24.12.06

Scrooged

E' giunto il momento di salutarci per questa due giorni di festività (di cui avrei fatto volentieri a meno!). Nel fare a tutti un augurio di buone feste, vorrei volgere un pensiero a Piergiorgio Welby e ringraziarlo per la sua testimonianza e il suo coraggio civile.
Il Mulholland Blog non va in ferie. Non per ora, almeno. A presto.

22.12.06

Closer

Closer di Mike Nichols
(2004) USA


Mike Nichols torna al cinema dopo la bellissima parentesti televisiva di Angels in America, serial in sei episodi che con un cast strepitoso narrava una complessa storia di omosessualità, AIDS, politica ed interventi celestiali. E per farlo sceglie ancora uno spettacolo teatrale da trasferire sul grande schermo. Nel fare ciò, mantiene intatte tutte le sue caratteristiche: regia lucida e tagliente, montaggio lineare e cronologicamente serrato, ottima direzione degli attori. Attori che poi sono il punto di forza della pellicola: un magnifico Jude Law in stato di grazia, una rinata Julia Roberts, un bravissimo Clive Owen e una sorprendete Natalie Portman, forse la più convincente del quartetto. Va detto, però, che se non fosse per i dialoghi serrati e taglienti si rischierebbe una punta di noia e un pò di scetticismo sullo svolgersi della vicenda, con il sospetto che si tratti solo di teatro filmato. Ma alla fine ci si sente coinvolti dalla bizzarra parabola sessuale e sentimentale dei protagonisti e si perdonano facilmente i difetti del film. Da ricordare la bellissima sequenza iniziale.
Un film non memorabile, ma sicuramente piacevole.

21.12.06

David Lynch e la mucca


David Lynch, seduto ad un incrocio di Los Angeles, promuove il suo film, il formaggio e l'attrice Laura Dern. Se capite l'americano, vi divertirete a vedere questo breve filmato: sentirete la sorpresa dei ragazzi nel vedere Lynch seduto per strada con una mucca, sentirete Lynch annunciare che "il formaggio è fatto dal latte!" e sentirete uno dei ragazzi chiedere "Di cosa parla INLAND EMPIRE?" e Lynch elargire la sua solita risposta: "Di una donna nei guai!".

INLAND Tour e Twin Peaks Season 2


Il tour promozionale di INLAND EMPIRE è partito il 13 dicembre e vede protagonista assoluto David Lynch che, portandosi pure una mucca dietro, presenta personalmente il suo ultimo film nelle maggiori città americane. Come quando, giorni fa a Los Angeles, si è accomodato all'angolo fra la Hollywood Blvd. e La Brea Ave. con una sedia e un cartellone che chiedeva di prendere in considerazione Laura Dern per l'Oscar (sembra che l'interpretazione dell'attrice sia monumentale!), salutando amichevolmente chiunque si fermasse a scambiare due parole con lui! Parlando con i giornalisti e a chi gli chiedeva qualche delucidazione sulla famigliola di conigli che appare nel film (ovvero brani del web-serial Rabbits), il regista ha spiegato che all'interno di quelle scene ci sono indizi che vogliono comunicare qualcosa. Inoltre, Lynch ha detto che lui il suo film lo ha capito benissimo (!) ma ha aggiunto che sarà un arduo compito per gli spettatori. Il regista ha però spiegato che i suoi film non vanno visti come una cosa intellettuale, ma piuttosto come qualcosa di intuitivo che si basa sull'idea astratta che è stata il motore del film, precisando che, anche se il film è stato scritto scena per scena giorno per giorno, il set non era una specie di orgia improvvisata: seppur una alla volta, lui ha scritto ciascuna scena nei minimi particolari, notando personalmente come questi frammenti di storia finissero con l'incastrarsi alla perfezione.
David Lynch ha anche lanciato on-line il sito ufficiale di INLAND EMPIRE, dove potete visionare il breve ma intenso trailer.

Aggiornamento sull'edizione in dvd di Twin Peaks - Seconda stagione: la Paramount ha annunciato l'uscita americana (Regione 1, non visibile in Italia) di Twin Peaks: The Second Season (foto) per il 10 aprile 2007, confermando così l'annuncio precedente di Lynch. A differenza dell'Italia, in America la serie esce in un'unica soluzione. Ancora nulla si sa su dettagli tecnici ed extra.

Inside Man

Inside Man di Spike Lee
(2006) USA


Russell Gewirtz ha il merito di avere scritto una storia finalmente non banale e che incolla allo schermo. Perchè uno dei punti di forza di Inside Man è proprio la storia: quattro uomini entrano in una banca e fanno una cinquantina di ostaggi per realizzare una rapina ma da come si comportano e dalle insolite richieste che avanzano con i negoziatori, è subito chiaro che non è una rapina canonica! Spike Lee ha il merito di reggere tutta la suspence della situazione con una regia lucida e mai sopra le righe, quasi un omaggio ai vecchi film d'azione, senza farsi mancare l'ironia di certe scene totalmente opposta alla violenza di altre. Ovviamente, solo Lee poteva riuscire ad infilare in una storia del genere riferimenti alle tematiche a lui più care, come il razzismo, la violenza e la scarsa cultura di una certa America; il tutto senza che stoni con il carattere generale della pellicola, che è pur sempre un thriller e che gioca molte delle carte sugli insistiti flashforward (perfino la scena iniziale lo è!) e su numerose sequenze d'azione, anche psicologica. Elemento non trascurabile, il cast: Denzel Washington gigioneggia con il suo ennesimo ruolo da poliziotto e bisogna ammettere che è bravo; Clive Owen offre un'ottima interpretazione ma in italiano è doppiato malissimo; Jodie Foster torna a risplendere di luce propria e lo fa con poche (ma ottime!) scene a disposizione; Willem Dafoe è praticamente un comprimario e Christopher Plummer si cuce addosso il suo mefistofelico personaggio. La fotografia del film è ottima.
Alla fine quasi tutti vincono, sia buoni che cattivi; e anche la morale che la storia vuol proporre si piazza sulla sottile linea di confine tra bene e male. Inside Man è un ottimo lavoro.

