19.10.07

La recta provincia (Rome FilmFest 2007)

La recta provincia di Raoul Ruiz

Rome FilmFesto 2007
FUORI CONCORSO

Raoul Ruiz è da sempre un regista atipico, sperimentatore, decisamente un artista inusuale nel panorama internazionale. Il regista cilena porta Fuori Concorso qui a Roma la sua ultima opera, La Recta Provincia. Un film che è una vera e propria sfida alla pazienza dello spettatore e alla tecnica cinematografica. Ruiz, infatti, confeziona un film di due ore e mezza che è la parabola di una madre e di un figlio tonto (i due attori sono davvero eccezionali, la Castro e Ignacio Aguero) che vanno alla ricerca di un mucchio d’ossa a cui dare degna sepoltura. Sul loro cammino incontreranno diavoli, streghe, la Madonna e pure Gesù decisamente invecchiato. La storia parla da sé ma bisogna vederlo per capire: La Recta Provincia è una pellicola che fa del surrealismo il suo punto di forza, insieme al montaggio che frammenta il tempo e lo spazio. La storia, infatti, più volte si confonde e non distingue fra passato, presente e futuro, laddove molteplici storie si incrociano tipo scatole cinesi e ci dicono sempre qualcosa in più sulla nutrita galleria di personaggi che abitano il film. Detta così, sembrerebbe un gran bel film; La Recta Provincia, invece, non regge la sfida che tenta perché a lungo andare si fa ripetitivo, irritante, didascalico, pure noioso (tantissime le persone che hanno abbandonato la sala durante la proiezione, nonostante la presenza del regista) e ci vuole una bella dose di pazienza per arrivare fino alla fine. E’ difficile, poi, capire dove voglia andare a parare il regista fra tanti simbolismi barocchi e una fastidiosa emblematicità cristiana (fastidiosa non perché cristiana ma perché ripetuta ed eccessivamente gonfiata). Ad un certo punto si arriva a sperare che il film finisca e basta, senza neanche voler conoscere la fine.
Questo film di Ruiz è un film riuscito solo a metà. Laddove la storia fallisce, però, vince la regia. La costruzione delle scene è impeccabile e bellissima, nonostante la desolante ambientazione e le difficoltà di tradurre in immagini alcuni passaggi della storia. La regia tenta una spinta innovatrice non indifferente e da non sottovalutare.

Cartolina da Roma, FilmFest 2007

Ancora presto per buttare giù due righe di considerazione. Quello che posso dire è che l’atmosfera è davvero molto bella. E che Monica Bellucci lo è ancora di più!
Ho seguito la conferenza stampa dei film Have dreams will traver della sezione Alice nella città, La giusta distanza di Carlo Mazzacurati e l’attesissima conferenza di Elizabeth: the golden age con Cate Blanchett (bella come una dea, ma così tanto che a stringerle la mano avevo quasi paura di romperla) e Geoffrey Rush (simpaticissimo e mattatore), nonché del regista Kapur.
Non disponendo di una connessione non posso dilungarmi più di tanto, ma spero presto di scrivere qualcosa e di allegare foto e video. Buona festa.

17.10.07

Roma FilmFest 2007

Oggi prendo il volo in direzione Roma, in occasione della seconda edizione del Roma FilmFest. Spero di riuscire ad aggiornare il blog 'live' dai luoghi dello stesso festival. In caso contrario, ci si risente la settimana prossima.
Stay tuned!

