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29.5.08

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

(2008) USA

Troppe le aspettative, lunga anni l'attesa. Quindi è piuttosto facile e prevedibile andare a sbattere contro un muro di delusione che fa pure tanto male. E infatti, fermo restando che il quarto capitolo di Indy raggiunge la piena sufficienza, siamo davanti ad un film che è riuscito solo a metà. Ad esempio, nella scommessa di riportare sul grande schermo personaggi amati dal pubblico ma pericolosamente invecchiati per un film d'avventura. Oppure nel pericoloso tentativo di spostare l'ambientazione classica della serie (dalla seconda guerra mondiale agli anni della guerra fredda). A tal proposito, un punto a favore di Spielberg: non mi pare sia mai apparsa una didascalia che ci indicasse in che anno si svolgono gi avvenimenti eppure i primi 30 minuti del film sono a tal punto fulminanti da dirci senza sforzarsi più di tanto dove ci troviamo e soprattutto quando.
Ammesso senza difficoltà che le scene d'azione dirette da Spielberg sono garanzia di spettacolo e che Harrison Ford sa gigioneggiare ancora bene, che Cate Blanchett è un'ottimo personaggio cattivo e Shia LaBeouf ormai una stella che brilla di luce propria, che la fotografia di Kaminski è quanto mai efficace e che la sceneggiatura poteva essere molto peggio (tra l'altro, è infarcita fino a dar fastidio di autocitazioni ai precedenti capitoli di Indy), resta solo un punto da osservare: se questo film ha dei difetti, sono unicamente da imputare al regista. Che stavolta perde il senso della misura e fa mancare al film quello che era sempre stato fondamentale per la serie dell'archeologo: nei tre capitoli precedenti qualsiasi cosa succedesse, per quanto azzardata, aveva una parvenza di credibilità (il duello sul carrarmato de L'ultima crociata su tutti) che lo rendeva reale, compresi i momenti d'azione. Qui si azzarda e si rilancia sempre di più, si richiede uno sforzo d'abbandono allo spettatore troppo alto e più volte si rischia di scuotere la testa davanti a certe scene esageratamente spettacolari. Lucas e Spielberg, inoltre, si erano impegnati ad usare meno tecnologia possibile per gli effetti speciali, proprio per preservare quel sapore d'antico e d'artiginale classico della serie, eppure di quella atmosfera io ne ho vista ben poca.
L'intrattenimento c'è. Il divertimento pure. E' la grande mano di Spielberg che manca, quella che pur avendo a che fare con avventura e azione riesce ad infilarci riflessioni sociali o argute esperimenti sul mezzo cinema. Invece Spielberg ha voluto fare ben poco e s'è dedicato tutto al divertimento, al grande sogno di far incontrare Indy ed E.T.

23.4.08

Cannes 2008: il programma

Ufficializzate la partecipazioni al 61.mo Festival di Cannes. Parliamo del fronte nostrano: due film in gara, Il divo di Paolo Sorrentino (sulla figura di Andreotti) e Gomorra (sulla camorra che deturpa il napoletano) di Matteo Garrone, due film quindi fortemente ancorati alla realtà, diretti da due autori abbastanza giovani e che hanno raccolto molti consensi negli ultimi anni e infine due film che vedono entrambi la presenza di Toni Servillo (ne Il divo è protagonista, Gomorra è film corale e quindi la sua partecipazione è minore) che si consacra così uno dei più grandi attori italiani contemporanei. Fuori concorso il nuovo film di Marco Tullio Giordana, Sangue pazzo, mentre un altro italiano sarà presente come giurato: Sergio Castellitto, presieduto da Sean Penn. Tra gli altri film in gara, c'è anche Palermo Shooting di Wim Wenders ambientato nella città siciliana. Poca rappresentanza americana quest'anno: Changeling di Clint Eastwood, Che (film su Che Guevara) di Steven Soderbergh e l'atteso esordio alla regia di Charlie Kaufman, Synecdoche, New York con Philip Seymour Hoffman.
Il programma promette proprio bene e per quanto mi riguarda attendo con grandi speranze il nuovo lavoro dei fratelli Dardenne, Le silence de Lorna. Confermate, invece, le anteprime mondiali del nuovo Woody Allen (Vicky Cristina Barcelona) e l'attesissimo Steven Spielberg (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull). Nelle proiezioni di mezzanotte sarà presente anche il film di Jennifer Lynch (prodotto dal padre David e non è da escludere una sua presenza) Surveillance, mentre altrove spunta anche il nuovo Wong Kar Wai (Ashes of time redux).
Presentazione completa e ufficiale qui.