19.12.06

Botteghini hollywodiani e nostrani

The Pursuit Of Happiness di Gabriele Muccino con Will Smith, nel primo weekend negli USA si è piazzato al primo posto dei film più visti in America totalizzando 27 milioni di dollari in soli tre giorni, battendo il fantasy Eragon e andando in pari con Apocalypto di Mel Gibson (che però ci ha impiegato due settimane ad arrivare alla stessa cifra!). L'esordio di Muccino ad Hollywood, insomma, è dei migliori. Inoltre, sembra che in molti vogliano vedere il film premiato da almeno un Oscar, soprattutto per l'attore protagonista Will Smith.
Ma non c'è solo Hollywood e non posso non scrivere due parole sulla guerra tutta italiana dei cinepanettoni, quest'anno ben due insieme al terzo incomodo, il cinepandoro (come lo ha battezzato il suo regista) Commediasexi. Ebbene, nel primo week-end, quello decisivo, avviene la prevedibile (almeno per me) vittoria di Natale a New York, che addirittura doppia Olé: 3.700.000 contro 1.500.000 euro. Vittoria schiacchiante. La Commediasexy si deve accontentare di un quarto posto e di una media per schermo veramente bassa per il periodo natalizio: 1.902 euro su 314 schermi.

18.12.06

Twin Peaks, Season 2: Finalmente Dvd

Quanti di voi, anni fa, hanno acquistato il prestigioso cofanetto della prima stagione di Twin Peaks fiduciosi nell'uscita della seconda serie in tempi brevi, salvo poi ritrovarsi afflitti dai continui ritardi e posticipazioni d'uscita?
Ebbene, la seconda stagione di Twin Peaks è finalmente tra noi. A gennaio la Paramount immetterà sul mercato un Vol.1 che conterrà la prima parte della seconda serie, ad aprile seguirà il Vol.2 con gli episodi conlusivi della serie cult. Di eventuali contenuti speciali non si sa ancora nulla.
Per frenare gli entusiasmi, però, è necessario fare delle precisazioni: poco tempo fa lo stesso David Lynch parlò dei preziosi sforzi che stava investendo nei dvd della seconda serie per confezionare un prodotto che fosse all'altezza delle aspettative, cercando, ad esempio, di ottenere la miglior rimasterizzazione possibile di audio e video. Il regista parlò di primavera 2007 come data di uscita del cofanetto Edizione Speciale da lui stesso curato. Dunque, gli scenari che si aprono adesso sono due: 1. i cofanetti annunciati per gennaio ed aprile in Italia sono quelli curati da Lynch; 2. i cofanetti in uscita in Italia sono solo a cura della Paramount e nella primavera del 2007 verrà poi lanciata sul mercato la vera Edizione Speciale a cura di David Lynch.
A questo punto, che fare? Ancora aspettare o intanto comprare? Seppur la Paramount non ha fatto annunci ufficiali, la prima parte della seconda serie risulta già pre-ordinabile sui siti specializzati.
Siamo con le orecchie tese. Il Mulholland Blog va in cerca di notizie certe per ponderare e consigliare il migliore degli acquisti. Siete tutti invitati a partecipare alla caccia!

17.12.06

E' GRADITO UN AUGURIO NEI COMMENTI!

Il Mulholland Blog compie un anno, giusto oggi! E se lo porta bene questo anno, con 315 post scritti, quasi 50 Io ho visto cose (altrimenti note come recensioni), Incontri ravvicinati per conoscere meglio alcuni personaggi come Vittorio Storaro, Carlo Verdone, Roberto Faenza, Marco Bellocchio o Silvo Muccino, con curiosi Uno sguardo altrove per avere orizzonti più larghi su tutto ciò che è audiovisivo, la neonata rubrica Frames con gli omaggi personalissimi del sottoscritto al grande schermo.
Un anno, insomma, che sarebbe stato buttato al vento se non fosse per tutti quelli che ogni giorno si affacciano su questa pagina per condividere con me la passione per quel mostro sacro e quell'esempio d'arte pura che è il cinema. Perciò il mio ringraziamento va soprattutto a voi lettori (fedeli e non) che arricchite con i vostri commenti i miei post e che mi fate sentire parte di un qualcosa che travalica lo schermo del mio pc. Grazie a tutti 8.800 fino ad oggi (mica poco per un blog nato dal nulla e che nel nulla se ne è rimasto!).
Contando sempre sulla vostra affezionata collaborazione (magari sempre più ampia e partecipativa, basta contattarmi: mulhollandblog@hotmail.it), cercherò di mantenere fresco ed aggiornato questo neonato di un blog! La prima novità che vi salterà all'occhio è il nuovo header: non è il solo, è un'intera collezione dedicata al mitico David Lynch che vedrete a rotazione (grazie a Fabs per la realizzazione).
Infine, che dire... Grazie e... Buon compleanno Mulholland Blog!
*
E per farsi quattro risate:
I primi auguri sono arrivati da un luogo veramente speciale! =)

16.12.06

Golden Globe 2006: si accettano scommesse!

Sono state ufficializzate le candidature per i prossimi Golden Globe, ovvero l'anticamera degli Oscar. Il film che ne ha prese di più? Babel: 7 candidature fra cui anche miglior film; la pellicola di Inarritu se la dovrà vedere con The Queen, Bobby, The Departed e Little Children. Questo per quanto riguarda i film drammatici. Nel settore commedia, i film in lizza sono Little Miss Sunshine, Il Diavolo Veste Prada, Borat, Dreamgirls e Thank You For Smoking.
Cosa salta di più agli occhi? Leonardo Di Caprio e Clint Eastwood, entrambi avversari di sé stessi: ognuno ha due candidature per la rispettiva categoria, attore e regista. Non è la prima volta che accade, ma fa sempre un certo effetto!
Cerimonia di premiazione il 15 gennaio. Lista completa delle candidature qui.

Jon Avnet: Io uccido

Come si vociferava già da tempo, sarà Jon Avnet a dirigere la trasposizione cinematografica del best-seller Io uccido di Giorgio Faletti. I De Laurentiis parlano di "un film importante, la trasposizione di uno dei maggiori successi editoriali italiani e dunque non si baderà a spese. Per il cast abbiamo in mente tutti nomi da serie A." Il regista sta lavorando alla sceneggiatura elaborata da Davide Ferrario.

15.12.06

Sempre i migliori ad andarsene

Se ne è andato un grandissimo caratterista del cinema e della televisione. Peter Boyle si è spento il 12 dicembre all'età di 71 anni. Era un frate che ad un certo punto decise di fare l'attore e mai decisione fu più giusta. Ha avuto una carriera lunghissima ed ammirevole, era anche in Taxi Driver. Io lo ricorderò con grandissimo piacere nel ruolo de Il Mostro in Frankestein Jr. e in uno storico e famosissimo episodio di X-Files, Clyde Bruckman's Final Repose (3x04).