16.10.07

Death Proof - A prova di morte

Grindhouse - Death Proof di Quentin Tarantino
(2007) USA

E' evidente che io non ho gli strumenti per capire questo film o per esprimere un giudizio dopo averlo visto. Non conosco il cinema 'grindhouse' a cui si ispira, non afferro tutte le citazioni che ci stanno dentro e via dicendo. Lo metto ben in chiaro prima di dire che a me questo film non è piaciuto per nulla.
Inconsistente è la parola che meglio lo esprime. Lontano mille miglia dalle opere più belle e affascinanti di Tarantino (che per me rimarrà sempre il regista più sopravvalutato dei nostri tempi), Death Proof è un film che, strappato via dai produttori dalla sua naturale cornice di episodio inserito in un film in due parti con mani diverse alla regia, perde tutto il senso che avrebbe avuto in tale contesto. Non si spiega altrimenti l'assoluto non-sense della storia, tanto per citare una di quelle cose che per me sono difetti e per molti altri sono i pregi di Quentin. E' proprio il regista, che ormai sfiora l'autismo, a rendersi ridicolo da solo: vorrebbe imprimere il suo marchio ad un opera che è un omaggio ad altri tempi e non trova niente di meglio da fare per raggiungere lo scopo che inserire estenuanti dialoghi tra le protagoniste che dopo dieci minuti già ti annoiano e ti fanno distrarre dal film. Per carità, il lungo piano sequenza nella seconda parte del film durante i suddetti dialoghi è bellissimo. Ma basta questo a sopportare chiacchiere che per 30 secondi ti suggeriscono le psicologie dei personaggi e per i restanti minuti ti annoiano a morte? Riconosco un merito a Quentin Tarantino: sa creare personaggi cult dal nulla, vedi il protagonista Kurt Russell. Salvo, poi, non dare nessun sviluppo a quel personaggio se non un'impietosa fine che fa ridere. A proposito, vorrei sapere se la lunga sequenza finale del film è sembrata ridicola, da morir dal ridere, solo a me o anche a qualcun'altro.
Ecco, finalmente l'ho scritto: Death Proof è un film che ha molto poco da offrire. Irritante, come la scelta di marchiare la prima parte del film con quei difetti da pellicola anni '70, giusto per suggerire cosa si sta omaggiando. Ma che scelta estrosa! C'erano tempi in cui Quentin Tarantino sapeva omaggiare anche il cinema più rozzo (vedi Kill Bill) senza scadere nel ridicolo. Questo, invece, è un film buffo, che personalmente avrò dimenticato dopo due giorni. Fatta eccezione per la bellissima scena del primo omicidio/incidente, di questo film non rimarrà nulla.

15.10.07

Il film a sorpresa di Roma

E' stato svelato il film a sorpresa della seconda edizione della Festa del Cinema di Roma. Si tratta di Peur(s) du noir, un film d'animazione composto da più registi internazioniali, tra cui il nostrano Lorenzo Mattotti. Dalla scheda sul sito della festa, si evinche che il film è stato presentato come "una sorprendente sfida al linguaggio cinematografico tradizionale, un’esperienza visiva e narrativa irripetibile; realizzato nel corso di oltre un anno di lavoro da alcuni tra i più affermati disegnatori." Si annuncia come un film d'animazione atipico, con atmosfere molto nere, sullo stile del Persepolis visto a Cannes.

13.10.07

David Lynch in quel di Palermo

Oggi, alle 18.30, David Lynch sarà a Palermo nella chiesa di Santa Maria dello Spasimo, palcoscenico del Palermo Teatro Festival, due mesi fra teatro, cinema, letteratura e musica. L'intero week-end è dedicato al regista di INLAND EMPIRE. Ieri sera, infatti, ha aperto gli incontri Enrico Ghezzi con una lezione sul cinema di Lynch. Oggi, invece, sarà la volta del regista stesso che terrà un incontro per "presentare la nuova Fondazione di meditazione trascendentale 'Paese globale della pace mondiale' attraverso la quale Lynch vuole promuovere la conoscenza della scienza vedica di Maharishi Mahesh Yogi e l'applicazione pratica dei suoi programmi per migliorare la qualita' di vita della societa'."