18.4.08

Spielberg nel sociale (network)

Sembra che nella sua infanzia Steven Spielberg abbia avvistato parecchi oggetti volanti non identificati e spettri; apparizioni che hanno segnato anche la sua carriera e che lo coinvolgono tutt'oggi: l'ultimo suo avvistamento sarebbe avvenuto poco tempo fa in una casa coloniale trasformata in hotel in Texas.
Che tutto questo sia veritiero o no è difficile a dirsi, fatto sta che se da una parte Spielberg negli ultimi anni ha leggermente abbandonato il filone fantastico, dall'altra ha sempre coltivato questa sua mania, ad esempio nei videogiochi (mitico The Dig) ed ora nel social network. Il condizionale è d'obbligo ma Spielberg starebbe per lanciare un sito a metà fra Youtube e Facebook e monotematico, ovvero tutto dedicato a contenuti paranormali: gli utenti potranno condividere con il mondo intere le proprie esperienze, i propri avvistamenti di Ufo o fantasmi attraverso filmati o fotografie. Già è facile prevedere l'arrivo a frotte di buontemponi che creeranno parodie e falsi d'autore, ma tra le altre cose sembra che Spielberg stesso farà upload di suoi personali video inediti su questo nuovo social network, il cui nome si vocifera sia GhostTown!
Se tutto questo è bufala o meno verrà rivelato presto: il social network sarebbe già pronto al lancio nel giro di pochi mesi.

10.10.07

Spielberg parla di Indy 4

A seguito delle rivelazioni fatte da una comparsa e del furto di materiale fotografico dal set, Steven Spielberg ha deciso di rompere il silenzio sul prossimo Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull. Non ha rivelato nulla di sensazionale alla stampa, ma ha tenuto a precisare innanzitutto che nonostante le insistenze di George Lucas (che avrebbe preferito il digitale) il quarto episodio di Indy è interamente girato in pellicola allo scopo di non tradire i 'sapori' a cui la saga si è da sempre ispirata. Per lo stesso motivo, gli effetti speciali con computer grafica si limitano al 30%, avendo privilegiato la realizzazione degli effetti direttamente sul set. Riguardo la trama, Spielberg ha un pò confermato quanto detto dalla comparsa che ha tradito il silenzio stampa, confermando che la storia sarà ambientata negli anni '50 e che è vero che i nemici di Harrison Ford saranno i russi. Nessuna conferma, invece, riguardo l'eredità che dovrebbe ricevere Shia LaBeouf: Spielberg non ha confermato futuri episodi della serie interpretati dal suo giovane pupillo.

8.5.07

Indiana Jones 4: Sean Connery?

Ultimo aggiornamento in ordine di tempo sulla preproduzione di Indiana Jones 4. George Lucas ha rivelato che l'attuale sceneggiatura del film prevederebbe la presenza di Sean Connery. Lucas ha fatto intendere che, qualora l'attore scozzese desse forfait, sarebero costretti a riscrivere parte dello script. Secondo poi: nel film sarebbero previsti fulminei cammeo delle due donne storiche di Indiana Jones, vale a dire Karen Allen e Kate Capshaw (attuale moglie di Spielberg). Vi ricordiamo infine che l'uscita del film è prevista per il 22 maggio del 2008.
(da 35mm.it)

11.1.07

Indiana Jones è tornato!

Finalmente è ufficiale: dopo smentite, rinvii, minacce e quant'altro, è definitivamente giunta la conferma: Indiana Jones 4 è in cantiere! Le riprese inizieranno a maggio di questo anno e il film sarà pronto per il 2008. Tutti molto eccitati di tornare a lavorare in squadra: Spielberg alla regia, Lucas alla produzione; l'autore della tanto attesa sceneggiatura che ha soddisfatto tutti è David Koepp. Ovviamente sarà Harrison Ford il protagonista, mentre c'è assoluto riserbo sia sulla trama che sugli altri attori coinvolti. Non si sa, per esempio, se Sean Connery rivestirà i panni del papà di Indy mentre il coinvolgimento di Natalie Portman è tutto da confermare.
In ogni caso, adesso è sicuro: Indiana Jones è tornato!

