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23.4.08

Cannes 2008: il programma

Ufficializzate la partecipazioni al 61.mo Festival di Cannes. Parliamo del fronte nostrano: due film in gara, Il divo di Paolo Sorrentino (sulla figura di Andreotti) e Gomorra (sulla camorra che deturpa il napoletano) di Matteo Garrone, due film quindi fortemente ancorati alla realtà, diretti da due autori abbastanza giovani e che hanno raccolto molti consensi negli ultimi anni e infine due film che vedono entrambi la presenza di Toni Servillo (ne Il divo è protagonista, Gomorra è film corale e quindi la sua partecipazione è minore) che si consacra così uno dei più grandi attori italiani contemporanei. Fuori concorso il nuovo film di Marco Tullio Giordana, Sangue pazzo, mentre un altro italiano sarà presente come giurato: Sergio Castellitto, presieduto da Sean Penn. Tra gli altri film in gara, c'è anche Palermo Shooting di Wim Wenders ambientato nella città siciliana. Poca rappresentanza americana quest'anno: Changeling di Clint Eastwood, Che (film su Che Guevara) di Steven Soderbergh e l'atteso esordio alla regia di Charlie Kaufman, Synecdoche, New York con Philip Seymour Hoffman.
Il programma promette proprio bene e per quanto mi riguarda attendo con grandi speranze il nuovo lavoro dei fratelli Dardenne, Le silence de Lorna. Confermate, invece, le anteprime mondiali del nuovo Woody Allen (Vicky Cristina Barcelona) e l'attesissimo Steven Spielberg (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull). Nelle proiezioni di mezzanotte sarà presente anche il film di Jennifer Lynch (prodotto dal padre David e non è da escludere una sua presenza) Surveillance, mentre altrove spunta anche il nuovo Wong Kar Wai (Ashes of time redux).
Presentazione completa e ufficiale qui.

1.8.07

Allen e i problemi a Barcelona

Sembra non siano bastate le recenti dichiarazioni di Woody Allen ad ammansire il popolo di Barcelona ("Il mio nuovo film è un omaggio alla splendida città Barcelona"). I cittadini, infatti, sembra non abbiano gradito la chiusura al traffico di una delle più imponenti e trafficate strade della città, la Ramblas (ci sono stato e garantisco: folle immense di persone a tutte le ore del giorno e della notte!), rivoltandosi contro la produzione del nuovo film di Allen che proprio lì sta girando in questi giorni e che ha fatto chiudere la zona per poter lavorare (nella foto, Allen con alle spalle la statua di Colombo situata al termine della Ramblas).
Questo, secondo me, perchè si tratta di Woody Allen. Avessero bloccato la Ramblas per un nuovo capitolo della banda di Ocean, per esempio, scommetto che i catalani si sarebbero fiondati a frotte per ammirare Pitt, Clooney e compagnia bella, senza stare a lamentarsi troppo!

12.6.07

Allen a Barcellona

In altro post si era detto della "europeizzazione" di Woody Allen, ovvero la tendenza dell'ultimo periodo del regista ad abbandonare la patria americana per girare i suoi film nella più accogliente Europa. Ebbene, l'idea sembra confermata dalla location del nuovo film di Allen, Barcellona, dove il regista si è recato per girare con la Johansson e Penelepoe Cruz. Titolo provvisorio: Mezzanotte a Barcellona.

17.10.06

Scorsese vs. Hollywood

Durante la conferenza stampa di presentazione per The Departed, il regista Martin Scorsese ha annunciato il suo prossimo progetto come un film low-budget lontano da Hollywood. Avevo già scritto di Woody Allen ed è di qualche giorno fa la notizia che George Lucas abbandonerà prima o poi la produzione cinematografica per dedicarsi a quella televisiva, adesso alla fila di quei registi che si allontano da Hollywood per difendere la propria indipendenza ed autonomia nella creazione delle opere si aggiunge anche Martin Scorsese. Quest'ultimo, però, ha usate parole più soft rispetto ai suoi colleghi; ha ringraziato la Warner Bros. per la libertà concessa e poi ha aggiunto: "Sono stato fortunato ma non so quanto possa durare, visto che le pellicole che piacciono alla major sono sempre più diverse da quelle che interessano me. Infatti il mio prossimo progetto, Silence, sarà low-budget. Ma ci sono alcuni film, come The Aviator e The Departed, che hanno bisogno di grandi investimenti: e allora, quando ne avrò un altro simile, ricadrò nella malattia hollywoodiana, come un tossicodipendente, e andrò da loro in ginocchio!".
Accanto a lui, Leonardo Di Caprio annuisce e quando gli chiedono se ha intenzione di passare dietro alla macchina da presa, risponde così: "Chissà, forse un giorno ma meglio far passare parecchi anni. Non potrei assolutamente fare ciò che fa Martin. L'attore è un mestiere in fondo solitario, invece chi dirige deve rispondere a cinquanta uffici diversi contemporaneamente, sette giorni su sette, 24 ore su 24."