12.10.07

La storia infinita de Lo Hobbit

Ricorderete tutti la disputa sulla regia de Lo Hobbit, sequel della saga Il Signore degli Anelli. Il progetto, a seguito di una serie di cause legali, era sfuggito dalle mani di quello che doveva essere il suo regista naturale, Peter Jackson, ed era stato offerto a diversi nomi fra cui Sam Raimi. Era anche circolata una voce per tranquillizzare i fan (avevano minacciato il boicottaggio se non fosse stato Jackson a dirigere) perchè gira e ti rigira Jackson sarebbe tornato al suo posto.
E infatti è di questi giorni la notizia di un riavvicinamento tra la New Line Cinema e Peter Jackson, riavvicinamento che farebbe prefigurare un suo coinvolgimento nella realizzazione de Lo Hobbit. Il suo ruolo, però, è tutto da decidere: c'è chi parla di regia cinematografica e chi, invece, consiglia di non farsi troppo illusioni: Jackson potrebbe partecipare solo come produttore esecutivo. Garantendo, quindi, una sua supervisione al film il cui regista sarebbe ancora da decidere.

11.10.07

Il ritorno di F.F.Coppola

E' forse il film più attesso all'ormai prossima Festa del Cinema di Roma, nonchè nelle sale di tutto il mondo. Un'altra giovinezza (pessima italianizzazione di Youth without youth) segna il grande ritorno alla regia di Francis Ford Coppola, dopo quasi 10 anni di silenzio. Un'opera atipica, sperimentale, girata a basso budget e completamente auto-prodotta dal grande regista. Il film approderà in anteprima mondiale al Roma FilmFest il 20 ottobre per poi sbarcare nelle sale italiane il 26.
Credo sia interessante segnalare le parole del regista stesso pubblicate su Repubblica.it nonchè il bellissimo trailer. Personalmente, è uno dei film che non vorrò perdere in quel di Roma.

10.10.07

Spielberg parla di Indy 4

A seguito delle rivelazioni fatte da una comparsa e del furto di materiale fotografico dal set, Steven Spielberg ha deciso di rompere il silenzio sul prossimo Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull. Non ha rivelato nulla di sensazionale alla stampa, ma ha tenuto a precisare innanzitutto che nonostante le insistenze di George Lucas (che avrebbe preferito il digitale) il quarto episodio di Indy è interamente girato in pellicola allo scopo di non tradire i 'sapori' a cui la saga si è da sempre ispirata. Per lo stesso motivo, gli effetti speciali con computer grafica si limitano al 30%, avendo privilegiato la realizzazione degli effetti direttamente sul set. Riguardo la trama, Spielberg ha un pò confermato quanto detto dalla comparsa che ha tradito il silenzio stampa, confermando che la storia sarà ambientata negli anni '50 e che è vero che i nemici di Harrison Ford saranno i russi. Nessuna conferma, invece, riguardo l'eredità che dovrebbe ricevere Shia LaBeouf: Spielberg non ha confermato futuri episodi della serie interpretati dal suo giovane pupillo.

8.10.07

The Air is On Fire, da oggi alla Triennale di Milano

Che cosa viene prima? Il Lynch regista o il Lynch pittore, fotografo, designer, musicista? La domanda potrebbe sembrare oziosa ma aiuta a capire meglio la grandezza di una delle poche, vere personalità uscite dal cinema americano negli ultimi decenni, per il quale la regia è solo una delle possibili espressioni di una creatività da autentico artista. Avrebbe dovuto essere chiaro già guardando i suoi film, dove le diversità di ispirazione e l'intercambiabilità dei medium (cinema sperimentale, televisione, lavoro su commissione, produzione mainstream, film di nicchia, pellicola o video) scompaginano le sicurezze con cui di solito vengono incasellati e giudicati gli «autori». Adesso questa mostra, che la Triennale offre meritoriamente ai milanesi dopo la vernice parigina, ribalta un'altra volta le prospettive, mostrandoci un Lynch più nascosto e segreto, «artigiano» prima che artista, bricoleur e improvvisatore, che però sa guardare alla pittura dei maestri e ammette sinceramente i debiti verso i grandi del Novecento. Ma che è capace di rielaborare ogni suggestione all'interno di una visione personalissima e geniale insieme, dove gli incubi e le angosce dell'oggi diventano materia d'espressione artistica, e le ossessioni più nascoste e personali sono i grimaldelli per entrare nella mente di tutti. Per raccontarci un mondo dove bellezza e paura vadano a braccetto.
(Paolo Mereghetti dal Corriere.it)

