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14.1.09

Gomorra K.O.

La notizia dell'esclusione di Gomorra dai 9 film rimasti in lizza per approdare poi alla cinquina per la notte degli Oscar non mi ha sorpreso. Certo, avrei dovuto dirlo prima piuttosto che tirare a me la ragione adesso che il tutto è fatto, però le mie ragioni le avevo esposte in un articolo che ho ceduto ad una rivista e che non posso rendere noto qui finché non sarà pubblicato.
Ora come ora, però, mi va di dire che Gomorra non era film da proporre agli Oscar. Nel senso che se lo hanno proposto hanno certamente fatto leva su alcuni fattori che se da una parte rendono merito al film (vincitore a Cannes, ma anche Il Divo lo è stato) dall'altra scoprono logiche puramente commerciali; il motivo principe, sicuramente, è il libro di Roberto Saviano: best-seller tradotto in tutto il mondo, sicuramente un ottimo apripista al film che può farsi forza del "biglietto da visita" del libro. Ma nel concreto, cosa aveva Gomorra da offrire alla Academy Award? Io l'ho ritenuto un film bellissimo, poetico e coraggioso ma ho sempre detto che fra un'estetica alla Gomorra ed un'estetica alla Il Divo, avrei sicuramente spedito il secondo a concorrere per la statuetta (Il Divo sta ormai assumendo le forme dell'eterno secondo, anche se secondo me fra i due è sicuramente più bello il film di Sorrentino); non voglio neanche pensare che si sia voluto riportare ad Hollywood quel neorealismo che tante soddisfazioni ci ha portato ma che appartiene comunque al passato (fosse questo il motivo della scelta di Gomorra, significa che ci saremmo presentati per l'Oscar come nostalgici).
Inoltre, si dovrebbe andare a vedere se tutto questo entusiasmo che Gomorra ha suscitato nelle sale americane sia vero o sia stato gonfiato dalla stampa italiana. Ho letto che perfino Martin Scorsese ha organizzato proiezioni del film di Garrone per sostenerlo. Non abbastabza, evidentemente.

4.6.08

Gomorra

Gomorra di Matteo Garrone
(2008) ITA

Cosa scrivere di questo film che non sia già stato detto? Arrivo tardi rispetto agli altri, ne ho letto ogni bene e mi ha entusiasmato il premio a Cannes. Vorrei essere la voce fuori dal coro che ne parla male ma non potrei mai dopo questa visione. In che modo approcciarmi a Gomorra? Forse potrei farlo da napoletano.
Non c'è pregiudizio che tenga, non c'è cliché che possa reggere. Quello che mette in scena Garrone è di una verità a tal punto disarmante che a un certo punto ci si chiede se ciò che si sta guardando sia cinema o realtà nuda e cruda rinchiusa nei quattro angoli di uno schermo. E c'è la scelta precisa di escludere dal racconto tutto ciò che può rappresentare forma di riscatto o di redenzione per il popolo napoletano, fatta eccezione per l'unico personaggio (Roberto) che ha un conato di vomito nei confronti di ciò che vede e non riesce a farlo collimare con la sua vita onesta e piuttosto semplice. Tolto ciò, il resto è tutto ombra proprio come le ombre che Garrone infila in molte scene. C'è un popolo, quello napoletano, che sembra non avere più scampo perché ormai inghiottito dalla violenza della più terrificante e sanguinaria organizzazione criminale che l'uomo abbia conosciuto. Scegliere di narrare ciò significa compiere un atto di estremo coraggio e dolorosa sincerità. Le terre campane sono solo l'atto iniziale, il cancro principale dal quale poi le metastasi si allargano al resto del paese prima e del mondo a seguire. Ignorare le diramazioni della camorra significa fare un torto a Napoli e dintorni, significa imputare alle miserie di una certa fetta di popolazione tutta la colpa; ma non si può dimenticare di chi se ne è approfittato, di chi sullo squallore e la difficoltà di vivere ci ha marciato per edificare un potere enorme e sanguinario, a scapito di ogni disperato che pur di sfamare la famiglia scende a patti con il diavolo. L'ultima scena del film rappresenta insieme tutta l'idea e la irragionevole realtà del narrato: questi uomini che si proclamano dei, questi carnivori che si arrogano il diritto di scegliere della vita e della morte altrui, sono esseri normalissimi e privi di dignità; hanno pance enormi, calpestano i morti indossando squallidi sandali da mare, commettono crimini in canottiera e pantaloncino e maneggiano le armi come prolungamenti del proprio organo genitale.
Fanno schifo perché sono veri. E non sembra di star guardando un film ma di star spiando le loro schifosissime vite. In questo Garrone ha stravinto e ha inglobato tutta la tradizione classica del cinema italiano per sancirne finalmente il superamento. Senza volontà di far omaggio a Napoli perché ciò che c'è di buono nella città partenopea lo sappiamo e solo gli stupidi e gli arrivisti lo ignorano; senza necessità di una complessa struttura narrativa ma solo con il dialetto e il sapore di marcio che ti rimane in bocca; senza voglia di proporre risposte ma solo di raccontare ciò che per troppo tempo è stato colpevolmente ignorato.
Io, che in quelle terre ci sono nato e cresciuto ma ben lontano dalle vele di Scampia, sono spaventato da tutto questo. E sono spaventato dalla mancanza di alternative.
Solo due categorie non possono non avere a cuore la questione Napoli: i coglioni e i camorristi.