The Sentinel

The Sentinel di Clark Johnson
(2006) USA


E' la storia di un agente dei servizi segreti che lavora nella scorta del Presidente degli Stati Uniti e che ha una relazione clandestina niente di meno che con la Firts Lady! Quando si sparge la voce di un complotto per uccidere il Presidente, quell'agente diventerà il principale sospettato. Ovviamente la storia è tanto improbabile quanto banale: veri colpi di scena manco a parlarne, svolgimento decisamente piatto e lineare, il film è di una freddezza allucinante, i dialoghi al limite del ridicolo ("Una relazione con la First Lady, come ti salta in mente?" - "Ma io la amo!" Fine dialogo!). Non coinvolge, non emoziona; la regia, oltre a qualche carrellata vertiginosa, non fa proprio nulla! E' un film mediocre, insomma. Mediocre già nelle premesse e che dunque corre ai ripari con un cast di tutto rispetto che è l'unico elemento che si salva del film. Michael Douglas è sempre a suo agio, Kiefer Sutherland ormai è esperto nell'interpretazione di agenti segreti, bravissima Kim Basinger e piacevole sorpresa la televisiva Eva Longoria. Tutto il resto è noia.

14.12.06

Finalmente l'Oscar ad Ennio Morricone

Durante la prossima cerimonia degli Academy Awards che si terrà il 25 febbraio, ad un italiano andrà di sicuro un Oscar: quello alla carriera per Ennio Morricone. Per il compositore italiano, che ha creato musiche per più di 300 film, si tratta della prima statuetta nonostante le cinque candidature (I giorni del cielo, Mission, Gli Intoccabili, Bugsy, Malena) ricevute in quarantacinque anni di attività. "L'Academy vuole in questo modo riconoscere non soltanto l'importante numero di colonne sonore composte da Morricone ma anche il fatto che molte di queste sono amatissimi e popolari capolavori" ha detto Sid Ganis, presidente della Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Ennio Morricone è stato insignito già del Leone d'Oro alla Carriera al Festival di Venezia del 1995.

Il Leone d'Oro del 75°

Nel 2007 la Mostra del Cinema di Venezia compie 75 anni. Per sottolineare l'importanza dell'evento il CdA del festival ha deciso di celebrare l'avvenimento con un nuovo riconoscimento, il Leone d'Oro del 75°, che si aggiunge al consueto Leone alla Carriera. Davide Croff: "Sarà consegnato ad una personalità del mondo del cinema che porterà così nel mondo l'autorevolezza e la storia della Mostra d'Arte Cinematografica, la prima ta tutte le mostre, quella che è modello per ogni altra mostra e festival nel mondo."

13.12.06

Io l'ho votata!

La foto qui sotto di David Lynch con Jeremy Irons, scattata dalla free lance Cinzia Camela all'ultima Mostra di Venezia, ha conquistato il premio per il pubblico - assegnato dai lettori di Repubblica.it - nell'ambito dei Movie Stars Jaeger le-Coultre Award. Ovvero i premi, giunti ormai alla terza edizione, dedicati agli autori delle foto più belle della Mostra.

Manderlay

Manderlay di Lars von Trier
(2005) Dan\Sve\Ola\Fra\Ger\Uk


Comincio col dire che svanita (attenzione, non esaurita!) la sorpresa nella genialità della messa in scena di Dogville (cinema, letteratura e teatro insieme), Manderlay fatica a coinvolgere almeno per la prima mezz'ora di film. Poi, fatta chiarezza sulle tematiche centrali e presa familiarità con il nuovo volto di Grace, si comincia a calarsi in questo nuovo universo di von Trier che è il secondo capitolo della trilogia America. Stavolta si parla di democrazia da esportare e di razzismo radicato culturalmente, due elementi caratteristici dell'America odierna. Ovviamente, la storia è emblematica nei suoi intenti ma lo svolgimento è tutt'altro che scontato e noioso; anzi, ci sono pure un paio di colpi di scena decisamente sorprendenti e il capovolgimento della figura di Grace che nel primo episodio era vittima sacrificale della comunità e qui diventa vittima di se stessa.
Il cast è all'altezza delle aspettative e Bryce Dallas Howard regge il confronto (non paragone) con chi l'ha preceduta; la figura del padre interpretata da Willem Dafoe invece mi è piaciuta molto meno ma non credo la colpa sia da imputare all'attore, piuttosto al personaggio, meno freddo e lucido della prima volta. Danny Glover colpisce per genuinità. La regia, manco a dirlo, è sospesa fra l'autorale e l'esperimento. Lars von Trier disattende alcune delle aspettative garantite dalla sua carriera ma proprio per questo ce ne si innamora ancora di più.

12.12.06

Lars von Trier e il gioco dei fotogrammi

A Lars von Trier piace giocare sia con lo strumento cinema sia con lo spettatore dei suoi film. Infatti, il suo nuovo film sottolinea entrambi i piaceri. Per quanto riguarda la lavorazione de Il grande capo, satira sul mondo del lavoro, von Trier ha sperimentato un nuovo metodo di ripresa da lui stesso battezzato Automavision: nessun operatore dietro la macchina da presa ma un computer che decide a caso cosa riprendere! Sul versante 'spettatori', invece, il regista ha annunciato che nel suo nuovo film compaiono diversi "lookey", ovvero fotogrammi (tra i 5 e i 7) apparentemente slegati dalla storia ma che hanno però un senso da scoprire! Allo spettatore il compito di decifrarli e al più veloce che riuscirà ad identificarli tutti e a comprenderne il senso è riservato un premio pari a 4000 euro.
Fatevi sotto, dunque! Un film di von Trier è sempre un piacere... se poi ci si può anche divertire guadagnando!

11.12.06

Premio alla carriera per Beatty

A pochi mesi dai suoi 70 anni, Warren Beatty si aggiudicherà il Premio Cecil B. DeMille il prossimo 15 gennaio durante la cerimonia annuale dei Golden Globes. Attore, produttore, regista, Warren Beatty riceverà il prestigioso riconoscimento per l’insieme della sua carriera.

8.12.06

Frames: Donnie Darko

"28 giorni... 6 ore... 42 minuti... 12 secondi. Ecco... quando il mondo... finirà."

6.12.06

La tregua fra Festival è giunta

E' pace fatta tra il Festival di Venezia e la Festa del Cinema di Roma. Ieri, in una rinunione si sono incontrati Walter Veltroni, Sergio Chiamparino e Massimo Cacciari, alla presenza di Francesco Rutelli, Ministro per i Beni e le Attività Culturali.Scopo dell'incontro è stato fissare delle date precise per le manifestazioni, sufficientemente distanziate tra di loro per eliminare qualsiasi tensione che si potrebbe creare. Nel particolare: Festival di Venezia (30 agosto - 8 settembre), Festa Internazionale di Roma (20 - 30 ottobre), Torino Film Festival (24 novembre- 2 dicembre). Rutelli ha aggiunto: "La sfida è di dare al pubblico tre mesi all'insegna di una forte proposta culturale. Il clima respirato ieri è stato eccellente, il lavoro verrà articolato all'insegna di una forte cooperazione". I presidenti dei tre Festival (Croff, Bettini e Rondolino) sono stati riconfermati.

