10.11.06

Il Codice Da Vinci

The Da Vinci Code di Ron Howard
(2006) USA


Questo film ha qualcosa che non va. E’ evidente perché lo slancio delle premesse non si realizza. Il libro offriva due sviluppi interessanti: quello avventuroso e quello storico religioso. Il primo non si realizza mai in quanto il film risulta troppo didascalico, troppo ‘telefonato’ e il secondo non viene adeguatamente gestito. Il risultato finale è una pellicola che stimola lo spettatore senza mai entusiasmarlo. Perfino gli attori protagonisti (Tom Hanks e Audrey Tautou) sembrano non fare molto oltre che subire il turbine degli avvenimenti, mentre i co-protagonisti giganteggiano: Ian McKellen, Paul Bettany, Jean Reno, Alfred Molina, tutti offrono magnifiche interpretazioni e i loro personaggi finiscono con l’essere molto più notevoli e affascinanti dei caratteri principali. E’ vero che la quantità di materiale da trattare era imponente e a tal proposito alcune trovate stilistiche sono decisamente funzionali (ottimi i flashback, per esempio), ma alla fine nulla risulta essere memorabile. E credo che la colpa maggiore sia da imputare a Ron Howard, che non si sforza più di tanto a parte un paio di scene, tipo l’avvincente scena finale a Parigi. Insomma, non riesco a togliermi dalla testa l’idea che in mano a qualcun altro, Il Codice Da Vinci avrebbe potuto essere molto di più. Occasione sprecata.

9.11.06

Frames: Quarto Potere

"Rosebud..."

8.11.06

Anche Scorsese diventa italiano!

Dopo Robert De Niro durante il recente Festival del Cinema di Roma, anche Martin Scorsese riceverà il passaporto italiano. Ad annunciarlo il Ministro Giovanna Melandri che ha dato la notizia allo stesso regista durante un incontro a New York. Scorsese (che a differenza di De Niro possiede ancora cittadinanza italiana) si è detto felice che tutti i canali per realizzare la cosa siano stati attivati, anche se sembra che non sia stato affatto facile ricostruire la sua genealogia. Il console generale italiano a New York ha annunciato che Scorsese ormai può sentirsi cittadino italiano a tutti gli effetti.

7.11.06

Frames: Non ti muovere

"Io non so dove vanno le persone quando muoiono. Ma so dove restano."

6.11.06

Campione di incassi e di malori!

Sembra di rivivere i tempi de L'esorcista, quando fuori le sale dei cinema dove veniva proiettato il capolavoro di Friedkin c'erano ambulanze per soccorrere gli spettatori deboli di cuore o di stomaco. Qualcosa del genere sta succedendo ai tempi nostri, precisamente in America. Il film in questione è (nientepopodimenoche) Saw III. A quanto sembra, alcuni spettatori si sono sentiti male o sono svenuti durante le proiezioni, ragion per cui le autorità hanno lanciato un'allarme rivolto agli individui "psicologicamente fragili, consigliandogli di non avvicinarsi a questo film!
A me il primo Saw fece sorridere. Per cui ho snobbato il secondo. Se qualcuno di voi vede il terzo, mi faccia sapere se è davvero così terrificante!

5.11.06

Chi mettiamo sul carro dei vincitori?

E' innegabile che l'inizio della stagione cinematografica di quest'anno sia stato piuttosto lungo e ricco. Moltissimi film autorali si sono susseguiti accompagnati da una buona dose di commedie brillanti e blockbuster calcolati. La sensazione è che le premesse ci siano tutte per continuare in modo proficuo, anche sotto l'aspetto della qualità. Il portale Cinema del silenzio, a commento di questa analisi, ha proposto un sondaggio ai suoi lettori per definire quale sia stato il motivo di una distribuzione così notevole e per tutti i gusti. I primi due posti sono occupati rispettivamente da un "ci siamo accorti che la tv fa schifo" e "il cinema non è mai stato in crisi", due risultati piuttosto bizzarri che personalmente non mi convincono. Perchè non credo che certa tv, per quanto trash, distolga dal cinema (anche perchè probabilmente stiamo parlando di due target differenti) e perchè è ingenuo minimizzare la crisi del cinema. Al terzo posto compare un "merito della Festa di Roma" e questa è una ragione già più sostanziosa. Perchè Venezia non sortisce lo stesso effetto, allora? Forse perchè Roma, definendosi 'festa popolare', ha avvicinato al cinema molta più gente di quanto sia riuscito a fare il Festival del Lido. Con questo non sostengo la differenza pretestuosa fra "festival" e "festa popolare" (che ho già criticato in un precedente post), ma ritengo che l'approccio organizzativo e produttivo di Roma è stato sicuramente più efficace. Al quarto posto spunta "merito dei distributori più attenti" e anche qui ci può stare: sono loro, in fondo, a tirar le fila di questo business e probabilmente una strategia più attenta (e coesa?) di distribuzione piuttosto che infervorare lo scontro con la concorrenza ha favorito un mercato più vario e genuino. Al quinto posto del sondaggio c'è "merito del cambio di Governo" ma questa è una risposta superficiale che non mi sento di commentare, semplicemente perchè il Governo non ha fatto granchè fino ad ora, con la scusante (sufficiente?) che è in carica solo da cinque mesi.
Ricapitolando: un lungo inizio stagione di grande cinema che fa ben sperare. A chi vogliamo darlo questo merito? Ad uno dei cinque motivi sopra citati o c'è qualcosa che ancora ci sfugge?

4.11.06

Spunta un inedito di Kubrick

Dagli archivi di Stanley Kubrick è spuntata una sceneggiatura non completa fino ad ora mai conosciuta. Si tratta di un film scritto con Jim Thompson (che già aveva collaborato con Kubrick per la sceneggiatura di Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria), dal titolo Lunatic at large; una storia noir scritta dai due e ambientata nel 1956 a New York, durante il carnevale. Il grande regista aveva detto allo scrittore di averla smarrita, adesso è rispuntata ed è stata affidata allo sceneggiatore Stephen Clarke che ne ha tratto un lavoro completo dal quale il regista Chris Palmer (al suo debutto cinematografico!) ricaverà un film. Non verrà aggiornato, resterà quindi ambientato nel '56.
Era davvero necessario scomodare il nome di Kubrick per questa operazione?

3.11.06

Io ve lo riporto ma voi non ditelo in giro...

Sta accadendo qualcosa di strano in America; l'eco è arrivata fino a noi ed anche se le fonti non sono ufficiali, la notizia, in quanto bizzarra, merita di essere riportata. Sembra che vogliano produrre il prequel di quel gran bel film che fu Seven di David Fincher. Ma l'idea di fondo è questa: che si tratta del prequel di Seven deve rimanere un segreto perchè sarà il colpo di scena finale del film! Cioè: che è un prequel di Seven verrebbe svelato solo negli ultimi minuti della pellicola. Ora, il fatto curioso (oltre alla strategia della produzione, ovviamente) è che di questo film, che dovrebbe chiamarsi Virtue e che non vede alcun coinvolgimento di Fincher (il che fa sperare male) non si sa nulla: non c'è un cast, non c'è un regista, forse non c'è una sceneggiatura. Si sa solo l'unica cosa che non si dovrebbe sapere: che è un prequel! Perciò, se questo film si dovesse mai fare, vi pregherei di fingere stupore al termine della visione. Giusto per non deludere il duro lavoro di quei geniacci dei produttori!

