni di una riflessione dovuta sull'Italia, gli italiani, sulla situazione del cinema del nostro paese. La crisi di Moretti sembra essere la crisi di tutto il cinema italiano: una mancanza di idee, di concentrazione, l'assenza di uno sguardo forte e preciso, soprattutto idee valide, nelle quali credere con passione e coerenza, senza dimenticare il piacere di svolgere la propria professione sì con senso di responsabilità ma anche con gioia sincera.
Ennesima maturazione del regista, evoluzione di uno stile personale e riconoscibile che lo porterà alla grande prova de Il Caimano.

4.2.08

Caro diario

Caro diario di Nanni Moretti
(1993) ITA\FRA

E' forse il film di rottura nel cinema di Nanni Moretti. Per la prima volta, il regista si presenta agli occhi del pubblico come sé stesso e non più dietro il suo alter-ego Michele Apicella, girando un film che ha il sapore del documentario ma che mantiene intatte le caratteristiche più celebri del regista quali il surrealismo e il pungente sarcasmo.
La pellicola si divide in tre parti. La prima è completamente dedicata alla città di Roma, ai luoghi della capitale più amati da Moretti e contiene la ormai celebre sequenza del giro in vespa. Nella seconda, la narrazione si sposta sulla crisi artistica dell'autore e sulla sua disperata ricerca di un pò di tranquillità per riordinare le idee; ricerca che lo porta prima a Lipari e poi su tutte le isole circostanti, luoghi dove lo sguardo dell'opera sembra concentrarsi su determinati eccessi della società italiana che somigliano tanto a veri e propri integralismi. La terza ed ultima parte assume un tono lievemente più drammatico e decisamente autobiografico: Moretti racconta la sua esperienza con un tumore sconfitto ma piuttosto che concentrarsi sull'angoscia che può suscitare tale vicenda preferisce narrare la sua lunga odissea fra dottori incapaci di riconoscere il suo male e che lo imbottiscono solo di farmaci.
Il titolo è quanto mai significativo: il film è un vero e proprio diario di Moretti che usa sé stesso non tanto per psicoanalizzarsi ma come filtro tra ciò che racconta e noi spettatori. Nel suo stile, poi, non c'è pretesa di realismo tant'è vero che subito all'inizio del terzo capitolo (che si apre con le immagini della sua reale chemioterapia) precisa che ciò che vedremo di questa parte è tutto vero. E la sensazione finale dell'intera opera è proprio quella di aver assistito a qualcosa di autentico, di estremamente sincero. Di sentito. Di raro in Italia.

29.1.08

Caos calmo in arrivo

Mentre Isabella Ferrari ha confessato come hanno affrontato lei e Moretti la ormai leggendaria scena di sesso in Caos Calmo ("io una vodka, lui un paio di birre; è stata senza dubbio la scena piu' forte della mia carriera, e non nego che mi ha lasciato un segno. Non a caso non mi sono ancora voluta rivedere"), si ha notizia che nell'attesissimo film di Antonio Luigi Grimaldi tratto dal romanzo di Veronesi ci sarà anche Roman Polanski, nel ruolo del boss di Moretti. Apparizione che sembra riguardare solo una scena dell'intero film.
La pellicola uscirà l'8 febbraio e concorrerà anche al Festivai di Berlino.

2.12.07

Torino FilmFest: i vincitori

  • Miglior film: Garage di Lenny Abrahmason;
  • Premio speciale della giuria: The Elephant and the Sea di Woo Ming;
  • Miglior attore: Kim Kang-Woo (Gyeongui Seon/The Railroad);
  • Miglior attrice: Joan Chen (The Home Song Stories);
  • Miglior documentario italiano: La Nacion mapuce di Fausta Quattrini;
  • Premio speciale della giuria Documentario: L'esame di Xhodi di Gianluca e Massimiliano De Serio;
  • Miglior cortometraggio italiano: Giganti di Fabio Mollo;
  • Premio speciale della giuria Corto: Primogenito complesso di Lavinia Chianello e Tomas Creus;
  • Menzione speciale: Il resto della storia di Antonio Prata.

Per un bilancio della manifestazione si possono leggere le interessanti parole di Nanni Moretti.