10.8.06

Woody Allen ormai è europeo!

Quella che fino a qualche tempo fa poteva essere un'intuizione, ora è certezza: Woody Allen è ufficialmente fuggito da Hollywood e preferisce il vecchio continente per la produzione dei suoi film. Sul set del suo nuovo lavoro (il terzo girato a Londra dopo Match Point e Scoop), il regista ha così risposto quando gli hanno chiesto se volesse tornare a girare a New York: "Mi piacerebbe ma il modo in cui lavoro non mi permette di collaborare con gli studi americani. Voglio che nessuno legga la sceneggiatura né veda il film fino a quando è finito, e gli europei non mi chiedono niente. In America ti danno i soldi ma vogliono vedere il copione, dare le loro idee sul casting, vogliono essere il tuo socio, e io non voglio avere soci, preferisco essere libero". Woody Allen ha parlato anche (poco) del nuovo film ancora senza titolo ma che si annuncia come un dramma in pieno stile Match Point.
Intervista completa qui.

2.6.06

Match Point

Match Point di Woody Allen
(2005) (UK/USA/Lux)

La storia di un giovane allenatore di tennis che compie una clamorosa scalata sociale, durante la quale ha anche il tempo di sposarsi e ingravidare un'amante, diventa nelle mani di Woody Allen il pretesto per una fredda riflessione sulla casualità degli eventi nella vita, su come non esista nè un destino nè un'entità superiore che muove le fila; è tutto affidato al caso, il più delle volte alla fortuna, un concetto che fa quasi paura all'uomo moderno. Eppure, la storia a questo mira: a dimostrare come un semplice, piccolo evento può determinare il corso di un'intera vita. Dunque, la parabola di Jonathan Rhys Meyers (tanto sensuale quanto bravo a farsi dirigere da Allen) e la sua tresca con Scarlett Johansson (forse la recitazione più genuina ed affascinante della pellicola) mira ad essere cinico e 'bastardo' quanto basta per renderlo semplicemente reale. La regia di Woody Allen prosegue lucida come nel suo stile, il primo tempo forse scorre un pò troppo lentamente e la mancanza di colonna sonora (e dove non manca, c'è solo musica lirica) non aiuta. Ma il secondo tempo si riscatta con quella virata verso il thriller violento, specie nell'ultima mezz'ora; da sottolineare un'affascinante sequenza onirica che dimostra come non sia affatto difficile placare i sensi di colpa. E il parallelo tra una palla di tennis che rischia il 'match point' e un anello la cui sorte deciderà la vita di molte persone è geniale.
Match Point inaugura il periodo londinese di Woody Allen (anche i prossimi due film del regista dovrebbero essere ambientati nella capitale inglese) e rinnova il suo gusto per quell'originalità e quel cinismo (che io preferirei chiamare "onestà" o "realismo") che da sempre lo contraddistinguono. Questo è un gran bel film, non c'è dubbio!

26.12.05

Zelig

Zelig di Woody Allen

(1983) USA
E' sempre un piacere girare i canali satellitari durante la notte e beccare un film di Woody Allen appena iniziato. Questo piacere si moltiplica quando il film in questione è Zelig, l'ironico finto documentario girato dal regista e incentrato sull'immaginario Leonard Zelig, affetto da una bizzarra patologia: l'uomo riesce a cambiare sembianze e psiche a seconda di chi si trova affianco, mutando se stesso in tutti i suoi aspetti pur di amalgamarsi alla massa ed essere accettato. Non era la prima volta che lo vedevo ma il divertimento e l'interesse che suscita quest'opera si rinnovano ogni volta. E' evidente che il film è un puro divertissement dell'autore ma non per questo appare trascurato o girato tanto per consegnare al pubblico il suo solito film annuale; anzi, essendo un documentario del tutto inventato, la passione e l'attenzione che Allen utilizza per la ricostruzione degli avvenimenti è eccezionale. L'umorismo insito nella storia stessa esplode nelle battute sottili e taglienti della voce narrante, dallo stesso Zelig e di tutto il mondo che lo circonda. Ed è inoltre una delle opere più satiriche di Woody Allen,satira che sta già nel germe delle intenzioni del film: il regista usa la macchina cinematografica (falsa) per narrare una storia (falsa) come se fosse vera e dunque ricorre alla tecnica del 'documentario'. C'è di tutto, insomma, in questo piccolo capolavoro, anche una divina Mia Farrow. Sicuramente uno dei migliori film del prolifico regista e certamente una delle rare occasioni di poter godere di Woddy Allen in lingua originale!