Uno sguardo altrove: I Simpson vs. I Griffin

Era il 1989 quando I Simpson fecero la loro prima apparizione in tv. Da quel momento, il cartoon satirico più irriverente della storia stravolgerà un pò le regole del politicamente corretto e della comicità.
Fu Matt Groening (ma c'è anche un altro nome importante nella ideazione del programma: James L. Brooks!) ha inventarsi questa strampalata famiglia di 5 membri (Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie) più l'intera città di Springfield costellata di personaggi bizzarri e imprevedibili (a partire dal corrottissimo sindaco Quimby all'incompetente commissario Winchester della polizia locale). La concentrazione di elementi innovativi fu il vero segreto dell'incredibile successo che ottenne il serial. Uno su tutti, la sorpresa di un cartoon non destinato propriamente ai ragazzini ma ad un pubblico più adulto e smaliziato, senza farsi mancare pungenti battute satiriche al modello americano (ma ce n'è anche per il resto del mondo!), trasformando i protagonisti, soprattutto Homer, da biechi individui nichilisti e mediocri ad eroi moderni della società in quanto nel loro piccolo vanno contro proprio a quei falsi ed ipocriti moralismi che non portano da nessuna parte se non all'annullamento dell'individuo in quanto tale nella società. Da sottolineare anche la forte caratterizzazione di ciascun personaggio, ognuno mutato in vera e propria icona del nostro tempo grazie al modo schietto e sincero di affrontare le mille peripezie della vita. Quando il successo dei Simpson fu mondiale, il cartoon diventò una calamita per special guest stars che facevano la fila per prestare la propria voce ai loro corrispettivi simpsoniani: negli anni abbiamo visto così apparire accanto alla gialla famiglia attori, cantanti, personalità dello spettacolo e quant'altro, tutti pronti a doppiare se stessi in versione springfieldiana! Così che l'approvazione e la consacrazione de I Simpson fu totale. Il cartoon va ancora oggi in onda in tutto il mondo riscuotendo un successo incredibile e difficile da battere ed è imminente (2007) l'arrivo della versione cinematografica che promette faville poichè a lungo meditata.
Quando nel 1999 fu il turno de I Griffin, fu a tutti chiaro che la famiglia creata da Seth MacFarlane aveva un grosso debito nei confronti de I Simpson. Ma se in un primo momento la sensazione fu quella di una brutta copia, ben presto I Griffin si imposero come valida alternativa nel panorama dei cartoon irriverenti e cattivi (nel mezzo fra questi due c'è anche South Park ma questa è un'altra storia) che grazie a Groening spopolarono. Questo perchè piuttosto che limitarsi ad imitare la satira scomposta dei compari gialli, I Griffin acquistano uno stile tutto loro fatto di comicità demenziale e talvolta così irragionevole da spiazzare; e se ne I Simpson c'è sempre una trama dal contesto sociale, ne I Griffin tutto diventa pretesto per imbastire esilaranti siparietti di comicità basati spesso su flashback che coinvolgono personalità del passato e del presente senza alcuna remora o correttezza nei confronti di nessuno (Dio compreso, che in un celebre episodio veniva mostrato nell'atto di creare l'universo... accedendosi un peto!). E in quanto a cattiveria, amoralità e, perchè no, pure una certa violenza, I Griffin si dimostrano molto più creativi de I Simpson perchè non si pongono alcun freno di logica e ragionevolezza ma ridono di tutto e tutti senza distinzione fra uomini e donne, premi nobel e presentatori tv, vivi e morti (e proprio per questo in Italia sono pesantemente censurati!), con un ritmo ancora più serrato. E anche qui la caratterizzazione dei personaggi è fondamentale: basti pensare all'esilarante Stewie, sicuramente il più riuscito di tutti: un infante dalla personalità quasi schizofrenica! Ma anche Brian non scherza: un cane parlante saggio ma con il debole dell'alcool!
E' inutile, a mio avviso, parlare di una rivalità o di plagio fra questi due cartoon; sono piuttosto speculari l'uno all'altro e in un certo senso si completano a vicenda. Groening ha promesso che Homer & Co. chiuderanno i battenti alla stagione n. 20 (in America è attualmente in onda la 18ma); i Griffin, dopo un periodo di crisi, dovrebbero mantenere la loro costante espansione. Che si preparino a raccogliere definitivamente gli orfani di Springfield?
Il mio omaggio al folle Stewie Griffin

1.11.06

I Film del Mese: Novembre 2006

Eventuali mancanze ed errori saranno corretti al più presto.

  • Viaggio segreto di Roberto Andò (3);
  • A casa nostra di Francesca Comencini (3);
  • L'ultima porta di Graham Theakston (3);
  • Il giorno + bello di Massimo Cappelli (3);
  • Uomini & Donne di Bart Freundlich (3);
  • Ricky Bobby di Adam McKay (3);
  • Il vento che accarezza l'erba di Ken Loach (10);
  • Flags of our Fathers di Clint Eastwood (10);
  • L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino (10);
  • Grizzly man di Werner Herzog (10);
  • Mille miglia... lontano di Zhang Yimou (10);
  • The Grudge 2 di Takashi Shimizu (10);
  • Chestnut - Un eroe a quattro zampe di Robert Vince (10);
  • Tu, io e Dupree di Joe Russo, Anthony Russo (10);
  • Azur e Asmar di Michel Ocelot (10);
  • Requiem di Hans-Christian Schmid (17);
  • Marie Antoinette di Sofia Coppola (17);
  • I figli degli uomini di Alfonso Cuaron (17);
  • Quale amore di Maurizio Sciarra (17);
  • La mia Super Ex-Ragazza di Ivan Reitman (17);
  • Super Nacho di Jared Hess (17);
  • The Fountain di Darren Aronofsky (24);
  • The Santa Clause 3 di Michael Lembeck (24);
  • Una scomoda verità di Davis Guggenheim (24);
  • Anplagghed al cinema di Aldo, Giovanni e Giacomo (24).

A voi la scelta!

31.10.06

Ocean's Twelve

Ocean's twelve di Steven Soderbergh
(2004) USA


Una sera di qualche anno fa, Soderbergh e l'intero cast di Ocean's Eleven erano a cena nella capitale italiana, durante il tour promozionale del film. "Voglio girare un sequel" propose Soderbergh e tutti mugugnarono un 'no' sommesso. "E voglio girarlo qui, a Roma!" e allora tutti si mostrarono entusiasti all'idea. Nasce così Ocean's twelve, secondo capitolo delle gesta del gruppo di ladri più simpatico del momento. Forte del successo del primo film, remake di una pellicola del 1960, questo secondo episodio si sgancia dall'idea originale del precedente e orchestra un plot decisamente più complesso. Se nel primo c'era la sorpresa di questo enorme gruppo di brillanti attori messi insieme, nel secondo la sfida è farli funzionare anche separati. E quindi li vediamo muoversi tra Amsterdam, Francia e infine Italia per poi finire separati e fare ognuno il proprio gioco per lo scopo finale. E come al solito, Steven Soderbergh sa fare il suo mestiere e quando non sperimenta si affida alla sua cultura cinematografica che di certo non è lieve; e di certo ci vuole classe anche per dirigere un film di puro intrattenimento. George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Julia Roberts (esilarante nella scena in cui il suo personaggio si finge sosia di... Julia Roberts!), la new-entry Catherine Zeta-Jones e tutti gli altri, sono impeccabili (anche se talvolta gigioneggiano troppo) e il regista riesce a gestire l'intero cast senza mettere in ombra nessuno. Una bella scommessa vinta come per il primo film. Dispiace solo che Andy Garcia veda ridimensionato il suo personaggio ma sono esigenze della storia (però in quel poco che fa è convincente). Colpi di scena a raffica e mai banali.
Il primo film lasciava sperare in un sequel. Il secondo ne fa desiderare un terzo (già in arrivo, sarà l'ultimo capitolo). Non è cosa da poco.