5.12.06

Ecco la distribuzione alternativa di Lynch

Qualche tempo fa vi avevo parlato dell'idea di David Lynch di fornire una distribuzione alternativa al suo nuovo film, INLAND EMPIRE, senza avere a disposizione altre informazioni. Ebbene, adesso se ne sa qualcosa in più dall'articolo di Gabriele Niola scritto per La Repubblica.
David Lynch è sul piede di guerra: "I distributori tradizionali sono una pena nel cuore e io ho chiuso con tutto questo". Il regista ha deciso da qualche settimana di prendere su di sè e sulla sua compagnia (la Absurda and 518 Media) l'onere di distribuire i suoi film, anche per avere più controllo sui risultati delle sue opere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le difficoltà legate alla diffusione nelle sale cinematografiche del suo ultimo film INLAND EMPIRE (tre ore di puro Lynch onirico); lungaggini e resistenze da parte dei distributori hanno spinto il regista americano a fare tutto da solo, in un tour promozionale che per il momento toccherà 10 città americane e nel quale sarà accompagnato da una mucca: "Ho mangiato molto formaggio sul set del film" ha dichiarato "e mi ha reso felice".

4.12.06

Dirigere o non dirigere...

La difficile questione relativa al nome del regista che dirigerà Lo Hobbit è ben lungi dall'essere risolta.Secondo il New York Times, i fan di Peter Jackson sono insorti alla notizia che a dirigere il film sarebbe stato Sam Raimi. E hanno fatto capire che sarebbero pronti a tutto (anche a boicottare il film!) pur di far sì che la New Line Cinema richiami subito Jackson.E a tal proposito, è divertente riportare una specie di "gossip" hollywoodiano: gira voce che molti produttori abbiano consigliato il pubblico di stare tranquilli perchè è dato per certo il ritorno di Jackson al progetto!

3.12.06

Frames: Dogville

"Credo che il mondo sarebbe un posto migliore senza Dogville."

1.12.06

I Film del Mese: Dicembre 2006

  • Le rose del deserto di Mario Monicelli (1);
  • Happy Feet di George Miller (1);
  • In viaggio con Evie di Jeremy Brock (1);
  • Il prescelto di Neil LaBute (1);
  • Conciati per le feste di John Whitesell (1);
  • Nativity di Catherine Hardwicke (1);
  • Ammesso di Steve Pink (1);
  • Cambio di indirizzo di Emmanuel Mouret (1);
  • Il mio migliore amico di Patrice Lecont (6);
  • Cuori di Alain Resnais (6);
  • Non aprite quella porta: l'inizio di Jonathan Liebesman (7):
  • Boog e Elliot a caccia di amici di J. Culton, A. Stacchi, R. Allers (7);
  • Déjà-Vu di Tony Scott (15);
  • Un'ottima annata - A good year di Ridley Scott (15);
  • Commedia sexy di Alessandro D'Alatri (15);
  • Olè di Carlo Vanzina (15);
  • Natale a New York di Neri Parenti (15);
  • The Prestige di Christopher Nolan (22);
  • Dopo il matrimonio di Susanne Bier (22);
  • Eragon di Stefen Fangmeier (22);
  • Giù per il tubo di D. Bowers, S. Fell (22).

A voi la scelta! Eventuali correzioni verranno eseguite quanto prima.

30.11.06

Lo strappo ricucito di Roma

Durante la prima Festa del Cinema di Roma era nata una piccola polemica sull'assenza di omaggi ad una grande star internazionale tutta nostrana, Sophia Loren. Ebbene, il sindaco di Roma Veltroni e l'attrice si sono incontrati e dopo un cordiale colloquio il primo cittadino romano nonchè promotore e fondatore della Festa le ha annunciato la volontà di consegnarle l'Acting Award della prossima edizione, affiancato da una retrospettiva a lei dedicata con film scelti dalla stessa Loren. L'attrice si è mostrata entusiasta ed ha approfittato per complimentarsi con Veltroni per l'ottima riuscita della manifestazione.
L'Acting Award 2006 fu assegnato a Sean Connery.

29.11.06

Uno sguardo altrove: Dr. House M.D.

Questo serial piace. A me e al vasto pubblico che lo premia in ogni dove. Per motivi semplici ed essenziali.
Tanto per cominciare, a dispetto di quei serial che vogliono essere specchio (talvolta distorto) della società, House M.D. (titolo originale) si iscrive in quella categoria di prodotti che vivono solo su se stessi e fondano il segreto del successo sui suoi stessi protagonisti. Solo che Dr. House va oltre perchè invece di lanciare due o più caratteri centrali nella storia, concentra tutti i suoi sforzi sull'unico protagonista indiscusso della serie: il dottore Gregory House, brillante luminare della medicina che cura quei pazienti particolari di cui non si riesce a scoprire la malattia di cui soffrono. E fin qui potrebbe essere un normalissimo telefilm da corsia ospedaliera, se non fosse per il fatto che House non è un dottore comune, ma l'esatto opposto di tutto ciò che vorremmo ritrovare nel nostro medico di fiducia: è distaccato, perfidamente cinico, brutalmente onesto con i suoi pazienti, terribilmente refrettario alle regole morali e legali che la sua professione gli impone e soprattutto odia i suoi pazienti, cerca di conoscerli il meno possibile, non vuole socializzarci nè costruire un minimo rapporto medico-paziente. Il suo unico scopo è guarirli, salvarli e toglierseli dai piedi il prima possibile. E' tutto qui il segreto di Dr. House M.D., ovvero aver tratteggiato uno dei personaggi più affascinanti e ammalianti degli ultimi anni della televisione! Perchè, infatti, nonostante le premesse per odiare Gregory House ci siano tutte, alla fine ci si innamora perdutamente di questo dottore acido, dalla postura zoppicante e dai metodi piuttosto spicci. Tutti quelli che potrebbero apparire come i suoi difetti (che poi non siano pregi è tutto da dimostrare!) in realtà sono le armi che gli permettono di salvare (quasi) sempre i suoi pazienti. Questi ultimi, poi, hanno un ruolo centrale poichè come è poco noto le persone malate mentono sempre! Provate a chiedere ad un amico medico quanti dei suoi pazienti sono sinceri di primo impatto e scoprirete che in realtà un uomo è capace di mentire al proprio medico pur di serbare i suoi segreti o i suoi vizi più intimi.
Gregory House è superbamente interpretato da Hugh Laurie (la bravura dell'attore è parte del successo del personaggio) e intorno a lui gravita la sua equipe di medici (Jesse Spencer, Omar Epps, Jennifer Morrison), il direttore dell'ospedale (Lisa Edelstein) e un amico collega oncologo (Robert Sean Leonard). Con tutti loro, House è in continua guerra poichè nessuno condivide i suoi metodi per nulla ortodossi e poco inclini al rispetto della vita umana (House è pronto a rischiare la vita di un paziente pur di salvarlo) o della privacy altrui (quando intuisce che qualcuno gli mente, il cinico dottore non si fa scrupoli a frugargli dentro casa pur di scoprire qualsiasi notizia utile alla diagnosi della malattia). Eppure, come già ho detto, Gregory House è amato dal pubblico perchè il suo cinismo equivale a sincerità, i suoi metodi sono sì brutali ma efficaci, la sua sarcastica durezza nasconde un uomo ferito e menomato (anche fisicamente) nella vita. E' vero dunque e non finto come il mondo reale che ci circonda, un paradosso affascinante se proposto da un serial tv!
Dr. House conta due stagioni concluse ed una terza in corso, un successo in ascesa e una trama sempre più avvincente. Questo dottore colpisce perchè è sì duro, è sì intrattabile ed antipatico, ma alla fine ha ragione ed ha come unico obiettivo sconfiggere le malattie. E chi non lo vorrebbe un dottore così?
Da stasera Italia 1 ripropone la prima stagione. Ve lo consiglio caldamente.