8.11.07

Nanni Moretti presenta Torino

Nanni Moretti ha presentato in conferenza stampa, nella sala del suo Cinema Sacher, il programma della 25.ma edizione del Torino Film Festival, di cui da quest'anno è direttore artistico. Il Festival (23 novembre - 1 dicembre) presenta alcune novità, come le sezioni La zona (dedicata alle più nuove frontiere del cinema) e il ciclo di incontri pomeridiani, L'amore degli inizi, dedicato alle opere prime di cinque registi affermati che discuteranno con Moretti dei loro esordi (visto che il Torino FilmFest si propone come trampolino soprattutto per gli esordienti). Nessun film italiano in concorso ma nella sezione Panorama italiano ritroviamo In fabbrica di Francesca Comencini (documentario), Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi, Lascia perdere Johnny (esordio alla regia di Fabrizio Bentivoglio), Nelle tue mani di Peter Del Monte e La signorina effe di Wilma Labate. Film d'apertura è The Savages di Tamara Jenkins, mentre il vero colpaccio di Torino è il film di chiusura, ovvero il nuovissimo di David Cronenberg, Eastern Promises.
Non sono mancate le polemiche con il Roma FilmFest. Nanni Moretti: "Abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni titoli, che hanno preferito andare alla Festa di Roma. come il cartone animato Paura del buio che, non l'ho detto io, è stato mandato allo sbaraglio. Ma non è polemica, è un fatto di calendario e oggettivamente non si può far finta di niente. Però, se c'è un festival, come quello di Torino che va avanti da 24 anni e uno, come quello di Venezia, che è al 75esimo appuntamento, perché mettersi a ottobre? "

11.5.07

Nanni Moretti in dvd

Nuove unioni in casa Warner. La Warner Homevideo Italia ha infatti appena siglato un accordo con la Sacher Film per il lancio in dvd di vent'anni di cinema di Nanni Moretti dal primissimo Io Sono un Autarchico a Ecce Bombo, Sogni d'Oro, Palombella Rossa, Il Portaborse, Caro Diario, La Seconda Volta, Aprile.

7.2.07

Divorzio all'italiana

Periodo movimentato questo per Nanni Moretti. Dopo l'ultimo mese passato fra le polemiche inerenti alla sua nomina come direttore artistico del Festival di Torino e l'annuncio di rinunciare ai film per rendere al meglio il suo nuovo compito, adesso il regista de Il Caimano ne ha fatta un'altra: ha ufficializzato il divorzio con il suo storico socio, Angelo Barbagallo, con cui aveva fondato la casa di produzione Sacher Film e prodotto tutti i suoi film dal 1980 oltre ad altre pellicole italiane di notevole successo di pubblico e critica. Barbagallo parla di una "separazione serena, consensuale, senza traumi e dissapori, da vecchi amici." La scelta è motivata, almeno ufficialmente, dalla inconciliabilità degli attuali impegni di lavoro: Moretti al Festival e Barbagallo produttore della prossima fiction di Giordana.

26.1.07

Il nuovo impegno di Nanni Moretti

Alla fine si è conclusa la lunga vicenda riguardo la nomina di Nanni Moretti a direttore del Festival di Torino. Ieri è stata finalmente ufficializzata la sua nomina che avrà una durata prevista di due anni. A tal proposito, Moretti ha dichiarato di voler dedicarsi anima e corpo alla rassegna e non limitarsi a prestare il suo nome; per questo motivo, andando contro ad alcune dichiarazioni durante l'uscita de Il Caimano, ha detto che è disposto a rinunciare a nuovi eventuali film per non togliere tempo al Festival.

23.1.07

La storia continua

Dopo le dimissioni abbastanza inaspettate di Gianni Rondolino, le parole di Steve Della Casa riaprono il discoso relativo alla nomina di Nanni Moretti: "Nelle ultime telefonate, Moretti ha manifestato un rinnovato interesse e una disponibilità che ci rende tutti più ottimisti".Aggiunge poi Della Casa: "Sono convinto che se Moretti accettasse, sarebbe come vincere un terno al lotto. Posso dire che in questo momento Moretti ha fatto sapere che valuterà il da farsi solo dopo aver letto il progetto del futuro Torino Film Festival".