King&Darabont: work in progress

Il fantasioso Stephen King è stato da sempre una miniera inesauribile per il cinema. Due delle sue migliori traposizioni (perchè molte altre sono delle baggianate!) sono state realizzate da Frank Darabont (Le ali della libertà e Il miglio verde). Il regista, non contento, si appresterebbe a portare sullo schermo un terzo film ispirato da King: questa volta si tratta di un racconto tratto dalla raccolta Scheletri dal titolo The Mist, storia di una cittadina che, da un momento all'altro, viene avvolta da una fitta coltre di nebbia. Sarà successo anche stavolta?

30.10.06

Tornatore trionfa a tutto tondo

Sembra che il successo dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore, La sconosciuta, sia inarrestabile. Spesso, nelle sale, le proiezioni si concludono fra gli applausi, avvenimento abbastanza insolito nella programmazione di "routine". Non solo, ma sabato il regista si è sentito in dovere di ringraziare il pubblico dalle pagine del quotidiano La Repubblica per i numerosi complimenti e messaggi di affetto che sta ricevendo. Un vero e proprio successo popolare. A sancire queste soddisfazioni non solo per il regista ma per il cinema italiano, giunge la notizia che La sconosciuta, già premiato al Festival del cinema di Roma come miglior film nella sezione Premiere, è stato acquisato da ben 21 paesi in tutto il mondo.

29.10.06

Frames: L'avvocato del diavolo


"Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. A Dio piace guardare.

E’ un guardone giocherellone. Riflettici un po’: lui dà all’uomo gli istinti. Ti concede questo straordinario dono e poi cosa fa? E te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento! Per farsi il suo bravo cosmico spot pubblicitario del film! Fissa le regole in contraddizione! Una stronzata universale! Guarda ma non toccare. Tocca ma non gustare. Gusta ma non inghiottire. E mentre tu saltelli da un piede all’altro, lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate.

Perché è un moralista, è un gran sadico, è un padrone assenteista, ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo? No, mai!"

Io uccido: cercasi regista

E' da tempo annunciata la trasposizione cinematografia del best-seller di Giorgio Faletti, Io uccido. Saldo alla produzione c'è Aurelio De Laurentiis che dopo aver proposto la regia a David Cronenberg e Bruce Beresford (trattative arenate), adesso ha concentrato le sue attenzioni su Jon Avnet. Le negoziazioni sono in corso. Il cast è ancora tutto da definire ma in precedenza Faletti aveva espresso il desiderio di vedere George Clooney nelle vesti del protagonista, poichè ritenuto "perfetto per quel ruolo".

28.10.06

Premiata ditta Guzzanti

Sabina Guzzanti torna dietro la macchina da presa. Dopo il flop di Bimba e il grande successo di critica e pubblico per Viva Zapatero!, l'attrice satirica dirige e interpreta il suo terzo film dal titolo provvisorio Lochefrancesca. Le riprese del film sono iniziate ai primi di ottobre in Sardegna e dovrebbero concludersi verso la fine del mese. Accanto a lei, molti reduci dello storico programma Avanzi di Rai3. Ricordiamo anche che in questi giorni è nelle sale Fascisti su Marte, esordio alla regia cinematografica del fratello maggiore di Sabina, Corrado Guzzanti.

25.10.06

George Clooney e Coen Bros. ancora insieme

George Clooney torna a lavorare per la terza volta con i fratelli Joel Coen e Ethan Coen. Dopo Fratello, dove sei? e Prima ti sposo, poi ti rovino, il divo sarà protagonista di Burn After Reading, liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Admiral Stansfield Turner, direttore della CIA dal 1977 al 1981. Clooney non interpreterà il ruolo di un agente segreto, ma quello di un killer. Le riprese inizieranno in agosto, non appena Clooney avrà terminato di girare il suo terzo film come regista, Leatherheads.
(da Cinematografo.it)

24.10.06

Sarà questo il nuovo film di Mel?

Mel Gibson torna sul luogo del 'delitto'...Pare infatti che l'attore e regista americano sia stato avvistato in Lucania (proprio dove girò La Passione di Cristo), nei luoghi in cui ogni anno si tiene lo spettacolo "La storia bandita", una sorta di omaggio in forma di ricordo alla storia affascinante e triste del brigantaggio. Insomma, le intenzioni di Gibson sono chiare: il suo prossimo film potrebbe proprio essere dedicato alle imprese dei briganti che si opposero all'arrivo dei piemontesi.
(da 35mm.it)

22.10.06

Festa del Cinema di Roma: Gran Finale

  • Miglior film: Playing the victim di K.Serebrennikov
  • Miglior interpretazione femminile: Ariane Ascaride per Le voyage en Armenie
  • Miglior interpretazione maschile: Giorgio Colangeli per L'aria salata
  • Premio speciale della giuria: This is England di Shane Meadows
  • Premio Cult Miglior documentario: Deep Water di L. Osmond, J. Rothwell
  • Premio L.A.R.A. Miglior interpretazione: Ninetto Davoli per Uno su due
  • Miglior film sezione Premiere: La sconosciuta di Giuseppe Tornatore
Bilancio finale decisamente positivo per la Festa del Cinema di Roma. Anche se poco menzionato all'estero, in Italia ha avuto il suo spazio nei media e la parata di stelle non è mancata, con il gran finale di Robert De Niro a cui è stato anche assegnato il passaporto italiano ("Per me si chiude un cerchio" ha detto l'attore, "è un ricongiungersi con le mie origini italiane"). La scelta dei premi assomiglia alla maggioranza dei Festival, ovvero una predilizione per i film passati più in sordina e visti perfino da pochi critici. Per un analisi più approfondita, rimanderò ad un futuro post.

18.10.06

Qualcuno fermi la Morgoglione!!

Claudia Morgoglione, inviata de La Repubblica alla Festa del Cinema di Roma, dalle pagine del portale del noto quotidiano analizza e recensisce i vari film presentati. Svelandone sempre il finale!!
Fermatela!

David Lynch ribatte ai critici di INLAND EMPIRE

David Lynch si è un pò stufato delle critiche mosse contro il suo ultimo film, INLAND EMPIRE, presentato in anteprima mondiale all'ultimo Festival di Venezia. Il regista non pretende la non criticabilità del suo film ma preferirebbe si tralasciasse il dettaglio della durata. Sembra, infatti, che molti critici americani abbiano attaccato l'autore non tanto sulla qualità del film ma sulla durata, definita da più parti "eccessiva" ed "interminabile". Lynch ci ha tenuto a precisare che "porsi delle restrizioni, degli autocontrolli sulla durata di un proprio film sarebbe una cosa arbitraria e senza senso. Se il film dura tre ore, quella è la lunghezza giusta."
Visto che siamo in tema INLAND EMPIRE, mi sembra giusto riportare anche una notizia (un pò fumosa, a dire il vero) di qualche giorno fa: David Lynch avrebbe stretto un accordo con la francese Canal Plus per la distribuzione americana del suo nuovo film, una distribuzione definita "innovativa" e che non riguarderà solo le sale cinematografiche ma anche l'home video ed internet. Ma altro non ci è dato sapere, quindi non conoscendo i dettagli non sappiamo perchè questa distribuzione dovrebbe definirsi "innovativa". Basterà aspettare per saperlo.