26.4.06

La guerra dei mondi


War of the Worlds di Steven Spielberg
(2005) USA

La guerra dei mondi è un remake fortemente voluto dal regista Steven Spielberg e l’amico Tom Cruise. La storia d’invasione aliena è tratta dal classico di H.G. Wells e ambientato ai giorni nostri. Cruise interpreta un padre separato che ha un rapporto disastroso con i suoi due figli, un adolescente e una bimba (interpretata dalla lanciatissima mini-diva Dakota Fanning) e che si ritrova improvvisamente nel bel mezzo di un attacco catastrofico alla terra da parte di agguerritissimi (e organizzatissimi!) alieni. Insomma, è un plot formidabile per un regista fantasioso come Spielberg. Eppure, ciò che colpisce di questo film è proprio l’approccio che il regista ha deciso di utilizzare per la realizzazione della storia. Infatti Spielberg, dopo un inizio (giustamente) adrenalinico, concentra tutte le sue attenzioni non sulla ‘guerra dei mondi’ ma sulle reazioni di chi questo attacco lo sta subendo, quindi la popolazione americana (come il resto del mondo sta reagendo non ci è dato saperlo, a parte un accenno ai giapponesi). E più che gli attacchi alieni, sono proprio le reazioni degli uomini a spaventare di più lo spettatore. Il senso d’angoscia che trasmettono alcune sequenze è tutto da imputare agli abitanti della terra: una folla inferocita che non si fa scrupoli ad aggredire ed ammazzare per accaparrarsi l’ultima macchina buona per spostarsi; un folle paranoico (un formidabile Tim Robbins) che ha un solo desiderio, la vendetta; una massa disperata che assalta un traghetto perché unica via di salvezza. E’ dunque il panico che riduce l’uomo ad un animale il vero protagonista di questo film. Perfino la classica concezione dell’eroe americano ci viene restituita sensibilmente distorta: non più l’uomo che difende la patria (come il paranoico Tim Robbins) ma l’uomo che pensa solo a sopravvivere e a proteggere i suoi cari seppur nella sua incapacità di gestire la situazione (ovvero Tom Cruise).
Detto questo e spazzato via ogni parallelismo con la paranoia terroristica tutta americana di questi anni (in questo, The Terminal era già molto efficace) restano impresse nella mente scene spielberghiane fantastiche, una su tutte una sequenza girata a bordo (se così si può dire) di un auto in fuga. E devo ammetterlo: per quanto mi stia antipatico, Tom Cruise è dannatamente bravo.

12.4.06

Spielberg si dà al reality

"Durante tutta la mia carriera ho fatto quello che ho potuto per scoprire nuovi talenti e farli lavorare e questa iniziativa ci permetterà di raggiungere un pubblico più vasto, entrando direttamente nelle loro case." Con queste parole, Steven Spielberg avrebbe confermato la sua collaborazione con il canale televisivo americano Fox per dare vita ad un nuovo reality, On the lot, ovviamente basato sul cinema: il programma vedrà gareggiare 16 giovani talenti del cinema, riuniti nella cornice di Hollywood. I concorrenti dovranno lavorare in gruppo alla produzione di un cortometraggio diverso ogni settimana. E come in ogni reality che si rispetti, sarà il pubblico a valutare le loro opere, oltre che un'apposita giuria composta da critici ed esperti che commenteranno in diretta le opere degli aspiranti cineasti. Non è ancora chiaro, però, quale sarebbe il ruolo di Spielberg all'interno del programma: la Fox ha riferito che il regista potrebbe apparire nella serie, senza però specificare in quali vesti.

22.2.06

Va bene i dinosauri, ma l'archeologo?

Steven Spielberg ha ben pensato di realizzare il quarto capitolo della saga di Jurassic Park e di riprendere le redini della regia, dopo aver ceduto il posto a Joe Johnston per il terzo episodio. A convincere Spielberg sembra sia stata "una buona sceneggiatura su cui lavorare; le riprese dovrebbero iniziare il prossimo anno per un'uscita prevista nel 2008" sono le parole del produttore Frank Marshall. Tutto ciò è entusiasmante (memori del primo fantastico episodio, perchè i seguenti due non sono stati eccezionali) ma riporto questa notizia perchè sembra che ancora una volta Spielberg preferisca dedicarsi ai dinosauri che al progetto lungamente rimandato del quarto Indiana Jones, di cui ho già scritto. E fra i due preferirei rivedere tornare sullo schermo il dinosauro meno datato, ovvero Harrison Ford!

31.12.05

Spielberg/Hollywood a corto di idee?

