Visualizzazione post con etichetta Dardenne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dardenne. Mostra tutti i post

25.5.08

Cannes 2008: gli italiani vincono

Grande soddisfazione italiana alla cerimonia di premiazione di Cannes. Entrambi i film italiani in concorso si aggiudicano due premi di grande valore: Premio della Giura a Il divo di Sorrentino e Gran Premio della Giuria a Gomorra di Garrone. Premi altamente simbolici che impongono un'attenzione internazione perun certo cinema italiano coraggioso e moderno, capace di superare i confini territoriali pur raccontando storie intrecciate fortemente al nostro territorio e avviando un'importante innovazione dello stile cinematografico italiano; premi che riportano con la memoria al 1972, allo storico ex-aequo tra Il caso Mattei di Francesco Rosi e La classe operaia va in paradiso di Elio Petri. . Entrambi gli autori sono più che soddisfatti, come lo è doppiamente Toni Servillo presente in entrambi i film. Palma d'Oro a Entre les murs del francese Cantet (storia corale sul disagio adolescenziale e il regista ritira il premio con tutto il numerosissimo cast alle sue spalle), miglior regia il turco Ceylan con Le tre scimmie. Benicio del Toro miglior attore nei panni del Che di Soderbergh, Sandra Corveloni miglior attrice in Linha de passe di Salles. I fratelli Dardenne si aggiudicano il premio per la miglior sceneggiatura con Le silence de Lorna, mentre l'inglese Hunger di McQueen spicca come miglior opera prima. Premio alla carriera per Catherine Deneuve e Clint Eastwood. Il grande favorito, il film Waltz with Bashir di Ari Folman che ha aperto il Festival tra grandi ovazioni, è rimasto completamente a boccia asciutta.

23.4.08

Cannes 2008: il programma

Ufficializzate la partecipazioni al 61.mo Festival di Cannes. Parliamo del fronte nostrano: due film in gara, Il divo di Paolo Sorrentino (sulla figura di Andreotti) e Gomorra (sulla camorra che deturpa il napoletano) di Matteo Garrone, due film quindi fortemente ancorati alla realtà, diretti da due autori abbastanza giovani e che hanno raccolto molti consensi negli ultimi anni e infine due film che vedono entrambi la presenza di Toni Servillo (ne Il divo è protagonista, Gomorra è film corale e quindi la sua partecipazione è minore) che si consacra così uno dei più grandi attori italiani contemporanei. Fuori concorso il nuovo film di Marco Tullio Giordana, Sangue pazzo, mentre un altro italiano sarà presente come giurato: Sergio Castellitto, presieduto da Sean Penn. Tra gli altri film in gara, c'è anche Palermo Shooting di Wim Wenders ambientato nella città siciliana. Poca rappresentanza americana quest'anno: Changeling di Clint Eastwood, Che (film su Che Guevara) di Steven Soderbergh e l'atteso esordio alla regia di Charlie Kaufman, Synecdoche, New York con Philip Seymour Hoffman.
Il programma promette proprio bene e per quanto mi riguarda attendo con grandi speranze il nuovo lavoro dei fratelli Dardenne, Le silence de Lorna. Confermate, invece, le anteprime mondiali del nuovo Woody Allen (Vicky Cristina Barcelona) e l'attesissimo Steven Spielberg (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull). Nelle proiezioni di mezzanotte sarà presente anche il film di Jennifer Lynch (prodotto dal padre David e non è da escludere una sua presenza) Surveillance, mentre altrove spunta anche il nuovo Wong Kar Wai (Ashes of time redux).
Presentazione completa e ufficiale qui.

2.4.07

La promessa


La promesse di Luc e Jean-Pierre Dardenne
(Fra, Belgio, Lux) 1996

La promessa dei fratelli Dardenne è il film che ha fatto conoscere al mondo un nuovo mondo di intendere e fare il cinema. Qualcosa che aderisca prettamente alla realtà e rifiuti ogni sotterfugio o artifizio ai quali certi film ci hanno purtroppo abituato. Scelta quanto mai funzionale alla storia, parabola di un giovane ragazzo che posto davanti ad un pesante dilemma morale dovrà scegliere fra la sottomissione al padre-padrone o alla ribellione da questo, con tutte le dolorose conseguenze. Non mancano, ovviamente, i riferimenti ad una realtà sociale quanto mai moderna ed importante.
La regia è lucida e precisa seppur nel tremore della camera a mano. La luce è perfetta eppure è naturale e mai artificiosa. Gli attori bravissimi ma non professionisti. Al termine del film, ci si chiede come sia stato possibile provare tutto quello che si è provato senza l’ausilio di colonna sonora, senza l’artificio da linguaggio cinematografico con cui siamo stati educati, senza nulla di ciò che ci si aspetta da un film. Ed è proprio qui che i Dardenne e la loro poetica vincono.
Un film bellissimo dai molteplici piani di lettura: la realtà sociale, la morale, il cinema. C’è tutto.