Frames: Lost in Translation

"......................"

17.10.06

Scorsese vs. Hollywood

Durante la conferenza stampa di presentazione per The Departed, il regista Martin Scorsese ha annunciato il suo prossimo progetto come un film low-budget lontano da Hollywood. Avevo già scritto di Woody Allen ed è di qualche giorno fa la notizia che George Lucas abbandonerà prima o poi la produzione cinematografica per dedicarsi a quella televisiva, adesso alla fila di quei registi che si allontano da Hollywood per difendere la propria indipendenza ed autonomia nella creazione delle opere si aggiunge anche Martin Scorsese. Quest'ultimo, però, ha usate parole più soft rispetto ai suoi colleghi; ha ringraziato la Warner Bros. per la libertà concessa e poi ha aggiunto: "Sono stato fortunato ma non so quanto possa durare, visto che le pellicole che piacciono alla major sono sempre più diverse da quelle che interessano me. Infatti il mio prossimo progetto, Silence, sarà low-budget. Ma ci sono alcuni film, come The Aviator e The Departed, che hanno bisogno di grandi investimenti: e allora, quando ne avrò un altro simile, ricadrò nella malattia hollywoodiana, come un tossicodipendente, e andrò da loro in ginocchio!".
Accanto a lui, Leonardo Di Caprio annuisce e quando gli chiedono se ha intenzione di passare dietro alla macchina da presa, risponde così: "Chissà, forse un giorno ma meglio far passare parecchi anni. Non potrei assolutamente fare ciò che fa Martin. L'attore è un mestiere in fondo solitario, invece chi dirige deve rispondere a cinquanta uffici diversi contemporaneamente, sette giorni su sette, 24 ore su 24."

16.10.06

Frames: Psycho

"A volte siamo tutti un pò pazzi."

15.10.06

Dario Argento:la trilogia si chiude

A maggio ne avevo dato precipitosa notizia, adesso è una certezza: Dario Argento è tornato al lavoro. E per tornato a lavoro, intendo che forse questa è la volta buona che il buon vecchio Dario può tornare a stupirci. Il terzo ed ultimo capitolo della trilogia Le 3 Madri (i primi due erano Suspiria ed Inferno) dal titolo Mother of tears - La terza madre è in lavorazione con un cast di tutto rilievo: Valeria Golino, Asia Argento, Udo Kier, Daria Nicolodi. Ed ancora in trattativa ci sono Max Von Sydow ed Ennio Fantastichini. Le riprese si effettueranno tra Roma e Torino a partire da fine mese. Arrivo in sala previsto per il 2007.

14.10.06

Fragile

Fragile di Jaume Balaguerò
(2005) SPA


E va bene che quando si realizza un film di genere ci sono delle regole ben precise da seguire (ma non è una legge!). Eppure, una concentrazione di cliché finisce con lo stancare, con il rischio di scadere nel ridicolo. E’ questo il difetto che giganteggia su Fragile, ultimo film di Jaume Balagueró, regista spagnolo che si è fatto notare negli ultimi anni. Infatti, è proprio la regia l’elemento chiave che ci fa seguire la storia (ma non sussultare più di tanto), più alcune trovate davvero inquietanti come quella delle ossa che si spezzano o l’utilizzo di bambini come probabili vittime. Il regista, però, non ce la fa a coprire tutte le pecche: i dialoghi sono di una banalità sconfortante, lo svolgimento della storia talmente lineare da non celare sorprese (fatta eccezione per il buon colpo di scena finale che ribalta l’intera prospettiva del film). La fotografia, comunque, è notevole e restituisce un sano senso di angoscia allo spettatore ed è evidente che c'è stata grande attenzione nell'utilizzo del suono come forte elemento caratterizzante della storia (come sempre nei film di Balaguerò). Ma è tutto qui e mi aspettavo molto di più, perchè di questo regista mi ha piacevolmente colpito Darkness e perché è un peccato sprecare un’attrice davvero brava come Calista Flockhart.

Sarebbe interessante sapere se agli spagnoli è piaciuto; il regista è molto acclamato in patria e quando è uscito Fragile (dopo l’ottima prova di Darkness) mi trovavo a Barcellona: la città era letteralmente ricoperta da cartelloni pubblicitari del suo nuovo film!

13.10.06

Al via la Festa di Roma. Parliamone!

Paolo Mereghetti, dalle pagine del Ciak di ottobre, sottolinea un interessante aspetto riguardo la colossale guerra che la Festa del Cinema di Roma si appresterebbe a combattere con il Festival di Venezia. Il punto su cui si sofferma il critico è la presunta distinzione che sta alla base dei due eventi: il Festival di Venezia è un evento intellettuale, la Festa di Roma è un festival popolare. Ma come fa notare Mereghetti, l'Italia ci ha impiegato un bel pò per abbattere la spocchiosa distinzione fra cinema d'autore e cinema popolare: è davvero il caso di rispolverare una questione che fra l'altro non sta neanche in piedi? Cos'è, in fondo, che rende un film intellettuale? Una commedia ha davvero minor valore sociale rispetto ad un dramma? E per usare ancora un esempio di Mereghetti, se un blockbuster viene proiettato ad un festival intellettuale, cessa di essere un prodotto commerciale per innalzarsi a stimolo culturale (stesso ragionamento per un brutto film d'autore)?
Dunque, vorrei partire dall'arguta considerazione di Mereghetti per far notare che la contrapposizione tra "festival" e "festa", oltre a non significare proprio nulla, non giova a nessuno. Significherebbe abbattere un concetto di cultura condivisa solo per trovare un semplice pretesto utile a non ammettere come stanno le cose; ovvero, che la Festa di Roma ha ingenuamente (o volontariamente?) sbagliato il periodo in cui realizzarsi, cioè a ridosso del Festival di Venezia.
Come uscirne? E' presto per parlarne. Bisogna vedere come andrà veramente la Festa di Roma, specie tenendo conto che l'utimo Festival di Venezia è stato uno dei più brillanti visti al Lido da un pò di tempo a questa parte. Venezia ci tiene alla sua identità prestigiosa, eppure rischia di rovinarsi da sola proclamandosi festival elitario e snob. Lo stesso si dica di Roma, che pronunciandosi 'popolare' fa un torto a se stessa e al cinema.
Come andrà davvero lo scopriremo la settimana prossima, quando finita la Festa di Roma ne capiremo davvero l'identità. Intanto, possiamo discuterne e fare qualche pronostico tra di noi.

12.10.06

Gibson cerca il perdono di Hollywood

A due mesi dall'increscioso epidosio che lo ha visto protagonista, due mesi durante i quali ha dovuto subire attacchi da tutte le parti, Mel Gibson ha finalmente trovato il coraggio di parlare. E approfittando di un'ospitata in un talk-show per la promozione del suo nuovo film Apocalypto, Gibson ha così parlato di quella vicenda: "Le frasi che ho prununciato al momento dell'arresto erano delle idiozie esclamate da un ubriaco. Ora devo pensare a curarmi, scusandomi chiaramente con chi ho ferito".

A l'America piace "Baciami Piccina"

Il film Baciami piccina di Roberto Cimpanelli è stato presentato ieri all'interno del Columbus Cinema Gala in America ed a sorpresa è stato un autentico trionfo. Applausi a non finire, ovazioni, insomma un consenso davvero travolgente. "Il cinema italiano ha bisogno di essere mostrato il più possibile" commenta Vincenzo Salemme, protagonista del film; "vi assicuro che un'accoglienza di questo tipo non me la sarei mai aspettata".