28.11.06

Frames: Punch-drunk love - Ubriaco d'amore

"Hai un viso così bello che ho voglia di fracassarlo. Vorrei solo spremerlo e fracassarlo con un martello. Sei così bella..."

27.11.06

Baz Luhrmann e l'amor patrio

Baz Luhrmann ha aspettato il via definito della 20th Century Fox per annunciare ufficialmente il suo prossimo progetto da regista: si tratta di Australia, epica storia d'amore e d'azione ambientata negli anni prima e durante la II Guerra Mondiale. Protagonisti: Nicole Kidman e Hugh Jackman. L'avvio delle riprese è previsto a marzo.

26.11.06

"Gomorra" diventerà un film

La Fandango di Domenico Procacci ha acquistato i diritti sul libro Gomorra di Roberto Saviano (foto), il libro che analizza la camorra campana e tutte le sue connessioni economiche, militari e finanziarie; libro per cui l'autore s'è beccato diverse minacce dalla camorra grazie alle quali adesso vive sotto scorta. Matteo Garrone ne sta ricavando una sceneggiatura che probabilmente sarà lui stesso a dirigere a partire dai primi mesi del 2007.

25.11.06

Nuti esce dal coma

Francesco Nuti è uscito dal coma. L'attore e regista toscano era in stato di coma dal 2 settembre, da quando fu ritrovato privo di sensi in casa. Ora, i medici che lo hanno in cura hanno annunciato la sua ripresa e hanno aggiunto che fra qualche giorno Nuti verrà trasferito in un centro specializzato per la riabilitazione neuro-motoria.

24.11.06

Febbre da INLAND EMPIRE

Il countdown è già in corso, seppur non ci sia ancora una data definitiva per la distribuzione di INLAND EMPIRE, ultimo film di David Lynch. Per chi come me si accontenta di 'immagini' e non vuol saper nulla di trama ed eventuali interpretazioni, segnalo che CinEmpire.com ha messo on-line una golosa galleria dedicata proprio ad IE. Enjoy!

23.11.06

Philippe Noiret (1930-2006)

Lo ricordo grandioso in Nuovo cinema Paradiso.

Il Signore de Lo Hobbit

La vicenda si è svolta secondo quest'ordine: all'inizio di questa settimana Peter Jackson invia una mail a tutti i suoi fan nella quale annuncia di aver abbandonato il progetto Lo hobbit, trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Tolkien nonchè vero e proprio prequel alla trilogia Il Signore degli Anelli. Secondo Jackson, la New Line ha troppa fretta di avviare la produzione, senza badare alla causa in corso con la MGM (le due case di produzione si contendono i diritti del libro) e per il regista "la fretta e i soldi sono un pessimo motivo per mettersi precipitosamente al lavoro". Detto questo, Jackson ha fatto i suoi "migliori auguri a chiunque avrà il privilegio di girare Lo hobbit". Inoltre, allo scontento degli ammiratori della saga tolkeniana si è aggiunto Ian McKellen, che si è dichiarato "dispiaciuto" per la defezione di Peter Jackson.
La New Line, noncurante dell'avvenimento e della causa legale con la MGM, continua per la sua strada e cerca un successore che si occupi non solo de Lo hobbit ma anche di un altro fantomatico film che narri gli avvenimenti appena precedenti la trilogia (dunque, ciò che accade fra Lo hobbit e Il Signore degli Anelli). Ed è proprio di oggi la notizia che la New Line avrebbe proposto a Sam Raimi di raccogliere il testimone. Raimi non ha ancora fatto nessun commento. Si tratta di aspettare...

21.11.06

Giù il cappello per Robert Altman

E' morto ieri sera Robert Altman, 81 anni, a Los Angeles. Da tempo malato, aveva ricevuto l'Oscar alla carriera proprio questo anno. Protagonista del cinema americano degli ultimi 30 anni, lascia come ricordo numerosi capolavori e la scia di una carriera di tutto rispetto. Si dice che proprio a causa del suo stato di salute cagionevole degli ultimi anni, aveva sempre specificato nei contratti di lavorazione che l'uomo autorizzato ad assumere il comando di un suo film lasciato in sospeso doveva essere Paul Thomas Anderson, indicandolo di fatto come suo erede. Ma è scomparso senza lasciare nulla di incompiuto.

20.11.06

Ce la farà ad arrivare nelle sale?

Problemi in vista per Shortbus. Il film di John Cameron Mitchell (già regista di Hedwig) pare sia già stato rifiutato da molte sale italiane. La motivazione è sempre quella: si tratterebbe di un film esageratamente spinto, al limite del porno. Lo si apprende da Valerio De Paolis della BIM (casa di distribuzione del film in Italia) il quale ha poi aggiunto che gli pare molto riduttivo inquadrare il film in questo modo. Shortbus esce (ma è il caso di dire "dovrebbe uscire") nelle nostre sale venerdì prossimo.
(da 35mm.it)

19.11.06

Frames: L'attimo fuggente

"Capitano, mio capitano!"