Bohemian Rhapsody miglior videoclip

I Queen sono abituati da oltre 35 anni a stracciare record di ogni tipo. Adesso se ne aggiudicano uno nuovo: quello di miglior videoclip della storia. Un sondaggio inglese indetto dalla compagnia telefonica O2, infatti, ha consultato più di mille appassionati di musica che hanno decretato il videoclip di Bohemian Rhapsody (storico successo dei Queen) il migliore di tutti i tempi. Una tendenza confermata anche dai lettori del Corriere.it che attraverso il voto stanno confermando la sentenza.
Il videoclip di Bohemian Rhapsody fa già parte della storia poiché è il primo video musicale mai realizzato, che ha fatto da apri strada a tutti gli altri nonchè alla nascita di Mtv. Secondo posto per Thriller di Jackson diretto da Landis, una pietra miliare che determinò il nuovo corso dei videoclip. Terzo posto per Cry Me a River di Justin Timberlake (sic).

6.10.07

Twin Peaks Gold Set:edizione italiana

Ai tempi della notizia ufficiale della pubblicazione di Twin Peaks Gold Set Edition eravamo già pronti a fare fuoco e fiamme per far sì che il cofanetto arrivasse anche in Italia. Fra l'altro, il nostro pessimismo ci faceva vedere tempi lunghi per un'eventuale edizione in R2. E invece il dorato cofanetto che racchiude le due stagioni di Twin Peaks più numerosi extra arriva anche in italia. E pure piuttosto presto. Data di pubblicazione ufficiale: 6 novembre, a soli pochi giorni dalla pubblicazione americana! Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno alle 125 euro.
La scheda del prodotto riportata su Dvd.it (dalla quale si evince che in Italia il cofanetto si chiamerà Twin Peaks - The complete mistery, vai a capire perchè!) conferma che dovrebbe trattarsi della stessa e identica edizione curata da Lynch per l'America, adattata in Regione 2 e con le lingue di alcuni paesi europei fra cui l'Italia. La parte degli extra viene liquidata con uno sbrigativo 'Inediti contenuti speciali' ma tutto fa sperare che siano gli stessi dell'edizione madre. E quali sono questi contenuti? La pagina di Amazon.com mette in conto, oltre alle intere due serie più il pilota in entrambe le edizioni conosciute (americana ed internazionale): scene eliminate (sembra si aggirino sui 6 minuti in tutto, un pò pochino); documentario esclusivo Secrets from another place; A slyce of Lynch, conversazione davanti a una tazza di caffè fra David Lynch, Kyle MacLachlan e Madchen Amick di 30 minuti; documentario Return to Twin Peaks di 20 minuti; mappa interattiva della città; le introduzioni della signora del ceppo; la parodia di Twin Peaks con MacLachlan ad opera del Saturday Night Live; il video di 'Falling', sigla del serial; Northwest Passage, documentario di 30 minuti sulla realizzazione dell'episodio pilota; Freshly Squeezed, documentario di 20 minuti sulla realizzazione della prima serie; Into the night, documentario di 30 minuti sulla realizzazione della seconda serie; Where were from, documentario di 30 minuti sulla realizzazione delle musiche della serie.
Insomma, sono contento di aver scelto e di aver suggerito d'aspettare l'evolversi delle cose. Credo che saremo tutti premiati per la pazienza!

