8.11.08

Dio, patria e famiglia

Stavo pensando di buttare giù due righe per riflettere sulla facilità con cui si era annunciato il grande ritorno del cinema italiano (?) grazie a due film come Gomorra e Il divo ma Nanni Moretti ha sintetizzato in una sola frase quello che avevo in mente: "chi dice che è il rinato cinema italiano, o quello d'impegno. In realtà sono film a coronamento di due autori". E la frase mi sembra così lampante che non mi sembra neanche il caso di approfondire. La dichiarazione è saltata fuori durante l'ennesima polemica nella quale Moretti è stato tirato e che la dice lunga sullo stato di salute del cinema italiano. Il regista de Il caimano, stavolta, è stato accusato di antipatriottismo e di eccessiva esterofilia (sic) perché nella sua seconda edizione del Festival di Torino non c'è manco un film italiano nelle sezioni principali: "abbiamo scelto semplicemente i film che ci piacevano di più. Ne abbiamo visto molti, ma non ci è sembrato di trovare quello adatto. L'anno scorso avevamo inventato la sezione Panorama italiano, quest'anno non c'è. È così, non so, magari l'anno prossimo..." La cosa che più mi ha sconcertato della vicenda è che a lamentarsi è stato il capogruppo An-Pdl in consiglio comunale a Torino Roberto Ravello, sostenendo di voler convocare Moretti in Commissione Cultura per ricordargli che il Festival di Torino è finanziato dalla regione e dal Comune di Torino: enti italiani, ci siamo capiti? Moretti, oltre a ricordare che al di fuori della rassegna ufficiale ci sono spazi nei quali il cinema italiano è ben rappresentato, si è sentito giustamente in dovere di ricordare che lui come direttore non ha alcun obbligo da chi sostiene il festival a ficcarci dentro pellicole italiane.
Ecco, per chi si stava ancora chiedendo qual è la situazione della cultura italiana, potrebbe aver trovato la sua risposta.

3 commenti:

Alberto Di Felice ha detto...

Grande Moretti, tutto inappuntabile. Mi sono rotto -- ci siamo rotti -- le palle. I tizi di AN sono con la risposta incorporata.

Stefano Sgambati ha detto...

Sagge parole.

Stefano Sgambati

Hollow ha detto...

Non simpatizzo per Moretti (anche se lo ritengo un ottimo autore), ma qui ha ragione da vendere. Chissà se lo silureranno. Tra le righe (spesse) si legge una tristissima deriva nazionalista.