16.11.06

Transamerica

Transamerica di Duncan Tucker
(USA) 2005

Siamo alle solite: un piccolo film con un piccolo cast con un piccolo budget e una piccola idea si rivela essere, almeno ai miei occhi, una delle sorprese più piacevoli e mature dell’ultima stagione cinematografica. Transamerica è l’esempio perfetto di quel piccolo cinema americano che sa incantarti durante la visione e continuare ad affascinarti anche dopo, a titoli di coda conclusi. La storia è umana e semplice e ne è interprete assoluta ed impeccabile una magnifica quanto coraggiosa Felicity Huffman che sacrifica corpo e bellezza per impersonare una donna un tempo uomo. Suo figlio è il giovanissimo Kevin Zegers, complesso adolescente che ruba, si droga e si prostituisce ed anch’egli offre un’interpretazione genuina e toccante, un giovane attore, questo, tanto bello quanto bravo che consiglierei di tenere d’occhio perché promette benissimo. In tutto questo, c’è una regia che in perfetto equilibrio dosa ironia e dramma, commedia e poesia, dipingendo fra l’altro una serie di caratteri di contorno eccellenti, fra tutti la spassosa (ma sono risate amare!) famiglia della protagonista. Eccessivo ma perdonabile il tocco da tragedia greca che si sfiora verso la fine.
Duncan Tucker ha firmato un esordio da vero autore moderno, privo di fronzoli e compromessi, coraggioso sia nelle tematiche proposte e svolte che nella direzione degli interpreti. Senza pretese o smanie pruriginose, Transamerica è la vera perla sotterranea quantomeno di questi ultimi anni. Imperdibile.

13.11.06

Il mio miglior nemico

Il mio miglior nemico di Carlo Verdone
(ITA) 2006

La vera mente che sta dietro questa operazione è Aurelio De Laurentiis, che avendo sotto contratto sia Verdone che Muccino ha avuto la brillante idea di farli lavorare insieme. Ma i due non si sono limitati ad una semplice collaborazione regista-attore, avendo il giovane Silvio partecipato attivamente alla scrittura di soggetto e sceneggiatura e avendo Verdone improntato l’intero film come una svolta decisiva nella sua carriera artistica, rivedendo completamente sia il suo ruolo di protagonista (questa volta non più assoluto, come nei felicissimi Compagni di scuola e Ma che colpa abbiamo noi) sia quello da regista, improntato in maniera decisamente più autorale (anche se non eccelsa). Il risultato è un film godibilissimo che segna la piena maturazione per Carlo Verdone e la consacrazione di Silvio Muccino (che, va detto ed è buon per lui, sembra migliorare ad ogni film). La storia, piuttosto complessa, coinvolge sia nelle sue (abbondanti) parti drammatiche sia nelle (troppo poche) venature comiche. Ottimo il lavoro musicale (Paolo Buonvino), troppo sbrigativi certi passaggi nella storia. Ma tutto sommato l’esito non tradisce le attese e fa ben sperare nel futuro di Verdone.
(Sul MulhollandBlog c’è anche Incontri Ravvicinati: In viaggio con il comico: Carlo Verdone e Silvio Muccino per un maggior approfondimento)

11.11.06

Che Guevara secondo Soderbergh

Era noto da tempo che Steven Soderbergh sta realizzando un film sulla leggendaria immagine di Ernesto 'Che' Guevara. E sembra che le prime riprese del film siano state già iniziate durante le pause di Ocean's Thirteen. Ebbene, sono noti adesso i particolari dell'operazione: si tratta di ben due film e non uno solo. Il primo, The Argentine, narrerà l'arrivo del Che a Cuba nel 1956 e la successiva rivoluzione; il secondo, Guerilla, partirà dal 1964 quando Guevara si recò a New York per parlare all'assemblea delle Nazioni Unite. Come è noto, è Benicio Del Toro ha interpretare il ruolo del protagonista. L'uscita non avverrà prima del 2008 ma da più parti c'è molta curiosità su questo doppio progetto.

10.11.06

Il Codice Da Vinci

The Da Vinci Code di Ron Howard
(2006) USA


Questo film ha qualcosa che non va. E’ evidente perché lo slancio delle premesse non si realizza. Il libro offriva due sviluppi interessanti: quello avventuroso e quello storico religioso. Il primo non si realizza mai in quanto il film risulta troppo didascalico, troppo ‘telefonato’ e il secondo non viene adeguatamente gestito. Il risultato finale è una pellicola che stimola lo spettatore senza mai entusiasmarlo. Perfino gli attori protagonisti (Tom Hanks e Audrey Tautou) sembrano non fare molto oltre che subire il turbine degli avvenimenti, mentre i co-protagonisti giganteggiano: Ian McKellen, Paul Bettany, Jean Reno, Alfred Molina, tutti offrono magnifiche interpretazioni e i loro personaggi finiscono con l’essere molto più notevoli e affascinanti dei caratteri principali. E’ vero che la quantità di materiale da trattare era imponente e a tal proposito alcune trovate stilistiche sono decisamente funzionali (ottimi i flashback, per esempio), ma alla fine nulla risulta essere memorabile. E credo che la colpa maggiore sia da imputare a Ron Howard, che non si sforza più di tanto a parte un paio di scene, tipo l’avvincente scena finale a Parigi. Insomma, non riesco a togliermi dalla testa l’idea che in mano a qualcun altro, Il Codice Da Vinci avrebbe potuto essere molto di più. Occasione sprecata.

9.11.06

Frames: Quarto Potere

"Rosebud..."

8.11.06

Anche Scorsese diventa italiano!

Dopo Robert De Niro durante il recente Festival del Cinema di Roma, anche Martin Scorsese riceverà il passaporto italiano. Ad annunciarlo il Ministro Giovanna Melandri che ha dato la notizia allo stesso regista durante un incontro a New York. Scorsese (che a differenza di De Niro possiede ancora cittadinanza italiana) si è detto felice che tutti i canali per realizzare la cosa siano stati attivati, anche se sembra che non sia stato affatto facile ricostruire la sua genealogia. Il console generale italiano a New York ha annunciato che Scorsese ormai può sentirsi cittadino italiano a tutti gli effetti.

7.11.06

Frames: Non ti muovere

"Io non so dove vanno le persone quando muoiono. Ma so dove restano."

6.11.06

Campione di incassi e di malori!

Sembra di rivivere i tempi de L'esorcista, quando fuori le sale dei cinema dove veniva proiettato il capolavoro di Friedkin c'erano ambulanze per soccorrere gli spettatori deboli di cuore o di stomaco. Qualcosa del genere sta succedendo ai tempi nostri, precisamente in America. Il film in questione è (nientepopodimenoche) Saw III. A quanto sembra, alcuni spettatori si sono sentiti male o sono svenuti durante le proiezioni, ragion per cui le autorità hanno lanciato un'allarme rivolto agli individui "psicologicamente fragili, consigliandogli di non avvicinarsi a questo film!
A me il primo Saw fece sorridere. Per cui ho snobbato il secondo. Se qualcuno di voi vede il terzo, mi faccia sapere se è davvero così terrificante!

5.11.06

Chi mettiamo sul carro dei vincitori?