5.10.07

Twin Peaks 2 O.S.T. - copertina e tracklist

Su Amazon.com è possibile vedere la copertina di Twin Peaks - Season Two Music and More, in uscita americana il 23 ottobre. Raccoglie le musiche della seconda stagione del serial più qualche 'extra'. La tracklist della raccolta (musiche di Angelo Badalamenti, alcune in collaborazione con David Lynch) è anch'essa visionabile sulla pagina di Amazon dedicata al prodotto; ve la riporto qui di seguito: 1. Love Theme Intro 2. Shelly 3. New Shoes 4. High School Swing 5. Hayward Boogie 6. Blue Frank 7. Audrey's Prayer 8. I'm Hurt Bad 9. Cop Beat 10. Harold's Theme 11. Barbershop 12. Night Bells 13. Just You 14. Drug Deal Blues 15. Audrey 16. Josie and Truman 17. Hook Rug Dance 18. Packards' Vibration 19. Half Heart 20. Laura's Dark Boogie 21. Dark Mood Woods 22. Love Theme Farewell.

Furto ad Indiana Jones: arrestato sospetto

La polizia di Los Angeles ha arrestato un sospetto accusato di essere l'autore del furto di materiale inedito dal set del nuovo Indiana Jones, tale Roderick Davis. Alcuni poliziotti sotto copertura avrebbero finto di essere interessati all'acquisto del materiale, combinando un incontro con l'uomo. Sono in corso accertamenti.

4.10.07

Indiana Jones, spoiler e furti

E' di qualche giorna fa la notizia che una comparsa del nuovo Indiana Jones, tale Tyler Nelson, ha violato il muro di segretezza che è stato eretto sul nuovo episodio della saga diretto da Steven Spielberg (segretezza per cui l'intero cast è stato obbligato a firmare un contratto che prevede il silenzo su ogni dettaglio riguardante il film). L'attore ha spifferato che il nemico di Jones sarà l'esercito sovietico "perché entrambi sono alla ricerca di un preziosissimo teschio di cristallo nella giungla del Sud America". Indiana finirà ostaggio dei russi (verrà anche legato ad una sedia dalla nemica Cate Blanchett), sotto la minaccia che venga fatto del male alla sua ex-compagna (Karen Allen, protagonista femminile de I predatori dell'arca perduta) nonchè madre di suo figlio (Shia LaBeouf). La produzione non conferma nè smentische gli spoiler ma è di ieri la notizia che hanno avviato un'azione legale nei confronti del giovane Nelson; sembra anche che Spielberg si sia infuriato a tal punto da aver tagliato tutte le inquadrature in cui l'uomo appariva.
Le sfortune del nuovo Indy non finiscono qui. Proprio ieri sono stati rubati dei computer con materiale fotografico inerente al film. La produzione ha fatto sapere che probabilmente tenteranno di vendere tale materiale ma ha consigliato ai media di non comprarlo, poichè si tratta di materiale sottratto illegalmente.

3.10.07

Legione d'Onore a David Lynch

David Lynch ha ricevuto la Legione d'Onore Francese, la massima onorificenza della Francia, direttamente dalle mani di Sarkozy. (CORREZIONE GRAZIE ALL'INTERVENTO DI UN ANONIMO NEI COMMENTI: Lynch aveva già ricevuto l'onorificenza nel 2002, acquisendo il primo dei cinque gradi, quello di Cavaliere. Adesso è passato al secondo grado, con la nomina di Ufficiale.) Il Presidente Francese si è così espresso: "David Lynch è un genio. Ciò che è davvero strano è che la gente pensa che sia un tipo un pò originale. E' invece un uomo profondamente normale. Ciò che è strano è la vita, non la prospettiva da cui la guardi." Lynch, da par suo, ha detto: "Il mio francese è povero ma il mio cuore è ricco oggi. Non è un segreto che amo la Francia, la sua arte e il suo amore per l'arte." Alla cerimonia erano presenti anche Roman Polanski e Sharon Stone. Leggi gli articoli in giro per il web.
Ricordiamo che il rapporto tra la Francia e Lynch è sempre stato idilliaco. Tra le altre cose, Lynch ha vinto la Palma d'Oro a Cannes con Cuore Selvaggio e la Palma come miglior regia per Mulholland Drive.

