24.10.09

Cartoline da Roma - 2

  • Se non lo avete capito, ho dovuto soccombere al mio problema medico rinunciando a qualsiasi partecipazione nell'ambito del Festival. Sono riuscito a vedere un solo film, a partecipare alle conferenze stampa di Clooney e della Streep dopodiché sono dovuto rimanere a casa. Tranne quando sono uscito per andare al pronto soccorso alle tre di notte. Roma di notte non si può spiegare, bisogna vederla.
  • Nonostante il tragico esito della mia trasferta proprio nell'anno in cui partecipavo per la prima volta come accreditato stampa, ho ancora qualcosina da dire.
  • A Festival concluso, si stanno già scatenando i balletti del successo o non successo. Sembra vincere la prima ipotesi, in base agli accrediti assegnati ed ai biglietti venduti. Io ho bazzicato poco l'Auditorium ma quelle poche volte ho visto una desolazione allarmante. Bar e ristoranti più che altro vuoti e davvero poca gente in giro, addetti ai lavori compresi.
  • Ho fatto una fila di mezz'ora per la conferenza stampa di George Clooney. Avete idea di cosa significa stare mezz'ora in attesa e dover ascoltare le chiacchiere dei giornalisti? Ad uno come me che ambisce ad entrare nella categoria, basta davvero quella mezz'ora in fila a farsi passare buona parte della voglia. Insopportabili!!!
  • George Clooney è il suo personaggio. E' affabile, è istrione, è come un personaggio dello spettacolo che non è Presidente del Consiglio (a proposito, il buon Clooney si guarda bene dall'esprimere un giudizio sul nostro premier). Però, contro ogni aspettativa, nessuno ha nominato Elisabetta Canalis durante la conferenza stampa, anche se le domande sceme ci sono state. Quasi tutte, a dire il vero. Clooney ha chiesto il rispetto di un limite che più che travalicare la sua privacy non fa altro che umiliare il mestiere del giornalista.
  • Meryl Streep è favolosa. Sembra arrivare da un altro pianeta. Ha l'aria di una svampita ma è evidente che un po' ci fa. Ha sopportato con grandissima pazienza una conferenza stampa funestata da problemi tecnici (mi hanno detto che le cuffie per la traduzione non funzionavano) e parlato con grande umiltà e soprattutto con la voglia di tenere come soggetto della discussione il suo più grande amore, il cinema. Nel farlo non ha risparmiato un paio di stoccate, ad esempio a Scorsese ("vorrei fare un film con lui ma solo quando Martin si occuperà di un vero personaggio femminile") o all'Accademy ("ricevere la nomination è gratificante perché sono i tuoi colleghi a concedertela, il meccanimo per la vittoria è invece molto più misterioso ed inafferrabile") mentre su Polanski non si sbottona più di tanto ("mi dispiace che sia in galera" e tutto qui).
Continua...

2 commenti:

Alberto Di Felice ha detto...

Torno a dispiacermi per lo stato in cui (non) hai potuto frequentare il festival. Delle conferenze stampa di Clooney e Streep ho potuto vedere solo sprazzi ebeti in tv ebeti (mea culpa): purtroppo sembrano riflettere anche quello che ne hai pensato tu dal vivo.

eling ha detto...

e per fortuna ci sono sempre le stelle che cadono...e altri desideri si affacciano...Emma