E' innegabile che l'inizio della stagione cinematografica di quest'anno sia stato piuttosto lungo e ricco. Moltissimi film autorali si sono susseguiti accompagnati da una buona dose di commedie brillanti e blockbuster calcolati. La sensazione è che le premesse ci siano tutte per continuare in modo proficuo, anche sotto l'aspetto della qualità. Il portale Cinema del silenzio, a commento di questa analisi, ha proposto un sondaggio ai suoi lettori per definire quale sia stato il motivo di una distribuzione così notevole e per tutti i gusti. I primi due posti sono occupati rispettivamente da un "ci siamo accorti che la tv fa schifo" e "il cinema non è mai stato in crisi", due risultati piuttosto bizzarri che personalmente non mi convincono. Perchè non credo che certa tv, per quanto trash, distolga dal cinema (anche perchè probabilmente stiamo parlando di due target differenti) e perchè è ingenuo minimizzare la crisi del cinema. Al terzo posto compare un "merito della Festa di Roma" e questa è una ragione già più sostanziosa. Perchè Venezia non sortisce lo stesso effetto, allora? Forse perchè Roma, definendosi 'festa popolare', ha avvicinato al cinema molta più gente di quanto sia riuscito a fare il Festival del Lido. Con questo non sostengo la differenza pretestuosa fra "festival" e "festa popolare" (che ho già criticato in un precedente post), ma ritengo che l'approccio organizzativo e produttivo di Roma è stato sicuramente più efficace. Al quarto posto spunta "merito dei distributori più attenti" e anche qui ci può stare: sono loro, in fondo, a tirar le fila di questo business e probabilmente una strategia più attenta (e coesa?) di distribuzione piuttosto che infervorare lo scontro con la concorrenza ha favorito un mercato più vario e genuino. Al quinto posto del sondaggio c'è "merito del cambio di Governo" ma questa è una risposta superficiale che non mi sento di commentare, semplicemente perchè il Governo non ha fatto granchè fino ad ora, con la scusante (sufficiente?) che è in carica solo da cinque mesi.
Ricapitolando: un lungo inizio stagione di grande cinema che fa ben sperare. A chi vogliamo darlo questo merito? Ad uno dei cinque motivi sopra citati o c'è qualcosa che ancora ci sfugge?

4.11.06

Spunta un inedito di Kubrick

Dagli archivi di Stanley Kubrick è spuntata una sceneggiatura non completa fino ad ora mai conosciuta. Si tratta di un film scritto con Jim Thompson (che già aveva collaborato con Kubrick per la sceneggiatura di Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria), dal titolo Lunatic at large; una storia noir scritta dai due e ambientata nel 1956 a New York, durante il carnevale. Il grande regista aveva detto allo scrittore di averla smarrita, adesso è rispuntata ed è stata affidata allo sceneggiatore Stephen Clarke che ne ha tratto un lavoro completo dal quale il regista Chris Palmer (al suo debutto cinematografico!) ricaverà un film. Non verrà aggiornato, resterà quindi ambientato nel '56.
Era davvero necessario scomodare il nome di Kubrick per questa operazione?

3.11.06

Io ve lo riporto ma voi non ditelo in giro...

Sta accadendo qualcosa di strano in America; l'eco è arrivata fino a noi ed anche se le fonti non sono ufficiali, la notizia, in quanto bizzarra, merita di essere riportata. Sembra che vogliano produrre il prequel di quel gran bel film che fu Seven di David Fincher. Ma l'idea di fondo è questa: che si tratta del prequel di Seven deve rimanere un segreto perchè sarà il colpo di scena finale del film! Cioè: che è un prequel di Seven verrebbe svelato solo negli ultimi minuti della pellicola. Ora, il fatto curioso (oltre alla strategia della produzione, ovviamente) è che di questo film, che dovrebbe chiamarsi Virtue e che non vede alcun coinvolgimento di Fincher (il che fa sperare male) non si sa nulla: non c'è un cast, non c'è un regista, forse non c'è una sceneggiatura. Si sa solo l'unica cosa che non si dovrebbe sapere: che è un prequel! Perciò, se questo film si dovesse mai fare, vi pregherei di fingere stupore al termine della visione. Giusto per non deludere il duro lavoro di quei geniacci dei produttori!

Uno sguardo altrove: I Simpson vs. I Griffin

Era il 1989 quando I Simpson fecero la loro prima apparizione in tv. Da quel momento, il cartoon satirico più irriverente della storia stravolgerà un pò le regole del politicamente corretto e della comicità.
Fu Matt Groening (ma c'è anche un altro nome importante nella ideazione del programma: James L. Brooks!) ha inventarsi questa strampalata famiglia di 5 membri (Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie) più l'intera città di Springfield costellata di personaggi bizzarri e imprevedibili (a partire dal corrottissimo sindaco Quimby all'incompetente commissario Winchester della polizia locale). La concentrazione di elementi innovativi fu il vero segreto dell'incredibile successo che ottenne il serial. Uno su tutti, la sorpresa di un cartoon non destinato propriamente ai ragazzini ma ad un pubblico più adulto e smaliziato, senza farsi mancare pungenti battute satiriche al modello americano (ma ce n'è anche per il resto del mondo!), trasformando i protagonisti, soprattutto Homer, da biechi individui nichilisti e mediocri ad eroi moderni della società in quanto nel loro piccolo vanno contro proprio a quei falsi ed ipocriti moralismi che non portano da nessuna parte se non all'annullamento dell'individuo in quanto tale nella società. Da sottolineare anche la forte caratterizzazione di ciascun personaggio, ognuno mutato in vera e propria icona del nostro tempo grazie al modo schietto e sincero di affrontare le mille peripezie della vita. Quando il successo dei Simpson fu mondiale, il cartoon diventò una calamita per special guest stars che facevano la fila per prestare la propria voce ai loro corrispettivi simpsoniani: negli anni abbiamo visto così apparire accanto alla gialla famiglia attori, cantanti, personalità dello spettacolo e quant'altro, tutti pronti a doppiare se stessi in versione springfieldiana! Così che l'approvazione e la consacrazione de I Simpson fu totale. Il cartoon va ancora oggi in onda in tutto il mondo riscuotendo un successo incredibile e difficile da battere ed è imminente (2007) l'arrivo della versione cinematografica che promette faville poichè a lungo meditata.
Quando nel 1999 fu il turno de I Griffin, fu a tutti chiaro che la famiglia creata da Seth MacFarlane aveva un grosso debito nei confronti de I Simpson. Ma se in un primo momento la sensazione fu quella di una brutta copia, ben presto I Griffin si imposero come valida alternativa nel panorama dei cartoon irriverenti e cattivi (nel mezzo fra questi due c'è anche South Park ma questa è un'altra storia) che grazie a Groening spopolarono. Questo perchè piuttosto che limitarsi ad imitare la satira scomposta dei compari gialli, I Griffin acquistano uno stile tutto loro fatto di comicità demenziale e talvolta così irragionevole da spiazzare; e se ne I Simpson c'è sempre una trama dal contesto sociale, ne I Griffin tutto diventa pretesto per imbastire esilaranti siparietti di comicità basati spesso su flashback che coinvolgono personalità del passato e del presente senza alcuna remora o correttezza nei confronti di nessuno (Dio compreso, che in un celebre episodio veniva mostrato nell'atto di creare l'universo... accedendosi un peto!). E in quanto a cattiveria, amoralità e, perchè no, pure una certa violenza, I Griffin si dimostrano molto più creativi de I Simpson perchè non si pongono alcun freno di logica e ragionevolezza ma ridono di tutto e tutti senza distinzione fra uomini e donne, premi nobel e presentatori tv, vivi e morti (e proprio per questo in Italia sono pesantemente censurati!), con un ritmo ancora più serrato. E anche qui la caratterizzazione dei personaggi è fondamentale: basti pensare all'esilarante Stewie, sicuramente il più riuscito di tutti: un infante dalla personalità quasi schizofrenica! Ma anche Brian non scherza: un cane parlante saggio ma con il debole dell'alcool!
E' inutile, a mio avviso, parlare di una rivalità o di plagio fra questi due cartoon; sono piuttosto speculari l'uno all'altro e in un certo senso si completano a vicenda. Groening ha promesso che Homer & Co. chiuderanno i battenti alla stagione n. 20 (in America è attualmente in onda la 18ma); i Griffin, dopo un periodo di crisi, dovrebbero mantenere la loro costante espansione. Che si preparino a raccogliere definitivamente gli orfani di Springfield?
Il mio omaggio al folle Stewie Griffin