(da 35mm.it)

27.12.06

Il terzo incomodo

Nella competizione tra la Mostra di Venezia e la Festa di Roma, spunta un terzo incomodo: il Festival di Torino. Manifestazione già molto quotata negli ultimi anni ma che adesso fa un salto di qualità e punta decisamente in alto. Designando un nome come Nanni Moretti alla direzione artistica. Si preannunciano grandi novità perché dal 2007 sarà il Museo nazionale del Cinema, con i finanziamenti degli enti locali, a organizzare la kermesse torinese, che per oltre vent'anni è stata invece gestita dall'Associazione Cinema Giovani. "Il lavoro di ricerca che il Festival svolge sul nuovo cinema, e la proposta di autori meno convenzionali, è di grandissima importanza" ha detto Moretti. "Ho accettato la proposta del Museo del Cinema di assumere la direzione artistica nella speranza di contribuire al suo rafforzamento, che non può che partire dal rilancio della sua identità più autentica e dal rinnovo della sua formula, con l'intento di renderla più efficace nei confronti dei cambiamenti in atto nell'industria del cinema e nel panorama dei festival".

29.8.06

Caos calmo per Nanni Moretti

Caos calmo, il nuovo film di Antonello Grimaldi tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi vincitore del Premio Strega, ha finalmente il suo protagonista: Nanni Moretti, il quale, dopo il bel successo di critica e di pubblico riscosso con Il caimano, passerà davanti alla macchina da presa, in un film di sicuro impatto emotivo. Si tratta infatti della storia di un vedovo che si troverà a crescere da solo la giovane figlia.
Le riprese del film, prodotto dalla Fandango, avranno inizio la prossima primavera

29.6.06

Il caimano in Francia

Cinque settimane di programmazione, 200.149 spettatori e oltre un milione di euro d'incasso: questi i numeri de Il caimano nelle sale d'oltralpe. Il film di Nanni Moretti, uscito in Italia scorso 24 marzo incassando 6.752.000 euro, è stata acquistata nei maggiori mercati europei e americani, eccetto Usa e Spagna ancora in trattative. La pellicola coprodotta dai francesi di Bac Films viene proiettata in Francia su 154 schermi.

28.3.06

Il Caimano


Il Caimano di Nanni Moretti
(2006) Ita

Pensare che Il Caimano sia un film su Silvio Berlusconi è ingenuo oltre che riduttivo. L’ultima pellicola di Nanni Moretti è molto di più. Parte dall’idea coraggiosa di una giovanissima autrice cinematografica esordiente (Jasmine Trinca) di realizzare il primo film sulla figura di Berlusconi, appunto, ma poi il film svela le sue molteplici facce e i suoi protagonisti, un Silvio Orlando in stato di grazia nei panni di un produttore cinematografico di serie B che nel disperato tentativo di risollevare le sorti della sua casa di produzione, accetta, prima a malincuore e poi con ostinazione, di realizzare Il Caimano, questo film che narra le origini sospette della ricchezza di Berlusconi. E mentre fatica a cercare un protagonista disponibile (fra cui un Michele Placido più viscido che mai) e un produttore, cerca anche di salvare quel che resta del suo matrimonio con Margherita Buy, giunto ormai alla fine. Come sempre nei film di Moretti, intorno ai due protagonisti gravitano tante facce e tanti mondi, come quello del cinema che fatica a farsi coraggioso, a rendersi diverso e poi c’è l’Italia, quella Italia mutata, profondamente trasformata dall’avvento sulla scena dell’uomo di Arcore. Oltre ai personaggi che rispecchiano un po’ di se stesso, Moretti questa volta affina la sua regia, la perfeziona e va oltre quel certo minimalismo de La stanza del figlio per trovare il giusto tono a questa commedia che a tratti sfiora il grottesco e a tratti il dramma.
Pensare che Moretti abbia realizzato questo film con l’intenzione di spostare voti è folle. Lo dice lui stesso nella prima apparizione nel film: “quelli che vogliono sapere già sanno, quelli che non vogliono sapere, ignoreranno.” Come uscirne? Davvero la gente si è assuefatta a quello che Berlusconi ha fatto alla nostra democrazia, al nostro sistema, al nostro paese? O credere di poter fare un film del genere, un film diverso, è possibile? E’ di questo che ci parla Nanni Moretti, di dove è andata l’Italia negli ultimi 30 anni, non di cosa ha fatto Berlusconi. Dopo il primo tempo, la figura dell’uomo di Arcore diventa marginale perché se è vero che il suo effetto sull’Italia è stato enorme, è altrettanto vero che ciò è avvenuto perché il popolo non solo lo ha concesso ma lo ha anche condiviso senza scomporsi più di tanto. Nanni Moretti ci lancia tutto questo addosso finché il produttore Silvio Orlando, ormai sull’orlo della rovina, ha un ultimo scatto di orgoglio e decide di girare almeno l’ultima parte del film: quella in cui Berlusconi compare in tribunale e tra un monologo contro la giustizia e un altro contro la sinistra, ascolta il verdetto dei suoi processi. Non è mia abitudine rivelare troppi dettagli, ma sappiate che a impersonare il presidente del Consiglio è lo stesso Nanni Moretti senza alcun trucco e la devastante angoscia e il profondo turbamento che mi ha provocato la sequenza finale è qualcosa che non provavo da tempo al termine di un film e che mi ha prepotentemente obbligato a interrogativi da troppo tempo sopiti nella nostra società.
Per questo, a mio parere, Nanni Moretti ha fatto centro e pur non essendo un suo eccessivo ammiratore, mi confesso innamorato di questa opera e sinceramente non trovo nessun motivo che mi trattenga dall’usare l’aggettivo più scomodo ed abusato nel mondo del cinema: capolavoro. O perlomeno, nella cinematografia di Moretti è un autentico capolavoro.