Babel

Babel di Alejandro Gonzalez Inarritu
(2006) Usa\Fra\Mex

Camera perennemente a mano, anche nelle inquadrature fisse, ad eccezione di pochi momenti fondamentali. Totale assenza di raccordo tra una scena e l'altra. Montaggio apparentemente 'sballato' che smaterializza il tempo e ne confonde la percezione. Queste sono le costanti del cinema di Inarritu, unite a storie di dolore profondissimo e tragico dove a farla da padrona è sempre il caso: i personaggi dell'autore non sembrano avere colpe se non quelle di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tutti elementi che rendevano affascinante 21 grammi e che ritroviamo qui; a differenza del film precedente, però, qui c'è una linearità più rigorosa (anche se solo apparente) ed una storia di più ampio respiro, che si muove tra i quattro angoli del mondo: una giapponese, due americani, due mexicani e una famiglia di marocchini influenzano le proprie vite senza saperlo, in luoghi e momenti lontani. Oltre al tempo, quindi, è anche lo spazio (che divide i protagonisti) a smaterializzarsi, a rendere vicino ciascuno di loro per un semplice motivo: a qualsiasi etnia o cultura si appartenga, c'è una cosa che rende uguali tutti gli essere viventi. L'umana disperazione che ci contraddistingue.
Babel è un film difficile, che sembra non iniziare mai mentre invece si è nel cuore della vicenda senza accorgersene fin da subito. E' un film che racconta una storia infelice e difficile in un'ottica cinematografica che è un concentrato di stile e di rottura con il cinema classico; è anche una riflessione sul mezzo, su come non sia importante la vicenda quanto come la si narra. Di Inarittu, intoltre, percepisco la volontà di non far immedesimare eccessivamente lo spettatore con i personaggi, quasi prendendo le distanze da quel dolore che non è nostro ma solo loro, solo di chi lo sta vivendo. In tutto questo, Brad Pitt raggiunge un nuovo livello recitativo della sua carriera e gliene va dato merito.
Non un film memorabile, ma Inarittu si conferma una presenza importante del panorama cinematografico.

2.10.07

Il Labirinto del Fauno

El labirinto del fauno di Guillermo del Toro
(2006) Spa/Mex/Usa

Il regista del Toro è l'autore che oscilla tra maxi-produzioni USA e piccoli film più personali ma sempre sul filo del fantastico. Il labirinto del fauno è probabilmente l'opera più matura e rappresentativa del suo stile. E' la storia di una bambina che all'ombra della guerra civile spagnola, nel 1944, deve subire le angherie di un patrigno fascista; ferita nell'anima da quei tempi bui, la piccola trova rifugio in un mondo altro dove lei stessa è una principessa. Ma dovrà prima superare tre prove per essere proclamata tale ed ottenere il regno e l'immortalità. E' una storia che gioca tantissimo con elementi mitologici e detta così sembrerebbe una favola. Il problema è che una favola nera. Nerissima. Con una dose altissima di violenza, che quasi non ci si aspetta di veder comparire sullo schermo; non solo il sangue scorre in abbondanza ma del Toro non si fa scrupolo a mostrare il tutto in primo piano. Probabilmente per illudere lo spettatore ad un deciso distacco tra il mondo reale e il mondo fantastico che non si realizza poi tanto. E' nel mondo fittizio che il regista dà prova di una fantasia niente male: crea una serie di personaggi e di mostri visivamente molto forti, magari non originali (ma come detto, siamo nel campo dei riferimenti mitologici) ma pur sempre di gran presa e pure paurosi. Questo insieme di elementi rende il film difficile da collocare: non è certo adatto ai bambini per la violenza di cui prima ma quale adulto accetterebbe di vederlo mettendo da parte le sue resistenze su un mondo fatto di fate e fauni? Infondo il film parla anche di questo: di come l'innocenza dei bambini possa resistere a qualsiasi forza maligna. Ma il finale del film è, se è possibile, ancora più nero: la fantasia vince ma a che prezzo? In ogni caso, il film ne esce vincitore perchè è girato con mano sicura ed esperta, interpretato benissimo e allestito ancora meglio: meritatissimi, infatti, i tre Oscar vinti (trucco, scenografia, fotografia). Forse un montaggio un pò troppo affrettato è un difetto che può saltare all'occhio.