1.11.06

I Film del Mese: Novembre 2006

Eventuali mancanze ed errori saranno corretti al più presto.

  • Viaggio segreto di Roberto Andò (3);
  • A casa nostra di Francesca Comencini (3);
  • L'ultima porta di Graham Theakston (3);
  • Il giorno + bello di Massimo Cappelli (3);
  • Uomini & Donne di Bart Freundlich (3);
  • Ricky Bobby di Adam McKay (3);
  • Il vento che accarezza l'erba di Ken Loach (10);
  • Flags of our Fathers di Clint Eastwood (10);
  • L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino (10);
  • Grizzly man di Werner Herzog (10);
  • Mille miglia... lontano di Zhang Yimou (10);
  • The Grudge 2 di Takashi Shimizu (10);
  • Chestnut - Un eroe a quattro zampe di Robert Vince (10);
  • Tu, io e Dupree di Joe Russo, Anthony Russo (10);
  • Azur e Asmar di Michel Ocelot (10);
  • Requiem di Hans-Christian Schmid (17);
  • Marie Antoinette di Sofia Coppola (17);
  • I figli degli uomini di Alfonso Cuaron (17);
  • Quale amore di Maurizio Sciarra (17);
  • La mia Super Ex-Ragazza di Ivan Reitman (17);
  • Super Nacho di Jared Hess (17);
  • The Fountain di Darren Aronofsky (24);
  • The Santa Clause 3 di Michael Lembeck (24);
  • Una scomoda verità di Davis Guggenheim (24);
  • Anplagghed al cinema di Aldo, Giovanni e Giacomo (24).

A voi la scelta!

31.10.06

Ocean's Twelve

Ocean's twelve di Steven Soderbergh
(2004) USA


Una sera di qualche anno fa, Soderbergh e l'intero cast di Ocean's Eleven erano a cena nella capitale italiana, durante il tour promozionale del film. "Voglio girare un sequel" propose Soderbergh e tutti mugugnarono un 'no' sommesso. "E voglio girarlo qui, a Roma!" e allora tutti si mostrarono entusiasti all'idea. Nasce così Ocean's twelve, secondo capitolo delle gesta del gruppo di ladri più simpatico del momento. Forte del successo del primo film, remake di una pellicola del 1960, questo secondo episodio si sgancia dall'idea originale del precedente e orchestra un plot decisamente più complesso. Se nel primo c'era la sorpresa di questo enorme gruppo di brillanti attori messi insieme, nel secondo la sfida è farli funzionare anche separati. E quindi li vediamo muoversi tra Amsterdam, Francia e infine Italia per poi finire separati e fare ognuno il proprio gioco per lo scopo finale. E come al solito, Steven Soderbergh sa fare il suo mestiere e quando non sperimenta si affida alla sua cultura cinematografica che di certo non è lieve; e di certo ci vuole classe anche per dirigere un film di puro intrattenimento. George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Julia Roberts (esilarante nella scena in cui il suo personaggio si finge sosia di... Julia Roberts!), la new-entry Catherine Zeta-Jones e tutti gli altri, sono impeccabili (anche se talvolta gigioneggiano troppo) e il regista riesce a gestire l'intero cast senza mettere in ombra nessuno. Una bella scommessa vinta come per il primo film. Dispiace solo che Andy Garcia veda ridimensionato il suo personaggio ma sono esigenze della storia (però in quel poco che fa è convincente). Colpi di scena a raffica e mai banali.
Il primo film lasciava sperare in un sequel. Il secondo ne fa desiderare un terzo (già in arrivo, sarà l'ultimo capitolo). Non è cosa da poco.

King&Darabont: work in progress

Il fantasioso Stephen King è stato da sempre una miniera inesauribile per il cinema. Due delle sue migliori traposizioni (perchè molte altre sono delle baggianate!) sono state realizzate da Frank Darabont (Le ali della libertà e Il miglio verde). Il regista, non contento, si appresterebbe a portare sullo schermo un terzo film ispirato da King: questa volta si tratta di un racconto tratto dalla raccolta Scheletri dal titolo The Mist, storia di una cittadina che, da un momento all'altro, viene avvolta da una fitta coltre di nebbia. Sarà successo anche stavolta?

30.10.06

Tornatore trionfa a tutto tondo

Sembra che il successo dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore, La sconosciuta, sia inarrestabile. Spesso, nelle sale, le proiezioni si concludono fra gli applausi, avvenimento abbastanza insolito nella programmazione di "routine". Non solo, ma sabato il regista si è sentito in dovere di ringraziare il pubblico dalle pagine del quotidiano La Repubblica per i numerosi complimenti e messaggi di affetto che sta ricevendo. Un vero e proprio successo popolare. A sancire queste soddisfazioni non solo per il regista ma per il cinema italiano, giunge la notizia che La sconosciuta, già premiato al Festival del cinema di Roma come miglior film nella sezione Premiere, è stato acquisato da ben 21 paesi in tutto il mondo.