25.5.08

Cannes 2008: gli italiani vincono

Grande soddisfazione italiana alla cerimonia di premiazione di Cannes. Entrambi i film italiani in concorso si aggiudicano due premi di grande valore: Premio della Giura a Il divo di Sorrentino e Gran Premio della Giuria a Gomorra di Garrone. Premi altamente simbolici che impongono un'attenzione internazione perun certo cinema italiano coraggioso e moderno, capace di superare i confini territoriali pur raccontando storie intrecciate fortemente al nostro territorio e avviando un'importante innovazione dello stile cinematografico italiano; premi che riportano con la memoria al 1972, allo storico ex-aequo tra Il caso Mattei di Francesco Rosi e La classe operaia va in paradiso di Elio Petri. . Entrambi gli autori sono più che soddisfatti, come lo è doppiamente Toni Servillo presente in entrambi i film. Palma d'Oro a Entre les murs del francese Cantet (storia corale sul disagio adolescenziale e il regista ritira il premio con tutto il numerosissimo cast alle sue spalle), miglior regia il turco Ceylan con Le tre scimmie. Benicio del Toro miglior attore nei panni del Che di Soderbergh, Sandra Corveloni miglior attrice in Linha de passe di Salles. I fratelli Dardenne si aggiudicano il premio per la miglior sceneggiatura con Le silence de Lorna, mentre l'inglese Hunger di McQueen spicca come miglior opera prima. Premio alla carriera per Catherine Deneuve e Clint Eastwood. Il grande favorito, il film Waltz with Bashir di Ari Folman che ha aperto il Festival tra grandi ovazioni, è rimasto completamente a boccia asciutta.

23.4.08

Cannes 2008: il programma

Ufficializzate la partecipazioni al 61.mo Festival di Cannes. Parliamo del fronte nostrano: due film in gara, Il divo di Paolo Sorrentino (sulla figura di Andreotti) e Gomorra (sulla camorra che deturpa il napoletano) di Matteo Garrone, due film quindi fortemente ancorati alla realtà, diretti da due autori abbastanza giovani e che hanno raccolto molti consensi negli ultimi anni e infine due film che vedono entrambi la presenza di Toni Servillo (ne Il divo è protagonista, Gomorra è film corale e quindi la sua partecipazione è minore) che si consacra così uno dei più grandi attori italiani contemporanei. Fuori concorso il nuovo film di Marco Tullio Giordana, Sangue pazzo, mentre un altro italiano sarà presente come giurato: Sergio Castellitto, presieduto da Sean Penn. Tra gli altri film in gara, c'è anche Palermo Shooting di Wim Wenders ambientato nella città siciliana. Poca rappresentanza americana quest'anno: Changeling di Clint Eastwood, Che (film su Che Guevara) di Steven Soderbergh e l'atteso esordio alla regia di Charlie Kaufman, Synecdoche, New York con Philip Seymour Hoffman.
Il programma promette proprio bene e per quanto mi riguarda attendo con grandi speranze il nuovo lavoro dei fratelli Dardenne, Le silence de Lorna. Confermate, invece, le anteprime mondiali del nuovo Woody Allen (Vicky Cristina Barcelona) e l'attesissimo Steven Spielberg (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull). Nelle proiezioni di mezzanotte sarà presente anche il film di Jennifer Lynch (prodotto dal padre David e non è da escludere una sua presenza) Surveillance, mentre altrove spunta anche il nuovo Wong Kar Wai (Ashes of time redux).
Presentazione completa e ufficiale qui.

26.11.06

"Gomorra" diventerà un film

La Fandango di Domenico Procacci ha acquistato i diritti sul libro Gomorra di Roberto Saviano (foto), il libro che analizza la camorra campana e tutte le sue connessioni economiche, militari e finanziarie; libro per cui l'autore s'è beccato diverse minacce dalla camorra grazie alle quali adesso vive sotto scorta. Matteo Garrone ne sta ricavando una sceneggiatura che probabilmente sarà lui stesso a dirigere a partire dai primi mesi del 2007.