11.10.06

The Dark Knight: niente Gyllenhaal

Jake Gyllenhaal ha definitivamente smentito le voci che lo vorrebbero in trattativa per The Dark Knight, il nuovo film di Christopher Nolan incentrato sulle avventure di Batman. L'attore, tramite la sua agente, ha chiarito che non c'è mai stata nessuna trattativa per partecipare al film (confermato, invece, Heath Ledger nel ruolo di Joker). Si può dire che la cosa non coglie di sorpresa: quando ad agosto ho scritto della conferenza stampa per l'avvio della produzione di questo film, di Gyllenhaal non si fece parola. In quell'occasione, però, cominciò a circolare un'altra gustosa voce, ovvero che Philip Seymour Hoffman avrebbe preso parte al film nel ruolo di Pinguino. A quando la smentita o la conferma di ciò?

Frames: Fuoco cammina con me

".aizobnomrag aim al attut oilgov oi, boB"

10.10.06

Aggiornata la rubrica I Film del Mese:Ottobre 2006.

E adesso torna anche Jason!

Dapprima abbiamo dato la notizia di Halloween, poi è stato il turno di Freddy Krueger. Sembra ormai una moda quella di andare a scavare le origini delle icone horror più amate del cinema. Ma se Rob Zombie ha parlato del suo Halloween come "qualcosa di originale, non un remake ma un nuovo inizio" e il film su Freddy Krueger andrà ad indagare la sua vita prima che diventasse il demone protagonista di Nightmare, il nuovo film annunciato sulla saga di Venerdì 13 nelle premesse sarebbe un 'semplice' remake del primo episodio, almeno a quanto ha detto il regista Jonathan Liebesman. Il creatore della serie Sean S. Cunningham sarà fra i produttori esecutivi.
Il 2007 si annuncia come una stagione da brividi.

9.10.06

L'instancabile Martin e i Rolling Stones

Martin Scorsese è davvero instancabile. Il suo The Departed è appena arrivato nelle sale americane sbancando i botteghini (27 mln di dollari il primo week-end) e il buon Martin si è già rimesso al lavoro. Pare che il suo prossimo progetto sia infatti un documentario sulla lunga storia di quella che è una delle band più famose di tutti i tempi: i Rolling Stones. Oltre ad essere il regista cinefilo per eccellenza di oggi, Scorsese è anche un grande appassionato di musica. Di recente ha omaggiato Bob Dylan con il documentario No Direction Home.

7.10.06

Malore per Romero

La lavorazione del nuovo film di George A. Romero, Diary of the Dead, ha subito uno stop a causa di un malore del regista. Gli auguriamo pronta guarigione.

6.10.06

Primo stop americano per Muccino

Il prossimo progetto di americano di Gabriele Muccino non si farà. La società americana produttrice e il regista nostrano hanno abbandonato la lavorazione del film. Il motivo sarebbe una divergenza d'opinioni: il regista e i due attori protagonisti (Jim Carrey e Cameron Diaz) avrebbero voluto un film cupo e piuttostro triste, i produttori invece avrebbero desiderato una classica commedia solare all'americana. Nonostante ciò, sembra che la carriera americana di Muccino non sia compromessa: il remake de L'ultimo bacio, The Last Kiss, sta andando abbastanza bene e a dicembre è atteso il suo primo film made in USA, The Pursuit of Happiness, con Will Smith.

2.10.06

Frames: Arancia Meccanica

"I'm siiiiingin' in the rain... just siiiiiingin' in the rain..."

The Italian Candidate: Nuovomondo

E' Nuovomondo di Crialese il film che l'Italia candiderà alla prossima notte degli Oscar. La saga sull'emigrazione italiana dell'inizio '900 e' stata presentata in anteprima alla Mostra di Venezia ed ha vinto il Leone d'argento rivelazione.

1.10.06

I Film del Mese: Ottobre 2006

  • Miami Vice di Michael Mann (6);
  • La commedia del potere di Claude Chabrol (6);
  • Scoop di Woody Allen (6);
  • Princesas di Fernando Leon de Aranoa (6);
  • Water di Deepa Mehta (6);
  • A est di Bucarest di Corneliu Porumboiu (6);
  • Rize di David LaChapelle (6);
  • Snakes on a plane di David R. Ellis (6);
  • Il diavolo veste Prada di David Frankel (13);
  • Born into brothels di Z. Briski, R. Kauffman (13);
  • Monster House di Gil Kenan (13);
  • World Trade Center di Oliver Stone (13);
  • N (Io e Napoleone) di Paolo Virzì (13);
  • Fur - Ritratto immaginario di Diane Arbus di Steven Shainberg (20);
  • Down in the valley di David Jacobson (20);
  • The Namesake di Mira Nair (20);
  • L'imbroglio di Lasse Hallstrom (20);
  • A Scanner Darkly di Richard Linklater (20);
  • Neil Young - Heart of Gold di Jonathan Demme (20);
  • Giardini in autunno di Otar Iosseliani (20);
  • La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (20);
  • Babel di Alejandro Gonzalez Inarritu (27);
  • Intramontabile effervescenza di Marcos Carnevale (20);
  • Nostri giorni felici:primi amori,primi vizi,primi baci di E. Toledano e O. Nakache (20);
  • The Departed di Martin Scorsese (27);
  • Il segreto di Esma di Jasmila Zbanic (27);
  • La Gang del bosco di Tim Johnson, Karey Kirkpatrick (27);
  • Uomini&Donne di Bart Freundlich (27).

Come al solito, a voi la scelta. Io ho desiderio di The Departed.

30.9.06

La genesi di Freddy Krueger

La voce era in giro da tempo, adesso sarebbe pure confermata: è in cantiere il prequel della fortunata saga di Nightmare on Elm Street (in Italia solo Nightmare). Dunque, vedremo la genesi del sadico Freddy Krueger, dapprima umano serial killer e poi demone coperto da ustioni accompagnato dal suo celebre guanto artigliato. Ci sono due promettenti notizie: Robert Englund sarà confermato per l'ottava volta nel ruolo del terrificante Freddy e il regista del prequel sarà John McNaughton, autore del cult Henry pioggia di sangue che in quanto a crudezza e violenza non scherzava. Il regista ha già dichiarato di voler tratteggiare un Freddy Krueger più cupo del solito e dalla personalità più complessa.
Resta da scoprire se Wes Craven avrà un ruolo in tutto questo.

29.9.06

Nuova rubrica: Frames!

Da oggi inauguro una nuova rubrica per il Mulholland Blog: Frames. Un'immagine tratta da un film, accompagnata da una frase tratta dallo stesso. Non si tratterà necessariamente di un capolavoro o di un film famosissimo. Sarà, ciascuna volta, una scelta personalissima di un film che ha colpito fortemente il mio immaginario, che ha aggiunto un mattone alla mia crescente passione per il cinema. La speranza è che per ciascun post di questa rubrica si possa aprire un piccolo dibattito sulla scelta da me compiuta, annotando nei vostri commenti l'effetto che il film preso in considerazione ha avuto su di voi, nel bene o nel male.
Enjoy!

Frames: I soliti sospetti

" La più grande beffa che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste. E come niente... sparisce! "

28.9.06

Quell'Anticristo di Lars!