Steven Spielberg starebbe pensando di produrre un remake di Mary Poppins, il celebre film disneyano del 1964. A rivelarlo è la rivista inglese Daily Mirror, secondo la quale Spielberg avrebbe anche già contattato l'eventuale regista del film, ovvero Richard Eyre che al momento si sta occupando della messa in scena a Londra proprio di un musical di Mary Poppins. "Penso che sia difficile superare l'originale, ma i ragazzini amano la storia e sono certo che il remake sarebbe un successo" ha dichiarato il regista. Hollywood è proprio a corto di idee, mi vien da pensare.

28.12.05

Prova a prendermi

Catch me if you can di Steven Spielberg
(2002) USA


Il ritorno di Steven Spielberg alla commedia leggera era molto atteso, alimentato poi da un duo di attori come DiCaprio ed Hanks! Insomma, era molto che si attendeva questa storia autobiografica del più giovane ricercato che sia mai stato inserito nelle liste dell'FBI. Ovviamente, essendo lo spunto già di per se abbastanza originale, bastava solo ricamarci sopra qualche elemento di contorno. Ed è proprio quello che fa Spielberg, riuscendo ottimamente nel suo intento. Certo, è anche vero che alcune parti del film scorrono fin troppo lente (l'inizio, ad esempio) ed il delicato rapporto tra il protagonista e suo padre (un magnifico Cristopher Walken) fin troppo abusato. Ma DiCaprio affascina a metà tra il bambino impertinente che vuole donne e soldi ai suoi piedi ed un uomo in cerca solo di una stabilità che non riesce a trovare. Ed Hanks, anche se troppo meccanico, è sempre bravo ad arricchire di sfumature un personaggio piuttosto noioso, a tratti stupido, in altri perfido. In tutto questo, Spielberg dosa sapientemente ironia, humor, azione; tutti gli elementi che fanno del film una buona pellicola, godibile se non altro. Forse eccessivamente lunga ma questo è un vizio dello Spielberg degli ultimi tempi che facilmente gli si perdona, se non altro perchè il regista sa il fatto suo e non rischia di annoiare il pubblico. Comunque, non è fra i suoi film il più memorabile.

27.12.05

Uno Spielberg per tutte le famiglie

L'emittente britannica Channel 4 ha indetto un sondaggio in occasione delle feste per stilare la classifica dei migliori film per famiglie. A vincere (scontato?!) è stato E.T. L'extraterrestre di Steven Spielberg, del 1982. Il regista americano, inoltre, è presente nella classifica con altri due film: Jurassic Park (12esimo, evidentemente il T-Rex che sbrana un malcapitato manda in visibilio le famiglie) e I predatori dell'arca perduta (20esimo, prima gloriosa avventura di Indiana Jones). 21 i film d'animazione in classifica, capeggia su tutti Shrek, in seconda posizione subito dopo l'alieno di Spielberg. Al terzo posto Mary Poppins, al quarto La maledizione della prima luna con Johnny Depp. Il film più antico presente nella top 100 è King Kong del 1933.
Sondaggi e classifiche del genere fioccano in continuazione, specie in questo periodo dell'anno. Io non mi fido mai di questo genere di cose, ma stavolta è stato il pubblico a decidere (seppur dovendo scegliere fra una serie di film proposti da Channel 4) e dunque mi pareva interessante riportare i risultati.

23.12.05

The Terminal

The Terminal di Steven Spielberg
(2004) USA

Negli ultimi tempi, Spielberg ha abbandonato la fantasia e ha ben piantato i piedi per terra. Stavolta li pianta nell'enorme terminal di un aeroporto per narrarci la tragicomica storia di Victor, un uomo bloccato all'interno di un aeroporto da cui, per cause burocratiche, non può uscire. Un po' assente è la mano di Spielberg nella regia ma è anche vero che la storia non avrebbe avuto ugual bellezza se non grazie alle atmosfere da lui create. Tom Hanks è in stato di grazia e risulta credibile anche come 'straniero', mentre Stanley Tucci è a sua volta formidabile. Forse solo la Zeta-Jones avrebbe potuto fare di meglio. Ma ciò che più salta all'occhio (o alla coscienza) del film sono le sensazioni trasmesse da tutto ciò che circonda Tom Hanks. Come in Minority Report, Spielberg lancia un messaggio ben chiaro dell'America moderna, dove lo straniero è visto come una minaccia, dove la gente vive in un terrore costante e perpetuo e dove la sicurezza è fondamentale,a costo di sacrificare molti dei diritti della gente. Tutto questo ci viene a mente nel guardare Tom Hanks intrappolato in una terra di nessuno e costretto a sopravvivere come meglio può. E' questo che Spielberg cerca di farci capire, l'attuale situazione post-11 settembre. E con una storia del genere fra le mani solo a lui poteva riuscire.