Da oggi sono un fan di Guillermo del Toro, anche perchè è forse l'unico che crea mondi fantasy di proprio pugno e non andando a saccheggiare saghe letterarie come Signore degli Anelli o Cronache di Narnia.

1.10.07

I Film del Mese: Ottobre 2007


  • Michael Clayton di Tony Gilroy (5);
  • Cemento armato di Marco Martani (5);
  • Surf's Up - I re delle onde di A. Brannon, C. Buck (5);
  • Rush Hour - Missione Parigi di Brett Ratner (5);
  • Mr. Brooks di Bruce A. Evans (5);
  • Angel di Francois Ozon (5);
  • SMS - Sotto mentite spoglie di Vincenzo Salemme (12);
  • Stardust di Matthew Vaughn (12);
  • Becoming Jane di Julian Jarrold (12);
  • Resident Evil:Extinction di Russell Mulcahy (12);
  • The Invasion di Oliver Hirschbiegel (12);
  • Ratatouille di B. Bird, J. Pinkava (17);
  • La giusta distanza di Carlo Mazzacurati (19);
  • Waitress - Ricette d'amore di Adrienne Shelly (19);
  • 3:10 to Yuma di James Mangold (19);
  • Molto incinta di Judd Apatow (19);
  • Un'altra giovinezza di Francis Ford Coppola (26);
  • 2061 - Un anno eccezionale di Carlo Vanzina (26);
  • Giorni e nuvole di Silvio Soldini (26);
  • Elizabeth - The Golden Age di Shekhar Kapur (26);
  • Il caso Thomas Crawford di Gregory Hoblit (26);
  • Die Hard - Vivere o morire di Len Wiseman (26);
  • Seta di Francois Girard (26);
  • La terza madre di Dario Argento (31).

Scegliete. Io spero di riuscivere a vedere Argento, Coppola, Soldini e Girard al Roma FilmFest.

Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi

Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi di Giovanni Veronesi

(2007) ITA

Forte del successo del primo capitolo, Veronesi e la stessa squadra produttiva tornano alla carica. E in effetti il risultato al botteghino è stato entusiasmante. Un pò meno quello artistico perchè la formula escogitata da Veronesi per il primo capitolo (quattro episodi legati dal filo dell'amore) già sembra essere un pò ripetitiva. Qui l'attenzione si sposta non tanto sull'amore ma sui suoi estremi, che siano erotici, omosessuali o quant'altro. Il punto è che a me Giovanni Veronesi piace: ha un qualcosa nello scrivere e nel dirigere che fa emergere la sua personalità e questo è già tanto per un regista italiano. Solo che questo film sembra stia sempre per decollare e invece non accade mai. Infatti si ride poco e questo non è necessariamente un segnale negativo ma le sfumature che resero originale Manuale d'amore qua risultano un pochino forzate. Interessanti, invece, le tematiche sociali toccate come la legge sulla fecondazione assistita o il matrimonio gay. Poi c'è da dire che Veronesi sa scegliersi molto bene gli attori e li dirige ancora meglio e difatti il cast è forse ciò che rende davvero speciale il film. Non solo, ma quando hai la fortuna di poter cucire un ruolo addosso ad uno come Carlo Verdone di certo vai sul sicuro. Con il risultato che è sempre il suo l'episodio più 'melancomico'.
Va detto, comunque, che forse Veronesi è l'unico che ancora ci crede nella commedia italiana e un pò ci prova a svecchiarla e a renderla contemporanea. Impresa ardua ma i risultati non sono neanche da cestinare.