Lars von Trier, durante la presentazione del suo ultimo film, la commedia The Boss of It All, ha annunciato il suo prossimo progetto. La buona notizia è che vedremo il regista danese cimentarsi con un genere per lui inedito, almeno cinematograficamente parlando; infatti, il buon Lars dirigerà un horror dall'emblematico titolo The Antichrist. Parlo di inedito cinematografico poichè si può dire che von Trier ha già bazzicato l'horror se si tiene conto dello splendido serial tv che ha ideato, scritto e diretto, ovvero The Kingdom (consiglio a tutti di recuperarne le 2 stagioni: è da brividi!). Se c'è una bella notizia, c'è una brutta notizia: annunciando il nuovo progetto, von Trier ha implicitamente ammesso di aver rimandato ancora una volta il terzo ed ultimo capitolo della trilogia America, ovvero Wasington, episodio conclusivo dopo Dogville e Manderlay.

26.9.06

La Festa del Cinema di Roma si allarga!

La Festa del Cinema di Roma sta riscuotendo molta attenzione ancora prima di iniziare. Infatti, gli accrediti richiesti sono stati tanti (più di 6.000 di cui 600 stranieri) a tal punto che si è reso necessario realizzare un Auditorium aggiuntivo di 2.000 posti in modo da non intasare le proiezioni dei film e gestire al meglio la grande partecipazione prevista. E' un risultato notevole tenendo conto che il programma del Festival è stato reso noto solo oggi. Tra le grandi anteprime, l'attesissimo The Departed di Martin Scorsese con un cast d'eccellenza e The Prestige di Christopher Nolan.
Ormai aspetto questa manifestazione al varco per comprendere meglio se tenterà di convivere con Venezia o cercherà di papparsela in un sol boccone.

24.9.06

"Mission 4? Impossible!"

Brad Pitt ha detto la sua in merito alle voci che lo volevano sostituto ufficiale di Tom Cruise per la saga di Mission:Impossible per la cifra record di 30 milioni di dollari. "Non ho alcun interesse a prendere il posto di Tom Cruise." Poche parole ma chiare. Del resto, Pitt negli ultimi tempi sembra aver intrapreso una carriera più autorale e ricercata, a cominciare da Babel.

21.9.06

Ingaggiare Brad Pitt:Mission Impossible?

Sicuramente ricorderete la recente vicenda di Tom Cruise scaricato dalla Paramount. Ebbene, la casa di produzione ha in cantiere il quarto episodio della saga di Mission:Impossible e venuto a mancare il protagonista, piuttosto che piangersi addosso hanno ben pensato di offrire il ruolo ad uno degli attori più quotati di Hollywood, ovvero Brad Pitt. L'indiscrezione non è confermata ma sembra che la Paramount gli abbia offerto 30 milioni di dollari per accettare il ruolo che fu del collega Cruise. Le trattative sarebbero in corso e l'elemento da sottolineare è uno solo: se l'attore accetta e se la somma sussurata è vera, Brad Pitt diventerà l'attore più pagato nel mondo!

20.9.06

Girane ancora, George!

George Clooney regista per la terza volta. Dopo le ottime prove di Confessioni di una mente pericolosa e Good night and good luck, l'attore premiato con l'Oscar nel 2005 si cimenta ancora una volta alla regia. La Universal Pictures avrebbe ingaggiato Clooney per dirigere ed interpretare LeatherHead, commedia romantica ambientata nel mondo del football durante gli anni '20, al fianco di Renée Zellweger. Anche se nelle premesse non sembrerebbe affatto un film "alla Clooney", i siti specializzati dicono che il bel George sia già al lavoro per la riscrittura delle sceneggiatura e che l'avvio della produzione sia previsto per la prossima primavera.

18.9.06

Le lingue di Babel

Nei film in programma durante la prossima stagione cinematografica italiana ci sarà una novità non da poco che riguarda il film Babel di Alejandro Gonzalez Inarritu. Il film, infatti, verrà distribuito dalla 01 (in 300 copie) con una notevole particolarità: per rispettare l'idea di base del film che si muove tra America, Messico, Giappone e Marocco, la pellicola sarà parzialmente sottotitolata. Filippo Roviglioni della 01 dice: "Inizialmente non capivamo ma poi, dopo aver visto il film a Cannes, abbiamo capito che Inarritu aveva ragione (evidentemente è stato il regista a richiedere i sottotitoli, N.d.R.). Per noi è una bella sfida ma andava fatta!"

17.9.06

Donne all'arrembaggio

Il prossimo anno potremmo assistere al debutto dietro la macchina da presa di due bellissime e bravissime attrici, una nostrana ed una americana. La prima è Stefania Sandrelli che in una recente intervista ha dichiarato di aver appena concluso di partecipare alla scrittura di una scennegiatura e di aver mandato tutto "a Raicinema sperando che le riprese possano cominciare la prossima primavera". La protagonista del film sarà la figlia Amanda. Ad Hollywood, invece, si sente pronta a fare il grande salto l'attrice premio Oscar Helen Hunt che dirigerà Then She Found Me, commedia venata di sfumature drammatiche in cui sarà anche protagonista al fianco di Bette Midler e Colin Firth.
In bocca al lupo ad entrambe!

15.9.06

Incontro Ravvicinato: sul set con Roberto Faenza

Nella foto, io con Roberto Faenza

Su un set cinematografico c’è un’aria magica, è innegabile. Si respira elettricità allo stato puro; vedi la frenesia trasformarsi in arte e come in un balletto di danza classica, decine di elementi che si muovono in perfetta armonia per lavorare ad incastro. Su un set cinematografico perfino gli imprevisti diventano utili e se un cane randagio si intrufola fra gli attori, tanto vale accudirlo fino al prossimo ciak e lasciarlo entrare in scena in modo che quest’ultima sia ancora più realistica. Su un set cinematografico è decisamente emozionante quando l’assistente alla regia imbraccia il megafono ed urla: “Motori!” E allora tutti corrono ai loro posti, si prega di fare silenzio a chi si accalca sulle transenne per vedere il divo di turno. Ecco che la magia cresce, l’elettricità aumenta. Il direttore della fotografia infila un occhio nella cinepresa, il regista si muove (nervosamente?) avanti ed indietro sul set per poi andarsi a piantare dietro la cinepresa e seguire il tutto dal piccolo monitor. Ed eccolo che arriva: “Azione!” Una carrozza parte per il suo breve tragitto, figuranti che indossano suggestivi costumi passeggiano nella piazza, gli attori recitano la loro parte una, cinque, dieci volte, campo e controcampo, finché la luce va via e il regista non può che dirsi soddisfatto. La giornata, anche oggi, è finita.
Sono stato sul set de I viceré, prossimo film di Roberto Faenza, fra i più attesi dell’imminente stagione. Il film, tratto dal romanzo di Federico De Roberto, è ambientato per lo più a Catania ed è proprio in questa città che si svolgono il più delle riprese fra alcuni dei luoghi più suggestivi del centro storico, fra cui Piazza Duomo (dove ho seguito il lavoro del set per un giorno) o il Monastero dei Benedettini di Piazza Dante (ovvero la mia facoltà). Roberto Faenza si dichiara entusiasta di questo progetto, sottolinea che il romanzo I viceré è altrettanto importante de Il Gattopardo ed è soddisfatto sia del cast (fra cui Alessandro Preziosi, Cristiana Capotondi, Lucia Bosé, Lando Buzzanca) sia dell’idea di lanciare dapprima l’opera nelle sale cinematografiche e subito dopo in una versione più lunga per la televisione, in pieno stile fiction. Un po’ quello che accadrà per il film Caravaggio di cui abbiamo già parlato in occasione dell’incontro con Vittorio Storaro. Per I viceré la costumista è la due volte premio Oscar (Barry Lyndon, Momenti di gloria) Milena Canonero, il direttore della fotografia è Maurizio Calvesi.Infine, ho chiesto a Faenza come si trova a lavorare a Catania. “Molto bene, il posto è bellissimo e la gente è solare, molto simpatica e generosa.”