23.3.06

Parliamo ancora de Il Caimano

Oggi si è svolta la proiezione riservata per gli adetti alla stampa dell'ultimo film di Nanni Moretti che non ha concesso la rituale conferenza stampa di presentazione al termina della pellicola. Ma i primi articoli pubblicati possono finalmente squarciare quel telo di mistero che Il Caimano si è costruitto attorno. Secondo Claudia Moroglione, che scrive su Repubblica.it, la risposta alla domanda se questo film è un atto anti-berlusconiano è decisamente sì! Ma non è un documentario alla Michael Moore e non ha nulla a che vedere con Viva Zapatero! della Guzzanti. E' invece una storia di fantasia saldamente agganciata alla realtà politica dei nostri giorni che critica ferocemente il berlusconismo e la figura del cavaliere ma non risparmia attacchi alla pigra sinistra. E ' un film a tratti inquietante e tetro ma sembra anche faccia molto ridere e la scena finale promette bene: lo stesso Nanni Moretti, senza trucco e parrucco (è il caso di specificarlo!), interpreta proprio Silvio Berlusconi!
L'uscita nelle sale è per domani. Torneremo sicuramente a parlarne.

21.3.06

La strategia del mistero paga

Nanni Moretti spiazza tutti. E' decisamente originale, infatti, la decisione del regista di annullare la conferenza stampa per la presentazione del suo ultimo film e fin qui ci può stare. Ma la vera sorpresa sta nella decisione di presentare ufficialmente il film in tv, quella tv da sempre evitata dal regista, nel programma Che tempo che fa di Fabio Fazio. Ebbene sì, l'autore presenterà la sua ultima fatica, Il Caimano, pellicola ricoperta da un altissimo muro di segretezza, in un talk-show. E' bene ricordare che l'ultima ospitata di Moretti in tv è stata sul finire degli anni '70 nel programma Match, culminata in un vivace alterco con il regista Mario Monicelli. Inoltre, non solo è stata annullata la conferenza con la stampa ma Moretti parteciperà ad una discussione con il pubblico al termine della proiezione della sua ultima fatica, probabilmente, ma non è ancora certo, al cinema Anteo di Roma sabato nel pomeriggo del 25 marzo. La sera dello stesso giorno, l'appuntamento è su Rai3 alle 20.10.

6.2.06

Moretti all'orizzonte

Il nuvo film di Nanni Moretti, Il caimano, uscirà nelle sale italiane il 24 marzo, due settimane prima delle elezioni politiche! Essendo il film nelle intenzioni del regista "un film di fiction su Berlusconi, ma non un documentario" si preannunciano già polemiche (e che tristezza, aggiungerei!); il regista, però, ci ha tenuto a precisare che "sarà un film nella migliore tradizione del cinema italiano d'impegno civile. Ma la mia ambizione non è quella di realizzare un film per far cambiare idea agli elettori di Berlusconi, né per rassicurare un certo tipo di pubblico di sinistra nelle proprie certezze. Al contrario spero che Il Caimano possa semplicemente suscitare dei dubbi". I protagonisti del film, oltre allo stesso Moretti, sono Silvio Orlando, Michele Placido, Margherita Buy e Jasmine Trinca.