A sera le luci si spengono, il set torna ad essere una bellissima piazza pedonale. Che peccato, la magia per oggi è già finita.

14.9.06

Che ne sarà di noi

Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi

(ITA) 2004

Quando vidi questo film all'epoca dell'uscita in sala non mi fece un grande effetto. La recente seconda visione mi ha aiutato a schiarirmi le idee. Cominciamo con il dire che l'opera puzza di 'preparato a tavolino' lontano un miglio: un film costruito ad arte per piacere ai 'ggiovani' con tutti gli ingredienti del caso; c'è, quindi, Silvio Muccino (anche sceneggiatore) con la zeppola, una storia di neo-diplomati e della avventuruosa vacanza estiva, c'è la Grecia, c'è la canzone dell'idolo pop del momento, c'è perfino il salto in mare dall'altissima roccia a simboleggiare il passaggio del protagonista dall'altra parte della linea d'ombra. C'è tutto, insomma, ma bollare questo film come semplice operazione commerciale sarebbe ingiusto. Soprattutto perchè dietro la macchina da presa c'è Giovanni Veronesi che negli ultimi anni si è proposto come uno dei registi più validi della commedia italiana e qui fa bene il suo mestiere dosando alla perfezione commedia e dramma e incastrando entrambi gli elementi senza sbavature. E poi i protagonisti sono bravi (non sono fra quelli a cui piace parlar male di Muccino!) per essere giovani e la storia, anche se sa di vecchio e di già visto, a tratti emoziona perchè infondo va a toccare corde che conosciamo un pò tutti. Non sarà certo il capolavoro del cinema italiano né l'opera migliore di Veronesi, ma questo fu il film da cui iniziò la lenta ripresa del cinema italiano fino ad approdare ai notevoli successi di questo anno.

Il film si lascia guardare. E' piacevole intrattenimento, non lascia molto alla fine, ma mi so accontentare.

13.9.06

Luc Besson, Ultimo Atto

Il famoso regista francese Luc Besson ha annunciato alla stampa che Arthur e i Minimei sarà il suo ultimo film. "Sono molto fiero dei dieci film che ho fatto -ha affermato Besson- li amo tutti, ma ora è finita". A quanto pare l'intenzione del regista di Leon sarebbe quella di creare una fondazione a favore dei giovani delle banlieu. Il suo ultimo film (una fiaba tratta dal suo romanzo omonimo) uscirà in Francia il prossimo Natale.

10.9.06

Venezia 63: I Vincitori

Nella foto, Emanuele Crialese (primo a destra) con il cast di Nuovomondo


  • Leone d'Oro per il miglior film: Still Life di Jia Zhangke (Cina);
  • Leone d'Argento per la migliore regia: Alain Resnais per Private Fears in Public Places (Francia-Italia);
  • Leone d'Argento rivelazione: Emanuele Crialese per Nuovomondo;
  • Premio Speciale della Giuria: Daratt di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad, Francia, Belgio, Austria);
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Ben Affleck per Hollywoodland di Allen Coulter;
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Helen Mirren per The Queen di Stephen Frears;
  • Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Isild Le Besco per L'intouchable di Benoit Jaquot;
  • Osella per il miglior contributo tecnico: Emmanuel Lubezki per la fotografia di Children Of Men di Alfonso Cuaron;
  • Osella per la migliore sceneggiatura: Peter Morgan per The Queen di Stephen Frears;
  • Leone d'Oro Speciale per l'insieme dell'opera: Jean-Marie Straub e Daniele Huillet;
  • Premio Orizzonti: Mabei shang de fating di Liu Jie (Cina);
  • Premio Orizzonti Doc: When the Leeves Broke - A Requiem In Four Acts di Spike Lee (Usa).

8.9.06

INLAND EMPIRE: Data di uscita

Raccogliamo nuovi commenti al film di Lynch INLAND EMPIRE. Uno dei più duri è sicuramente quello di Tullio Kezich che dalle pagine del Corriere della Sera non solo definisce l'ultimo film del regista "noiosissimo, insopportabile, incomprensibile" ma suggerisce pure che "hanno fatto male a dargli il Leone alla carriera, per lo meno in questa circostanza." Sempre sul Corriere, invece, l'articolo di Maurizio Porro ha termini molto più lusinghieri per il film e il suo regista che viene definito il Maestro (con la M maiuscola). Dalla redazione di Ciak, invece, parte una recensione entusiasta dell'opera scritta da Alberto Pezzotta, che arriva addirittura a dire che "in confronto ad INLAND EMPIRE, Mulholland Dr. era un film lineare!". Inoltre, Pezzotta è l'unico a fare un'analisi tecnica della coraggiosa scelta di Lynch di girare in digitale: "Lynch lo usa con uno scopo preciso: per deformare gli spazi, stare attaccato alla pelle e alle cose. E soprattutto per far entrare nelle immagini una quantità di realtà fino ad ora inedita".
Infine, finalmente la notizia che tutti (?) aspettavamo: INLAND EMPIRE sarà distribuito in Italia ad opera della Bim. Uscita prevista: febbraio 2007.

7.9.06

INLAND EMPIRE : Il giorno dopo

E' andata come me l'aspettavo. Grande ovazioni e standing ovation per David Lynch, poi proiezione del film e tutti quelli che si aspettavano di scoprire finalmente il mistero intorno al nuovo film del maestro, si sono ritrovati spiazzati: il mistero, adesso, è ancora più fitto. E' indubbio, comunque, che il regista ha conquistato il Lido. Ma vediamo come è andata la giornata di ieri e i commenti dei crtici.

Il premio. Alle 18.30 Marco Mueller consegna il Leone d'oro alla carriera a David Lynch così commentando: "Un riconoscimento che sta a significare quanto necessario sia questo artista per tutti noi. Ci sono registi speciali; Lynch suona lo Stradivari." Il regista ringrazia e così commenta: "Festival come questo di Venezia celebrano il cinema, se poi pensiamo a quante personalità hanno ricevuto nel passato il premio ho tutte le ragioni per sentirmi soddisfatto. Pieno di energia".

Il film visto dal regista. David Lynch: "Questa è un'opera astratta che vuole parlare all'intuito dello spettatore: qualcosa che non è solo razionale né solo emotivo, ma in cui intelletto ed emozioni si integrano reciprocamente. Del resto, noi tutti abbiamo una strada superficiale, ma anche dei percorsi interiori diversi: ebbene, il film parla dei percorsi interiori di una donna che ha dei motivi per essere preoccupata. Inland Empire è un posto di Los Angeles. Ma si riferisce anche al fatto che ciascuno di noi ha un ricco mondo interiore: qualcosa che è simile a un impero." Il cinema secondo Lynch: "Il cinema funziona attraverso emozioni e visioni, cuore e cervello. In questa macchina di meravigliosa profondità che è il cinema c'è posto per ogni genere di film. I miei sono film da intuire a livello astratto e ogni intuizione, che nasce proprio da questo binomio, sentimento e intelletto, è diversa per ogni spettatore. Tutti noi siamo fatti di una superficie sotto la quale esistono tanti percorsi interiori. Credo che il cinema sia un linguaggio a sé. Certo, la realtà è molto interessante, specie ai giorni nostri: e infatti guardate il successo dei documentari. Ma io preferisco l'astrazione. Per fortuna, c'è spazio per tutti..."

INLAND EMPIRE:IL FILM. La stampa parla del film come un'opera a scatole cinesi in cui diverse storie e trame si incastrano fra di loro senza apparente ragione. Unico filo conduttore è la protagonista Laura Dern, nella parte di un'attrice che accetta di girare un film con un affermato regista (Jeremy Irons); un film che ha la fama di essere maledetto, poichè legato a morti e sparizioni mai del tutto chiarite. In più, ci sono anche complicanze sentimentali, scene violente, sangue che sgorga e persone trafitte con cacciaviti nella pancia. E ovviamente, sembra che nel film siano stai 'innestati' gli inquietanti siparietti del serial Rabbits, sempre ad opera di David Lynch. Paolo D'Agostino de La Repubblica, si dice affascinato dal film ma non del tutto e dichiara bellamente di non averne capito la trama; infine, afferma che INLAND EMPIRE non regge il confronto con Mulholland Dr. Claudia Morgoglione sembra più entusiasta del film. Stiamo ancora aspettando altri giudizi e la pubblicazione del Ciak a Venezia di oggi. Seguiranno, dunque, aggiornamenti.

5.9.06

Oggi sbarca David Lynch a Venezia!

Domani verrà finalmente presentato, in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Venezia, l'ultimo film di David Lynch, INLAND EMPIRE. A precederlo, la cerimonia di premiazione al regista che riceverà il Leone d'oro alla carriera. Io avrei dovuto essere lì, seduto in Sala Grande ad assistere sia alla premiazione che al film ma piuttosto che tediarvi con la mia colossale sfiga o piangermi addosso, raccolgo le ultime indiscrezioni su questo attesissimo film dai vari giornali specializzati. Scopriamo così che: il film narra di un regista (Jeremy Irons) che tenta di realizzare un film su "una donna in pericolo" (Laura Dern); che gli attori feticcio di Lynch sono presenti in massa (uno su tutti: Harry Dean Stanton); che il film non ha una vera e propria sceneggiatura ma è stato scritto giorno per giorno; che la pellicola dovrebbe iniziare con un allucinato viaggio nel paese delle meraviglie in compagnia di Alice e Bianconiglio (interpretato da Scott Coffey che nel serial Rabbits di Lynch era uno dei tre conigli protagonisti!) e concludersi con una desolante passeggiata fra barboni e disperati costretti a vivere in putridi vicoli; e che, infine, il tema portante della pellicola sarà ancora una volta una delle vere ossessioni di Lynch, il doppio, la dualità, le due facce di uno stesso mondo.
Di più non ci è dato sapere. Il mistero è fittissimo ma le premesse per un capolavoro lynchiano ci sono tutte! A domani, dunque, per conoscere le reazioni della critica...

2.9.06

Il futuro di Brian De Palma? Ancora al Lido...

Dopo aver presentato The Black Dahlia in Laguna, il regista Brian De Palma ha ben pensato di annunciare i suoi nuovi progetti proprio durante le giornate del Festival di Venezia. Il suo nuovo film si chiamerà Toyer (probabili protagonisti non ancora confermati: Juliette Binoche e Colin Firth) e uscirà probabilmente nel 2007. A seguire si occuperà di un film (ancora senza nome) che sarà una sorta di prequel de Gli Intoccabili in cui verrà raccontata l'ascesa al potere malavitoso di Al Capone, sino al terribile massacro del giorno di San Valentino. Il film, le cui riprese avranno luogo proprio al Lido di Venezia dove si tiene il Festival, arriverà in sala nel 2008.

L'amante

L'amant di Jean-Jacques Annaud
(1992) UK

Ci sono elementi che di solito mi scoraggiano a vedere un film; questo ne contiene ben due: attori asiatici e e regista francese! Ma convinto da mia cugina, compagna di notti cinematografiche, e dall'incredibile coincidenza che ha voluto mandare questo film in tv il giorno stesso in cui mia cugina me lo ha consigliato, mi son deciso a guardarlo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. E' la storia di una quindicenne che nel Vietnam colonizzato dai francesi nel 1929 intreccia una lussuriosa relazione clandestina con un ricco cinese promesso marito di una donna che neanche conosce, in piena tradizione cinese dell'epoca. Il film racconta questa storia con delicata passione, indugiando sul rapporto maledetto dei protagonisti e la sgangherata famiglia di lei che dapprima osteggia la relazione e poi, per necessità economiche, ne diventa complice. Il regista racconta tutto questo in una splendida fotografia quasi virata sul seppia e descrivendo i personaggi semplicemente con poche inquadrature: il particolare delle scarpe e del vestiario dei due protagonisti all'inizio del film dice già tutto di loro. La recitazione è perfetta e forse solo la voce fuori campo ogni tanto infastidisce. Frédérique Meininger nel ruolo della madre è straordinaria, forse perchè il ruolo stesso turba e affascina insieme.
L'amante è quel genere di film che andava molto in voga all'inizio degli anni '90, ma ben si distingue e non delude le aspettative, dosando bene il tono drammatico della vicenza senza annoiare ma commuovendo. Il mio pregiudizio verso quei due elementi di cui dicevo sopra è stato ridimensionato!

1.9.06

I Film del Mese: Settembre 2006

I film in uscita a settembre 2006. Evventuali errori o mancanze saranno corretti al più presto.

  • Superman Returns di Bryan Singer (1);
  • As you like it di Kenneth Branagh (1);
  • Non è peccato di Richard Glatzer, Wash Westmoreland (1);
  • Thank you for smoking di Jason Reitman (1);
  • Crossing the bridge - The sound of Istanbul di Fatih Akin (1);
  • Ma che ci faccio qui! di Francesco Amato (1);
  • Le seduttrici di Mike Barker (1);
  • Per non dimenticarti di Mariantonia Avati (1);
  • Five fingers - Gioco mortale di Laurence Malkin (8);
  • La stella che non c'è di Gianni Amelio (8);
  • Stormbreaker di Geoffrey Sax (8);
  • Pulse di Jim Sonzero (8);
  • Dead Or Alive di Corey Yuen (8);
  • Belle Toujours - Bella sempre di Manoel De Oliveira (8);
  • Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma di Gore Verbinski (13);
  • The road to Guantanamo di Michael Winterbottom (15);
  • The Queen - La Regina di Stephen Frears (15);
  • Il mercante di pietre di Renzo Martinelli (15);
  • Dreamer - La strada per la vittoria di John Gatins (22);
  • Nuovomondo di Emanuele Crialese (22);
  • Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton, Valerie Faris (22);
  • Ant Bully di John A. Davis (22);
  • Ti odio, ti lascio, ti... di Peyton Reed (22);
  • Profumo - Storia di un assassino di Tom Tykwer (29);
  • Clerks 2 di Kevin Smith (29);
  • Lady in the Water di M.Night Shyamalan (29);
  • Cambia la tua vita con un click di Frank Coraci (29);
  • La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (29);
  • Baciami piccina di Roberto Cimpanelli (29).

Suggerimenti? Io comincio con il confessarvi il mio debole per M.Night Shyamalan quindi non potrò perdermi Lady in the Water!